Fit Cisl:«Aspettiamo i tagli di poltrone anche nel trasporto pubblico»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «E' molto apprezzabile l'iniziativa messa in campo dalla Giunta regionale in merito alla razionalizzazione dei costi di gestione nell'ambito degli Enti e dei relativi CdA.
La “cultura eversiva” che sta alla base riforma, così come riportato dagli organi di informazione, non sarebbe altro che una corretta gestione di risorse pubbliche in una Regione alle prese con rilevanti problemi di bilancio».
A dirlo è il segretario regionale della Fit Cisl, Alessandro Di Naccio, il quale ricorda come qualche settimana fa lo stesso Del Turco aveva preannunciato una analoga iniziativa che avrebbe coinvolto le Aziende pubbliche del trasporto pubblico locale, prospettando quello che lo stesso sindacato auspica da tempo: la costituzione di un'unica Azienda di trasporto pubblico locale regionale.
«Nell'attesa che anche in questo ambito si concretizzi quello che fino ad oggi è solo una enunciazione di principio, e che comunque avrebbe una valenza non indifferente se rapportata alle prossime scadenze relative alla liberalizzazione del settore unitamente alla logica conseguenza di prevedere un bando di gara unico regionale per i servizi automobilistici di TPL», ha detto Di Naccio, «non possiamo non rimarcare come dietro l'angolo vi sia il forte rischio che si ipotizzi di raggiungere gli obiettivi prefissati attraverso la costituzione di una holding regionale in sovrapposizione alle strutture societarie già esistenti. Le sovrastrutture non hanno la logica conseguenza del risparmio, essendo per loro natura organismi aggiuntivi, a meno che non si intendano come organi alternativi con pieni poteri gestionali».
Pur condividendo un'unica regia per le aziende pubbliche di trasporto pubblico locale, la FIT CISL ritiene indispensabile che questo avvenga con la costituzione di una sola Società regionale del trasporto, capace di competere nell'ambito delle prossime gare per l'assegnazione dei servizi e di salvaguardare tanto la socialità del servizio universale quanto i livelli occupazionali.
«Il vento “liberalizzatore” che da tempo soffia nel nostro Paese», ha concluso Di Naccio, «con esiti non sempre lusinghieri (vedi Autostrade, solo per citare un esempio) non deve far perdere di vista quella socialità di un servizio primario che la sola logica del mercato non potrebbe garantire. Per questi motivi ribadiamo con forza la necessità di prevedere un unico bando di gara regionale, il solo strumento che consentirebbe di non separare le linee commercialmente appetibili da quelle per le quali i ricavi da traffico non rappresentano di certo la prima fonte di entrate».

04/07/2007 10.49