Costi politica, anche le comunità montane dovranno tirare la cinghia

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «La comunità montanà può costare al massimo 72 milioni di euro». L'annuncio arriva dall'Uncem, nione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani che è impegnata con gli altri enti locali a valutare quali siano i costi della politica delle 355 Assemblee delle Comunità montane dei 4.201 Comuni associati. Considerando tutte le Regioni incluse quelle a statuto speciale, i consiglieri di Comunità montana, sostiene l'Uncem, ammonterebbero a circa 12.800.
Gli assessori di Comunità montana devono essere per legge pari per ogni ente ad un terzo dei consiglieri, cioé poco più di 4.200 unità.
L'ammontare complessivo degli oneri per i consiglieri, stimando mediamente 6 sedute l'anno, è pari a 1.705.728 euro annui. L'onere annuale per le indennità di funzione degli assessori delle 355 Comunità montane sarebbe pari a 70.257.600 euro.
Per ridurre i costi l'Uncem propone l'elezione «indiretta» del presidente della Comunità montana e del consiglio da parte dei consiglieri dei Comuni membri riuniti in unica assemblea, con voto limitato ad un solo consigliere.
Si pensa quindi a 30 consiglieri, più il presidente, per le comunità montane con popolazione montana superiore a 30.000 abitanti, 20 consiglieri, più il presidente, per le comunità montane con popolazione montana superiore a 10.000 abitanti, 12 consiglieri, più il presidente, per le restanti comunità montane.
La giunta potrebbe essere sempre composta dal presidente e da un numero di assessori pari ad un terzo dei consiglieri assegnati alla comunità montana, arrotondato per difetto.
Questa ipotesi porterebbe ad una riduzione tra il 40% e il 50% degli attuali 12.800 consiglieri e 4.200 componenti di giunta.
La spesa complessiva si ridurrebbe quindi di circa 35 milioni di euro.
«Sono favorevole ad una razionalizzazione delle Comunità Montane», ha fatto sapere Giuseppe Venta, presidente della comunità montana Sirentina Abruzzo «soprattutto alla luce di quei casi macroscopici di non senso, in cui sono state istituite su territori con comuni a livello del mare».
Il presidente non è d'accordo, però, con la soppressione delle Comunità «autenticamente montane, come il nostro caso: un territorio interamente montano».
Da qualche anno la comunità è cresciuta, passando da tredici a quattordici comuni.
«Siamo una realtà, un punto di riferimento per i cittadini e per il territorio che altrimenti risulterebbe polverizzato», ricorda Venta.
«Potremmo quasi considerarci un comune di montagna di circa 10 mila abitanti, pur su un territorio di circa 400 kmq. Con trentacinque nuclei abitativi».
«Sopprimere una Comunità Montana come la nostra sarebbe un vero peccato, significherebbe far regredire un territorio che ce la sta mettendo tutta per sopravvivere».

01/06/2007 12.31