Pizzoferrato, i "dissidenti" spiegano i motivi della crisi

Alessandro Biancardi

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Pizzoferrato, i "dissidenti" spiegano i motivi della crisi
PIZZOFERRATO. Oggi è il giorno in cui la delegazione di cittadini di Pizzoferrato dovrebbe incontrare il prefetto Vaccaro per chiedere il ritorno del sindaco Palmerino Fagnilli. Una sollevazione popolare che sembra contrastare il venir meno della maggioranza in consiglio comunale che è stato l’evento che ha prodotto la fine dell’amministrazione Fagnilli. E così i 4 consiglieri oggi spiegano le loro ragioni. L’INCONTRO ED IL RICORSO AL TAR
«Scoprendo della raccolte firme del sindaco», dichiarano oggi i quattro consiglieri "dissidenti" Luciano Colarelli, Maurizio Del Corpo, Carlo Di Sciullo, Aladino Pasquarelli che hanno portato alla caduta del governo, «ancora una volta rimaniamo meravigliati dalla grande fantasia e creatività di Fagnilli. Chiede delle firme per non essere mandato a casa, ignorando o travisando la legge. Ma anche questa è una sua caratteristica».
Questa storia che ha avvelenato gli animi, secondo i consiglieri dissidenti sarebbe partita nel luglio scorso «quando il sindaco rinnovò la giunta, scrivendo che preferiva lavorare con un esecutivo flessibile e tempestivo».
Intanto i consigli comunali erano sempre più rari («due convocazioni in otto mesi») e incentrati su punti di scarso interesse («ratifica di delibere di giunta»).
«Vedendo che i problemi, per cui aveva voluto una giunta "snella", rimanevano irrisolti», spiegano i consiglieri, «con un nostro documento del 18 gennaio abbiamo proposto la convocazione dei gruppi consiliari e di fronte alla sua totale mancanza di volontà di coinvolgere il consiglio, abbiamo deciso per la mozione di sfiducia, presentata il 26 aprile scorso».

LE FIRME DEI CITTADINI E LE SPESE PAZZE

In paese c'è chi sostiene il sindaco Fagnilli tramite la firma della petizione ma anche chi non ne capisce il senso.
«Ci accusano di aver boicottato l'attività del sindaco», commenta Del Corpo.
«Sfido chiunque a trovare una delibera tra le 304 adottate, che porti il mio voto contrario. Cioè io ho sempre votato a favore, altro che ostruzionismo».
E oggi vengono a galla anche tutte le spese "pazze" del Comune, più o meno note: concerto di Nino D'Angelo che doveva essere a costo zero per il Comune, alla fine è costato ai cittadini 24 mila euro.
Al 31 marzo, data dell'ultimo controllo per verificare le sponsorizzazioni promesse non era arrivato quasi niente.
Poi sarebbero stati spesi, secondo i dati forniti dai consiglieri, circa 32 mila euro dei fondi, rimborsati dalla regione per lo stato di calamità naturali del 2004, per la manutenzione delle strade, «ma pochi se ne sono accorti, specialmente gli abitanti della contrada Collalto».
Altri 8 mila euro sono stati impiegati per un viaggio in Canada per la sponsorizzazione di un libro. Dopo 3 mesi nuovo viaggio di rappresentanza in Canada e altri 4 mila euro spesi.
Sarebbe poi stato inaugurato il nuovo istituto scolastico senza abbattere le barriere architettoniche («a tutt'oggi da espletare») e «nel cassetto sono rimasti la modifica del P.R.G., la verifica dei beni demaniali, la realizzazione della strada Coccinella –Greci (lavori da rendicontare entro luglio), la gestione dell'acqua (cedere le reti alla S.A.S.I. o provare a gestirle in maniera autonoma come proposto nel consiglio comunale del 07/10/2006), visto che già esisteva una commissione».
I buoni motivi per far cadere il governo, quindi, secondo i dissidenti, c'erano e anche evidenti.
E adesso si spera che il periodo di commissariamento «serva a placare gli animi».

11/06/2007 12.16

L'INCONTRO ED IL RICORSO AL TAR

I cittadini hanno consegnato al prefetto la petizione ed hanno spiegato che stanno preparando un ricorso al Tar (Tribunale amministrativo regionale).
I cittadini chiedono, quindi, ai giudici che all'ex capo della giunta vengano affidate nuovamente le redini del paese, «perché questa è la volontà popolare», affidandogli l'incarico di commissario. E' stata inoltre inviata una lettera ai presidenti del Senato e della Camera e al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
«Purtroppo – si legge nel documento – le piccole comunità scontano un pregresso stato di emarginazione, che pur fluidificandosi grazie alla nostra democrazia di cui Lei è garante, induce ancora un modo errato di fare politica che penalizza tutti i cittadini, dove l'opposizione si oppone a tutto e dove prevale un'atavica diffidenza verso le innovazioni e quindi verso una gestione comunale di tipo manageriale… Qui quattro consiglieri – viene aggiunto – hanno inviato al prefetto una mozione di sfiducia con vaghe motivazioni risultate poi infondate».

11/06/2007 15.33