Di Paolo (Dc):«Sul riordino dell’Ater la giunta Del Turco tergiversa ancora»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Sarebbe un progetto di legge che si muove verso «la direzione dell’economicità ed efficienza della Regione» ma che è arenato in commissione ormai da mesi senza essere ancora discusso e licenziato per approdare al consiglio regionale per la eventuale trasformazione in legge. Per il consigliere Bruno Di Paolo è però opportuna una accelerazione.
«Per questo motivo ho fatto ricorso all'Art. 62 comma 4 del Regolamento dei lavori del Consiglio Regionale per inserire all'ordine del giorno dell'Assemblea Consiliare del 26 p.v. la discussione - priva della relazione della commissione di competenza - del mio PdL mirato al riordino delle Aziende di Edilizia Residenziale Pubblica (ATER)», ha spiegato il Capogruppo della Democrazia Cristiana al Consiglio Regionale, Bruno Di Paolo, di fronte alla necessità di dover ricorrere a delle norme regolamentari per poter portare in discussione un Progetto di Legge il cui unico obiettivo è quello «della diminuzione della spesa politica».
«Non è possibile che, giunti ormai quasi a metà legislatura, si tergiversi ancora su argomenti così importanti che necessitano di risposte forti e immediate da parte dei rappresentanti politici. Ritengo inconcepibile», ha aggiunto, «che Regioni ben più grandi della nostra, sia dal punto di vista demografico che del territorio, abbiano un'unica azienda per la gestione dell'edilizia residenziale pubblica e, di conseguenza, un solo Consiglio di Amministrazione mentre in Abruzzo si continuano a mantenere in vita addirittura 5 Ater più una Aret, con i relativi CdA, i cui costi sono ormai insostenibili per il Bilancio della Regione. E' giunto il momento di dare un segnale chiaro ai cittadini della nostra volontà di abbassare una volta per tutte i costi legati alla politica. Non rientra nel mio stile ricorrere a forzature regolamentari. Ritengo fosse però l'unico modo per dare un segnale concreto ai cittadini ormai stanchi dei continui proclami, finora quasi esclusivamente di facciata, relativi al contenimento dei costi a cui non sono seguiti dei fatti concreti».

25/06/2007 11.57