Sulmona. La Giunta La Civita non regge

Alessandro Biancardi

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SULMONA. Il Consiglio comunale sta per sciogliersi con provvedimento prefettizio a seguito della mancata maggioranza dei voti per l'approvazione del bilancio di previsione. Alle 22,18 di ieri sera, con 10 voti contrari, 7 favorevoli e 4 astenuti, il tabellone elettronico ha sancito la definitiva chiusura di un capitolo di crisi politica durato oltre quattro mesi.
«C'é un pò di amarezza», ha commentato l'ormai ex primo cittadino Franco La Civita, «perché la politica non è riuscita a dare una soluzione a questa crisi. Ma da parte mia», ha assicurato, «sono state messe in campo tutte le possibili soluzioni per evitare l'arrivo del commissario prefettizio e il vuoto istituzionale che non garantirà un programma di sviluppo soprattutto in questo momento di crisi che brucia sulla pelle di tantissime famiglie e lavoratori in difficoltà».
Qualche settimana fa l'ex sindaco aveva ritirato le dimissioni con l'assicurazione da parte del Gruppo misto che si sarebbe aperta una trattativa in uno spirito costruttivo basato sulla lealtà e il rispetto reciproco. «Così purtroppo non è stato, visto che, nonostante le imposizioni e i diktat costituiti dalle richieste provenienti da Gruppo Misto e nonostante la disponibilità di accoglierle dai partiti, tutto ciò non è bastato a ricomporre le posizioni contrastanti che avevano dato vita alla crisi».
«Come maggioranza abbiamo fatto il nostro dovere istituzionale fino in fondo», ha dichiarato anche il vice sindaco, Filadelfio Manasseri, «cercando di percorrere prima la strada di una maggioranza politica, poi mista e poi tecnica. La totale chiusura al dialogo da parte di alcuni ha precluso ogni ipotesi di intesa e questo, in un momento delicato come quello che vive la Valle Peligna, in termini di crisi occupazionale e di espoliazione dei servizi, non puo' che gettare ombre sul futuro immediato della comunità»
«Con Sulmona sono quattro le amministrazioni locali cadute negli ultimi cinque anni in Abruzzo», ha commentato invece Emilio Iamperi, presidente marsicano di An, «a conferma dell'inaffidabilità di una coalizione, quale quella di centrosinistra, divisa su tutto, litigiosa e inconcludente, a livello nazionale come regionale e locale». E Iampieri affonda il colpo: «Sulmona in questa classifica di fallimenti è al primo posto, con due amministrazioni cadute a distanza di pochi mesi, ma hanno interrotto il mandato prima del tempo anche Martinsicuro e Montesilvano, quest'ultima per l'intervento della magistratura, che ha portato alla luce una gestione disonesta e truffaldina».
Anche il senatore di Forza Italia Andrea Pastore: «L'esito della crisi al Comune di Sulmona non stupisce, l'esito finale era chiaro da tempo ed è lo specchio di una più ampia crisi dell'intero centrosinistra, che dal Comune di Chieti ( come avviene in queste ore), passando per la Regione Abruzzo fino al governo nazionale , dimostra i propri limiti».
«I governi dell'Unione - ha detto ancora il Senatore Pastore- sono fondati ad ogni livello solo sulla brama di potere, ed è quindi evidente che in assenza di coesioni programmatiche, di condivisione di idee e valori e in mancanza di qualsivoglia rispetto reale per i cittadini, si arrivi spesso a rotture traumatiche».

22/05/2007 13.38