Montesilvano, tra apparentamenti e divorzi verso il ballottaggio

Alessandro Biancardi

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Montesilvano, tra apparentamenti e divorzi verso il ballottaggio
AGGIORNAMENTO 6 GIUGNO MONTESILVANO. Italia dei Valori con la casa delle Libertà al prossimo ballottaggio. Rifondazione comunista non la segue e rimane fuori dai giochi di apparentamento. Anche Leo Brocchi offre il suo appoggio a Cordoma ma senza un apparentamento ufficiale. Le regole della politica qui non valgono…
Quante contraddizioni a Montesilvano in questo principio di estate con nubifragi e temperatura invernale.
C'è Leo Brocchi, l'ex city manager di Cantagallo, prima corteggiato poi disconosciuto dalla Cdl, che adesso si risposta a favore di chi lo ha sabotato.
Ma lo fa in sordina, senza matrimoni ufficiali.
Forse una fuitina dell'ultima ora, perché si sa, «i nostri elettori vanno più verso Cordoma che Finocchio».
Ah, se è per gli elettori…
Poi c'è il gioco delle contropartite, quelle che i cittadini non vedono.
Le discussioni fino a tarda sera per tirare sugli accordi (e sulle contropartite che saranno palesi solo una volta arrivati al potere…).
Un seggio, un assessorato.
Qualcuno si accontenta solo di esserci e di contribuire al successo, magari per farsi notare.
Un modo per portarsi avanti con il lavoro e magari avere più visibilità alla prossima tornata elettorale.
Un modo per testare, soprattutto per le liste civiche, il sapore della "politica vera". Quante contraddizioni in questa Montesilvano.
Idv dice di voler assicurare al loro uomo di riferimento solo un seggio da consigliere «e di contribuire», ha spiegato Costantini che ormai parla anche per Rifondazione, «pur se in posizioni di partenza parzialmente diverse, quel processo di rinnovamento della classe dirigente di cui Montesilvano ha bisogno».
E se per lui ci fosse un posto da vice sindaco, magari per una giunta trasversale? No, forse troppo.
Meglio non esagerare con le pretese o la corda si spezza.
«Italia dei valori ha scelto per sé e parla per sé».
La precisazione arriva da Cristian Odoardi (Rifondazione comunista) che precisa il tenore del comunicato stampa dell'Italia dei valori che sembrava dare una indicazione in virtù del patto stipulato nel primo turno.
Non è così.
Rifondazione si dissocia da Idv e «non dà indicazioni ai propri elettori» che «voteranno secondo coscienza».
«Rifondazione», ha detto Odoardi, «non può andare con Cordoma perché è politicamente lontano da noi. E non può andare con Finocchio perché non ci sono novità rispetto al passato. Semplicemente non partecipiamo al ballottaggio».
Quante contraddizioni in questa Montesilvano.

E poi c'è quella lettera del favorito che sembra aver avuto un ruolo importante anche nella cartolarizzazione dei debiti della sanità, quelle operazioni che sono contestate per i metodi utilizzati e sotto inchiesta da parte della guardia di finanza.
Che c'entra Cordoma con la cartolarizzazione?
Secondo quanto ha riportato il Messaggero sarebbe stato proprio il candidato sindaco a firmare il lasciapassare per lo spostamento di fondi dalla Regione alle cliniche private (Villa Pini) in qualità di componente -insieme alla dirigente regionale Elisabetta Di Natale- della commissione ispettiva incaricata di fare le pulci alle richieste extra delle cliniche.
Dietro le firme ci sarebbero i soliti debiti inesigibili che si sarebbero trasformati per l'imprenditore Vincenzo Maria Angelini in moneta sonante.
Una posizione forse scomoda per Cordoma che ora, si apprende, aver avuto un ruolo in quel garbuglio veramente brutto della cartolarizzazione (la seconda) organizzata dallo stesso Giancarlo Masciarelli durante il governo del centrodestra e proseguito con quello del centrosinistra di Del Turco e Mazzocca.
«Nessun mistero», ha risposto al Messaggero lo stesso Cordoma, «Ho svolto quel lavoro per otto mesi, dopo aver risposto come medico a un bando della Regione. Ho visto migliaia di cartelle cliniche, per verificare se i ricoveri contestati erano conformi ai parametri della legge. Quelli in regola sono stati liquidati, gli altri sono stati esclusi. Stop. Un incarico tecnico svolto da medico. Il lavoro mio e degli altri commissari non c'entra nulla con la cartolarizzazione e non credo che possa essere strumentalizzato a fini politici»

