«I mecenati di Pescara costruiscano case popolari..»

Alessandro Biancardi

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«I mecenati di Pescara costruiscano case popolari..»
PESCARA. Se proprio sono spinti dalla voglia di donare i mecenati della città perché non finanziano case popolari invece che fontane e ponti? La proposta arriva dal partito dei comunisti italiani, (sezione Togliatti di Pescara) e invita gli imprenditori della città a spostare le loro energie economiche a favore dei cittadini. Un interrogativo ed una esortazione allo stesso tempo che richiede una risposta dalla amministrazione comunale. AN: «PONTI E FONTANE? LE PRIORITÀ DI PESCARA SONO ALTRE»
In fondo se di vere liberalizzazioni si tratta, così come assicura il sindaco, priorità imporrebbero che si guardasse principalmente ai bisogni primari e poi alla bellezza estetica fine a se stessa.
Infondo sarebbe un ritorno di immagine per il primo cittadino e per la ditta anche maggiore…
«Adesso la città è tutto un fiorire di fontane, ponti, teatri, parchi, dopo decenni in cui i costruttori ci hanno regalato solo colate di cemento e cantieri edili. Adesso, di fronte alla forza persuasiva della nuova amministrazione sembrano letteralmente folgorati sulla via di Pescara».
I Comunisti italiani dubitano «di tanta buona fede» e pongono l'attenzione sulla «questione di etica politica e di pubblica utilità.
Se il mecenatismo è davvero disinteressato, come noi ci auguriamo, perché non destinarlo a risolvere i veri problemi della città, i bisogni primari dei lavoratori precari, dei disoccupati, degli anziani, dei giovani, ovvero di chi più ha bisogno di un'amministrazione comunale attenta e capace? Perché, invece di costruire opere d'arte, non concorrono a ridare impulso ad una seria politica di investimenti sull'edilizia popolare?» «La verità», continuano, «è che si sta affidando a sapienti mani private un sontuoso lifting della città il cui prezzo, in termini politici, ancora non conosciamo».


22/05/2007 9.04

AN: «PONTI E FONTANE? LE PRIORITÀ DI PESCARA SONO ALTRE»

PESCARA. Il consigliere comunale di Alleanza Nazionale Alfredo Castiglione ha chiesto un consiglio straordinario per discutere le priorità e gli obiettivi da cogliere con fondi Caripe e Lefarge
«Ponti e fontane? Non scherziamo, le priorità di Pescara sono ben altre, ma probabilmente il sindaco D'Alfonso – abituato a frequentare i salotti buoni della città e meno le periferie – non se ne è accorto, lui vive da privilegiato in una realtà tutta sua».
Alfredo Castiglione, capogruppo di An in consiglio regionale, critica la destinazione dei fondi che la fondazione della Cassa di Risparmio
(6 milioni) e la multinazionale Lafarge (2,8 milioni in quindici anni) hanno promesso di donare al Comune di Pescara.
«Che D'Alfonso abbia, non da oggi, un rapporto idilliaco con taluni imprenditori non è una novità – afferma l'esponente di AN – ma siamo lieti che inizi a beneficiarne anche Pescara, meglio tardi che mai.
Sarebbe preferibile, però, che tali fondi potessero servire ad affrontare le tante vere e preoccupanti emergenze della città, cominciando proprio dal sociale».
Considerata l'importanza delle somme, sostiene Castiglione, si dovrebbe pensare ad esempio a costruire alloggi «per le famiglie meno abbienti» o «campi sportivi e strutture che mancano, così da combattere con efficacia il dilagante fenomeno del disagio giovanile e della droga, centri per anziani o investire in una fondazione anti-usura», «Da parte nostra - conclude il capogruppo regionale di AN, che è anche consigliere comunale di Pescara - invitiamo D'Alfonso a rendere partecipate tali scelte e già dal prossimo consiglio comunale, presenteremo un odg che, dopo ampio dibattito, individui priorità ed obiettivi, il tutto in una trasparenza che troppo spesso è mancata».

24/05/2007 10.33