Asl Pescara, cambiano i manager ma la musica rimane la stessa?

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1759

Asl Pescara, cambiano i manager ma la musica rimane la stessa?
PESCARA. Si è fatto un gran parlare fuori e dentro tutte le campagne elettorali della cattiva gestione clientelare della Asl di Pescara ad opera dell’ormai “lombardo” Angelo Cordone, l’ex manager in quota An ma poi riuscito a resistere ben oltre l’insediamento della nuova giunta di centrosinistra alla Regione. Si è sempre contestato un metodo (che è quello di sfruttare e spremere un serbatoio di voti enorme come la Asl pescarese) promuovendo, creando incarichi, consulenze esterne ecc. Poi le cose sono cambiate è arrivato il centrosinistra, il nuovo manager “rosso” e il feudo che una volta era di Nino Sospiri sarebbe passato a Donato Di Matteo (Ds).
E' cambiato il metodo oppure i malumori di sempre sono rimasti?
Sono finite le promozioni strane oppure no?
I dipendenti, gli infermieri ed i medici si sono accordi della ventata di partecipazione e democrazia finalmente giunta con il nuovo schieramento politico e gli “uomini nuovi?
Per rispondere a queste domande probabilmente occorrerà molto più tempo per dar modo al manager balestrino di mettere a segno i primi importanti risultati come ha già fatto nelle scorse settimane pubblicando il nuovo atto aziendale che riordina, seguendo le indicazioni della Regione, tutta la Asl pescarese.
Ma ad insinuare il dubbio che le cose non siano poi così cambiate è Carlo Costantini (Idv) che fa notare come «alcune recenti decisioni della Direzione Generale della ASL di Pescara sembrano riportarci al passato, un passato caratterizzato da pesanti condizionamenti della politica su scelte che devono restare al di fuori della politica».
Il deputato si riferisce ai cambiamenti contenuti nella proposta di atto aziendale della ASL di Pescara rispetto alle previsioni di riordino regionale, in materia di nefrologia e dialisi.
«Nell'atto programmatorio era previsto un solo primario a Pescara e due strutture prive di figura apicale a Penne ed a Popoli. Nella proposta di atto aziendale sono invece comparsi improvvisamente due primari a Pescara, uno a Popoli e nessuno a Penne - continua l'On. Costantini - In questa fase il problema non è di merito (rispetto al quale è indubbio che un maggior numero di primari e di strutture complesse potrebbero assicurare una migliore qualità del servizio anche a Penne e non solo a Popoli e Pescara), ma di metodo, rispetto al quale è necessario che le attività delle Direzioni Generali delle ASL abruzzesi risultino rigorosamente improntate al rispetto delle direttive regionali, ad evitare che le robuste spinte e le pressioni politiche dei soliti noti possano progressivamente stravolgere i vincoli programmatori, favorire la ripresa incontrollata della spesa e vanificare i sacrifici dei quali proprio in questi giorni i cittadini abruzzesi si stanno facendo carico, con il pagamento degli aumenti delle tasse».
«Il Dott. Balestrino - conclude l'on. Costantini - gode della stima e della fiducia dell'IDV, ma la sua azione di sviluppo e di risanamento risulterà possibile solo se la politica darà una grande prova di maturità, facendo numerosi passi indietro e lasciandogli svolgere in autonomia le proprie funzioni di manager».
23/05/2007 9.11