E nella nuova coalizione pronta a vincere si sono aggiunte anche le liste civiche di Paola Sardella, Valeriano Oronzo, Alberto Gradin e Vincenzo Rosato che porteranno i voti della gente che dalla politica dei palazzi aveva voluto prendere le distanze.
I voti di chi credeva che il rinnovamento dovesse arrivare da un volto sconosciuto.
Certo è che la Cdl se dovesse riconfermare il 40% del primo turno potrebbe stravincere se riuscisse a portarsi a casa anche il 13% di Brocchi e il 7% di Odoardi.
Quello che il centrodestra deve augurarsi è che questi matrimoni non portino un divorzio con l'elettorato.
Ad ogni modo rimangono in ballo gli elettori di Rifondazione che voteranno "secondo coscienza"...
E a sentire un certo disagio anche qualcuno di Italia dei Valori che non gradisce l'abbinamento con una parte troppo differente come ideologia. Ma dal partito assicurano che anche Di Pietro ha approvato l'unione di fatto con quello schieramento che, si sa bene, non ama troppo.
Intanto i Ds con Antonio Castricone ribadiscono i concetti già espressi in campagna elettorale.
«La candidatura di Finocchio», ha detto castricone, «è l'unica in grado di segnare un vero e profondo cambiamento per la città di Montesilvano. Le forze che lo hanno sostenuto al primo turno, e noi Ds fra queste, sono convinte che per la città solo questa scelta possa garantire una nuova gestione, lontana dai vecchi sistemi e metodi. Una sincera capacità di autocritica ci ha portati infatti ad un profondo rinnovamento, e la scelta di Finocchio ne è la conseguenza. Al ballottaggio la coalizione di centrosinistra continuerà la sua battaglia senza cedere a lusinghe o accordi capestro, alla luce del sole e senza celate intese, portando nelle case di tutti i montesilvanesi un'idea coerente di centrosinistra per una città nuova».
Quante contraddizione in questa Montesilvano.

04/06/2007 9.33

LE LISTE CHE APPOGGIANO CORDOMA


Il candidato sindaco, Pasquale Cordoma, ha presentato oggi le liste con cui ha raggiunto l'apparentamento in vista del turno del ballottaggio. Il collegamento con la coalizione del centrodestra ha riguardato le liste Rinnovamento per Montesilvano di Paola Sardella, Alternativa per l'Abruzzo di Valeriano Oronzo, SFL di Alberto Gradin e la lista civica la Formica di Vincenzo Rosato.
«Gli apparentamenti - dichiara il candidato sindaco, Pasquale Cordoma – rispondono al comandamento del cambiamento, per questo ringrazio sentitamente anche l'Italia dei Valori che ha deciso di sostenere la mia candidatura in funzione della volontà di non premettere la rielezione di 11 vecchi componenti del Governo Cantagallo che, con la vittoria di Finocchio, rientrerebbero in Consiglio comunale».
«Ringrazio – continua Cordoma – quanti a titolo personale stanno sostenendo la mia candidatura, precisando che non ci sono accordi di nessun tipo con l'ex candidato sindaco, avv. Leonello Brocchi, e soprattutto con le liste Arcobaleno, Cometa e Udeur. Da unico garante della coalizione del cambiamento dichiaro, sin da ora, che la futura Giunta, che comporrò in caso di vittoria, non vedrà alcun esponente che abbia contribuito alla distruzione della città di Montesilvano, avendo fatto parte di quel “sistema” condannato dagli elettori».
«Tengo a precisare – conclude Cordoma – che il meschino tentativo, operato da alcuni esponenti della Margherita, di imbastire la solita calunnia, così come già avvenuto nei confronti del dott. Nicola Zupo, sarà oggetto di querela con richiesta di risarcimento danni, i cui proventi saranno devoluti in beneficenza. Le bugie saranno smascherate, le condanne dei tribunali nei confronti del “sistema” rimarranno per sempre nella memoria di tutti».

