Filovia, sconcerto in Provincia dopo firma:«noi avevamo chiesto di aspettare»

Alessandro Biancardi

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Filovia, sconcerto in Provincia dopo firma:«noi avevamo chiesto di aspettare»
PESCARA. Il consiglio provinciale lo scorso 16 maggio, con voto unanime, aveva chiesto di rinviare la firma del contratto per la realizzazione della filovia. Una richiesta che è servita a poco visto che ieri Gtm e società appaltante hanno chiuso il contratto. Ma la Provincia protesta: «era necessario consentire alla Giunta Regionale ed agli altri Enti interessati di rivedere le intese frammentarie e contraddittorie alla base dell'appalto».
Gli amministratori della società appaltante, secondo il consigliere Aurelio Giammoretti (Margherita) «hanno mostrato una fretta ingiustificabile nel completare la procedura ormai pluriennale».
«Gravissimo», poi, «il rifiuto della Gtm di fornire, non solo a me quale amministratore provinciale, per di più eletto in un collegio attraversato dal primo lotto dell'impianto da realizzare, ma a tutto il consiglio provinciale, la documentazione non riservata relativa alla procedura di gara».
Giammorretti punta il dito anche contro la Regione e il Comune di Pescara «i cui più autorevoli rappresentanti avevano espresso ampie riserve sul progetto» ma che nel momento decisivo hanno avuto «un atteggiamento di rinuncia».
Nonostante la firma, però, ci sarebbero alcuni ricorsi pronti a bloccare l'iniziativa e anche Giammorretti si dichiara pronto a collaborare per fermare il progetto «disastroso»

LE CARATTERISTICHE DELETERIE

Il consigliere provinciale stila così a supporto della sua tesi una lunga lista di tutte le caratteristiche deleterie del progetto a cui mettere mano «almeno per tentare di ridurre i danni».
«C'è sicuramente l' incompatibilità di mezzi lunghi 18,44 metri con il traffico urbano di Montesilvano e Pescara, l' incompatibilità con la linea 38, che continuerà a correre sul percorso attuale, non integrabile con la Strada Parco, senza alcun vantaggio in termini di volumi di traffico e riduzione dell'inquinamento».
Poi ancora tra i fattori negativi Giammorretti annovera gli « elevatissimi costi di gestione gravanti sui bilanci degli enti locali per mezzi che potranno ospitare fino a 150 passeggeri ma che negli orari non di punta non raggiungeranno i dieci posti».
A questo si sommano anche «il rifiuto di verifica dei danni ambientali connessi con la trazione a metano per la maggior parte del percorso della filovia, la mancata verifica della non corrispondenza del tracciato autorizzato dal Ministero e concordato tra gli Enti e le previsioni del PRG e della Variante di Pescara, sostanzialmente modificate in sede di appalto della sistemazione delle Aree di Risulta».
Ma l'aspetto più preoccupante secondo il consigliere è che «appena il 25% del tracciato sarà elettrificato e il restante 75% del percorso prevede normali autobus a metano. Bisogna», sottolinea ancora l'esponente della Margherita, «estendere l'elettrificazione all'intero percorso ipotizzato (Cappelle-Montesilvano-Francavilla-Aeroporto),
estensibile in futuro all'intera Area Integrata Chieti-Pescara (Ortona, Chieti, Manoppello, Scafa e comuni confinanti con tali direttrici)».
Inoltre bisogna definire «la realizzazione a breve termine dei parcheggi di scambio, il cui uso deve essere incentivato con una politica delle tariffe per la sosta in aree centrali e impegnare immediatamente la Gtm a sperimentare gratuitamente l'uso di autobus elettrici ed ibridi in modo da indirizzare su di essi, se l'esperimento avrà un risultato positivo, la sostituzione generale e programmata dei mezzi attualmente in uso, mezzi fin d'ora utilizzabili sulle linee diverse da quella servita dalla filovia».


23/05/2007 10.08
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