Chieti, Rc: «rimpasto di giunta con più professionisti e meno politici»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1331

CHIETI. E’ ormai imminente la convocazione, da parte del sindaco Ricci, dei partiti della coalizione che amministrano la città di Chieti per fare il punto sui primi due anni di amministrazione e sulle prospettive future. Il Coordinamento cittadino del Partito di Rifondazione Comunista ha inviato al sindaco, ai segretari e ai capigruppo consiliari, un documento di analisi e di proposta fatta «prescindendo dalla pur grave situazione ereditata dal centrodestra cuculliano».
Il rimpasto della Giunta di cui si comincia a discutere non può secondo Rc «risolversi in un semplice spostamento di pedine da parte di questo o di quel partito ma deve prendere le mosse dalla consapevolezza degli errori compiuti in sede di formazione della Giunta stessa».
Per questo il partito suggerisce una ricomposizione della giunta in cui prevalgano competenze specifiche, consolidate attraverso esperienze amministrative e professionali, «da reperire anche al di fuori del personale politico di partito» In particolare nei settori dei lavori pubblici, della cultura e del bilancio Rifondazione suggerisce di individuare «persone in grado non solo di affrontare l'enormità dei problemi strategici ma anche di rimediare agli errori e ai ritardi accumulati in questi due anni. Una particolare cura va posta nella riorganizzazione dell'assessorato al personale che dovrà occuparsi finalmente e prioritariamente della riorganizzazione della macchina amministrativa comunale».
L'organizzazione della macchina comunale «è rimasta pressochè intatta», spiega Fabio Stella, «e dunque continua la situazione di insostenibilità di un apparato che non produce servizi per i cittadini e addirittura rallenta o impedisce l'azione amministrativa». Il rilancio «non può prescindere da un serio e prioritario investimento politico in materia».
Lo sviluppo sociale ed urbanistico: «impegnare una Giunta alle prime armi in un progetto ambizioso come quello del Villaggio per i Giochi del Mediterraneo», sostiene Rc, «ha comportato un prezzo enorme in termini di risorse e di tempo investito a fronte di un ritorno ancora tutto da verificare». D'altra parte, secondo quanto riferisce Stella, «le scelte urbanistiche connesse al Villaggio impongono una direzione di sviluppo verso l'asse pescarese che penalizza il colle e la città di Chieti nella sua interezza. Scelte che hanno il sapore della subordinazione alle mire espansionistiche dell'Università e che, però, non hanno alcuna ricaduta positiva per la città. Sembra sempre più necessario che l'Università si ponga in sintonia con gli interessi reali della città riportando sul colle almeno due facoltà, quella di Psicologia e quella di Scienze Sociali».
Altra nota dolente per la città «l'assenza di un progetto culturale». Si pensi prima di tutto alle vicende del Teatro Marrucino, «al di là delle discutibili scelte di merito che si prospettano, è anche il frutto dell'insufficiente azione di questa Amministrazione ed il segno di una improvvisazione non più accettabile».
21/05/2007 9.50