Idv e Rc: «no al city manager per il Comune dell’Aquila»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. No alla figura del direttore generale al Comune dell'Aquila. No allo smistamento di persone per occupare una nuova poltrona e assorbire soldi pubblici. E’ l'auspicio dei capogruppo dell'Italia dei Valori, Angelo Mancini, e di quello del Prc Sinistra Europea, Enrico Perilli. Da giorni si parla della figura del city manager e della gestione che cambierà con l’avvento del nuovo sindaco Cialente che pochi giorni fa aveva detto «non sappiamo se ci servirà».
«Inizia bene l'amministrazione comunale con la scelta di una giunta a 8 assessori e la conseguente riduzione della spesa pubblica, che portera' a reinvestire i risparmi nel settore sociale», hano detto Mancini e Perilli, «Bisognera' proseguire, ora - affermano in una nota congiunta i due esponenti di maggioranza - nella stessa direzione. Riteniamo pertanto che sarebbero spese inutili l'eventuale nomina di un direttore generale (city manager), cosi' come di staff esterni, professionisti e consulenti. Per anni abbiamo sostenuto che per gli staff possono essere utilizzati i dipendenti comunali che abbiano una sicura conoscenza della macchina amministrativa . Quanto agli incarichi e alla consulenze esterne, andrebbero assegnati solo nei casi in cui non esistono le professionalita' relative all'interno dell'ente. Questo - osservano Mancini e Perilli - servira' a evitare un doppio danno: l'accumularsi di spese inutili e la demotivazione dei dipendenti in organico. Per quanto riguarda la nomina del direttore generale, va detto che si tratta di una figura apicale, dal momento che deve predisporre il piano dettagliato degli obiettivi, nonche' il piano esecutivo di gestione, e che andra' a far parte del nucleo di valutazione, il quale verifica i risultati ottenuti dai dirigenti e si occupa dei provvedimenti disciplinari verso gli stessi».
«Come tale dovra' dunque necessariamente avere una retribuzione adeguata. Pertanto, il sindaco che dovra' nominarlo e la giunta che dovra' deliberare valutino bene se si tratta di una figura indispensabile, dato che la spesa che si andra' a impegnare per il city manager (almeno 100mila euro) e' pari allo stipendio annuo di 4 assessori, o se invece le sue mansioni possano essere svolte dai componenti della giunta (soprattutto l'assessore al personale), reinvestendo, anche in
questo caso, i denari risparmiati nel settore sociale o in altri servizi piu' utili all'interesse della citta'».

02/07/2007 14.03