Riforma Aptr, un altro viaggio nella politica dell’arraffa tutto

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1446

PESCARA. Salta la riforma dell'Aptr (Agenzia Regionale per il Turismo) e le organizzazioni di categoria si indignano e puntano i piedi. Gli accordi, con l'assessore Paolini e la Regione, loro, erano convinti di averli già stabiliti. Ma martedì scorso in consiglio regionale non tutto è filato liscio come doveva.    
PESCARA. Salta la riforma dell'Aptr (Agenzia Regionale per il Turismo) e le organizzazioni di categoria si indignano e puntano i piedi. Gli accordi, con l'assessore Paolini e la Regione, loro, erano convinti di averli già stabiliti.
Ma martedì scorso in consiglio regionale non tutto è filato liscio come doveva.

 


 

Il presidente del consiglio regionale Marino Roselli (Margherita) con proprio decreto ha nominato il Bruno Di Masci (Margherita) componente il CdA dell'Aptr. Di Masci, ex Consigliere regionale, subentra nell'incarico a Carlo Costantini dimissionario.
Ma la nomina non è andata giù alle associazioni, che si aspettavano un cambio di rotta nella gestione e nel contenimento nei prezzi e all'assessore Paolini (Ds) che forse preferiva qualcuno dei Ds.
Lui ha smentito e assicurato: «non porterò in Giunta nessuna nomina se non si farà la riforma. Non ci sto ad indicare un presidente ai vecchi prezzi. Non ho nessuno da proporre, né compari né amici. La mia posizione è per la riforma della politica».
Ha convocato in gran fretta ieri mattina una conferenza stampa per dire la sua e ha parlato senza mezzi termini di «un incidente politico improponibile metodologicamente e scorretto politicamente».
Lui ne prende le distanze e assicura che la decisione di far saltare la riforma dell'Aptr «è una decisione che non comprendo e che non accetto. A questo punto mi auguro che nella seduta del 10 luglio si possa riprendere la discussione e varare la riforma».
A distanza di due giorni dall'ultima arrabbiatura per il dossier che ha bocciato l'Abruzzo e le agenzie del turismo arriva [url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=10626]un'altra bega da risolvere[/url]. Anche in quel caso la fonte dei problemi potrebbe risiedere proprio nel clientelismo a cui sono soggetti tutti gli enti strumentali della Regione.


«DI MASCI NON LO VOGLIO»


«Se sta bene la nomina di Roselli e se si intende lasciare a sette i componenti del cda, il presidente non sarà nominato con la mia firma in calce», ha assicurato ancora Paolini.
La mini riforma dell'Aptr, come lo stesso assessore l'ha ridenominata perchè comprende quattro articoli, prevede una riduzione da sette a cinque i componenti il Consiglio di amministrazione, con una conseguente riduzione dei costi di ben oltre il 40 %, passando da una spesa attuale pari a 330 mila euro ad una ipotizzabili 167 mila euro.
Inoltre nella riforma è pure prevista la nomina senza compenso e senza diritto di voto di un rappresentate delle categorie economiche di settore.
«Evidentemente - ha commentato caustico Paolini - devo aver sottovalutato proprio l'aspetto della riduzione dei costi della politica, che avrebbe comportato un risparmio di 10 mila euro mensili».
Il vicepresidente della regione ha poi ricordato che con la «nomina del signor Di Masci quale componente il cda si ritorna al settimo componente - ha precisato - e alle vecchie tariffe cioè a erogare 6.755 euro mensili di stipendio anziché i 3.042 conseguenti alla riforma».


L'INDIGNAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA


Adesso il clima è infuocato, Assoturismo, Asshotel e Federturismo Abruzzo lanciano parole minacciose e si sta rischiando l'incidente diplomatico. Parlano di una vittoria della politica dei partiti, di logiche vecchie come il mondo di spartizione di poltrone a danno del settore, tuttalpiù in piena estate.
La scelta di Roselli, lo dicono senza mezzi termini, rischia di minare un «rapporto fiduciario» che si era instaurato fra imprese turistiche e istituzioni. E adesso gli operatori non sono più disposti a subire:«faremo sentire la nostra voce in tutte le sedi, nonostante siamo in piena stagione turistica».

Assoturismo e Asshotel parlano di «un atto di arroganza che mira a frenare una riforma innovatrice», «E' un salto nel vuoto, un'azione tipica della vecchia politica che colpisce l'unico settore in cui è davvero stato rinnovato il modo di agire» spiegano i due rappresentanti degli imprenditori, «nei fatti si è voluto colpire un nuovo modo di fare politica e di programmare l'intervento della Regione in un settore cruciale per l'economia abruzzese come quello del turismo. Mettersi di traverso ad un processo riformatore condiviso dagli operatori è proprio ciò di cui la politica non aveva affatto bisogno per riacquistare credibilità».
La cosa che fa più riflettere, e che sottolineano le due associazioni è che «avevamo di fronte una riforma concordata e condivisa dagli operatori, ma questo gesto improvviso ha lasciato senza parole l'intero settore, che ora è in allarme».

28/06/2007 9.18

LA CONDANNA DI FORZA ITALIA

«In questa legislatura Roselli ha delegittimato, con i suoi comportamenti, l'intero Consiglio Regionale. Di fatto, tutte le nomine di competenza del Consiglio Regionale (unica istituzione cui e demandata detta materia ai sensi dell'articolo 42 del vigente Statuto Regionale) sono state assunte da Roselli con atti di straordinaria arroganza e barbarie nei confronti dell'Assemblea».
E' il commento che si registra oggi dei consiglieri regionali di Forza Italia Paolo Tancredi, Benigno D'Orazio, Nazario Pagano.
«Due sono gli obiettivi del Presidente», secondo Fi, «sopperire alle divisioni della maggioranza che non ha i numeri nemmeno per approvare modesti testi di legge – disegno di legge sul turismo; ergersi a commissario plenipotenziario dello stesso Consiglio Regionale, facendosi portatore di interessi di un gruppo politico piuttosto che garante dell'intero Assemblea. A questo punto, dopo diverse diffide e proteste per questi comportamenti di Roselli, saremo costretti, oltre a denunciare i fatti all'opinione pubblica, a chiedere una precisa presa di posizione dell'intero Consiglio Regionale e del Presidente della Giunta Regionale».

28/06/2007 9.42