Arssa, «due anni di sprechi ai danni dell’agricoltura»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. A due anni dall’insediamento della nuova maggioranza di centro-sinistra nell’amministrazione della Regione di conseguenza dei nuovi vertici degli Enti strumentali, Berardo Silvestri fa il punto della situazione dell’Arssa, di cui lui ricopriva, fino all’arrivo della nuova Giunta, il ruolo di vice presidente.
[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=7581]LE SPESE DELL'ARSSA E DEL SUO DIRETTORE[/url]

Due anni che Silvestri sintetizza come «una lunga serie di spese “politiche” servite solo a soddisfare i famelici appetiti degli assessori regionali Verticelli e D'amico e da una totale indifferenza verso i reali problemi della nostra agricoltura, il tutto depredando i pochi fondi ad essa destinati».
«L'attuale direttore generale, Donatantonio De Falcis», comincia ad illustrare Silvestri, «ha preso il timone dell'Agenzia godendo di poteri eccezionali in quanto cumula nella sua persona le funzioni che prima venivano esercitate dal presidente, dal consiglio di amministrazione e dal direttore stesso, tanto che nell'ambiente egli viene comunemente chiamato “L'Imperatore”».
Accanto al direttore generale poi «è stata istituita la figura del “direttore tecnico” che nella sostanza è un consulente che quindi non firma alcun atto amministrativo, ma che costa alle casse regionali oltre 120.000 euro l'anno, per non parlare del cosiddetto “ambasciatore “ dell'Arssa a Bruxelles che tra Ufficio di rappresentanza e stipendio costa altri 12.000 euro al mese, soldi che nel bilancio regionale figurano come sostegno all'agricoltura». Saranno contenti gli agricoltori..
Silvestri sottolinea inoltre come tutte le nuove figure «sono state individuate senza espletare alcuna procedura concorsuale ma solo in funzione di ben determinati interessi ed equilibri politici».
Nuove poltrone a parte, l'ex vice presidente contesta la mancanza di nuove iniziative e spiega come «addirittura si sono perse le tracce di importanti progetti che nella scorsa legislatura sono stati approvati, finanziati e in gran parte realizzati, basti ricordare l'istituzione dell'organismo pagatore regionale (AGEA abruzzese), del Distretto Agroindustriale della marsica, l'osservatorio sulla pataticoltura regionale, le azioni promozionali nel settore orticolo e pataticolo con eventi di carattere nazionale, l'ottenimento del marchio IGP della carota del Fucino e si potrebbe continuare ancora».
Così come spicca l'assenza dell'Arssa, secondo l'analisi di Silvestri, «nel contribuire alla soluzione definitiva di importanti questioni aperte e segnatamente la riqualificazione dello zuccherificio di Celano e la crisi idrica che periodicamente attanaglia il territorio».