04/06/2007 12.10

LA PRECISAZIONE DI MARCO FORCONI (SFL)

«L'apparentamento di SFL con la CDL di Cordoma non è una fusione e nemmeno un gemellaggio eterno, bensì una unione di intenti e di volontà da perseguire a beneficio della cittadinanza e delle istituzioni vilipendiate».
Così ha detto il responsabile Marco Forconi aggiungendo:«Siamo certi che, una volta insediato alla carica di sindaco, Lillo Cordoma si adopererà affinché venga instaurato un “modello Montesilvano” al posto di un “sistema Montesilvano” anche perchè , qualora ciò non dovesse accadere, il movimento chiamerà all'appello i suoi 100 , pochi ma motivati elettori e li inviterà a scendere in piazza, così come fece An nell'ultimo mese prima dell'arresto dell'ex sindaco Cantagallo».

04/06/2007 15.30

I CRISTIANO SOCIALI CON FINOCCHIO

In vista del turno di ballottaggio di domenica prossima al Comune di Montesilvano, il coordinamento regionale del movimento “Cristiano Sociali”, ribadisce il proprio appoggio alla candidatura a sindaco di Rocco Finocchio, sostenuto dai partiti di centrosinistra.
Il coordinatore regionale, Mario Di Giovanni, mette in evidenza le idee ispiratrici del movimento, «parte integrante del partito dei Democratici di Sinistra, verso la realizzazione del Partito Democratico».
Nella doppia veste di coordinatore del movimento e di Direttore e Presidente di una cooperativa sociale, Di Giovanni parla di «una posizione piuttosto moderata riguardo ai temi strettamente politici» spiegando che «la nostra presenza alle elezioni amministrative, non solo a Montesilvano, ma anche in altri comuni come Ortona, nasce dalla volontà di avere un ruolo all'interno delle amministrazioni comunali, che ci consenta di sensibilizzare la politica alle problematiche sociali, tema che purtroppo, continua ad avere troppo spesso un ruolo di secondo piano».
06/06/2007 8.56

LA REPLICA DI D'AMBROSIO

«Cordoma, tanto per cambiare, ha ingaggiato nientepopodimeno che gli esperti romani di An nella gestione delle informazioni, un ambiente particolarmente qualificato nel campo, come testimonia la famosa vicenda delle intercettazioni di Storace». Il parlamentare abruzzese della Margherita Giorgio D'Ambrosio ci mette il carico da novanta, dopo che il candidato sindaco ha annunciato di querelare il partito.
«Il primo consiglio che la premiata ditta ha fornito all'illustre clinico», continua D'Ambrosio, «è stato quello di non rispondere nel merito e di accusare chi non c'entra nulla. Cordoma ha eseguito diligentemente il compito assegnatogli, incolpando la Margherita di calunniarlo sul piano professionale, non senza effettuare collegamenti di fantasia con il passato che, tra l'altro, dimostrano lo scarso rispetto del nostro dottore nei confronti di chi è al servizio delle istituzioni».
Ma D'Ambrosio rimanda le accuse al mittente: «noi non calunniamo nessuno, ci siamo limitati a leggere, come gli altri cittadini di Montesilvano, che ci sono documenti ufficiali da cui risulta che il Dottor Cordoma è stato nominato dalla precedente Giunta Regionale di Centrodestra, per verificare se fossero state svolte prestazioni non previste dalle convenzioni regionali presso le cliniche private.
Cordoma avrebbe certificato che si sono svolte prestazioni per decine di milioni di euro nelle cliniche del gruppo, e guarda caso solo in quelle, in cui lavora sua moglie.Sulla base delle dichiarazioni di Cordoma la Regione ha pagato a quel gruppo la bellezza di 61 milioni di euro di soldi dei cittadini abruzzesi».


06/06/2007 10.44