«La Democrazia calpestata nel "sistema Pescara"»

Alessandro Biancardi

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«La Democrazia calpestata nel "sistema Pescara"»
PESCARA. Più si cerca di fare chiarezza più le cose si ingarbugliano. Più ci si muove e ci si dà da fare per tenere tutti tranquilli, più la giunta pescarese viene risucchiata dalla palude in cui si trova. Era successo con il ponte del mare, poi con l’area di risulta ora con il cementificio. Storie diverse che hanno come comune denominatore il primo cittadino o meglio il suo modo di intendere la politica, la democrazia e le opere pubbliche in favore della città. Ma il clima che si registra nelle stanze di palazzo di città è ormai teso come forse non lo è mai stato prima, l’armonia che pure è stata sporadica oggi è un lontano ricordo.
E dopo la notizia di una inchiesta sulla intricata vicenda dell'area di risulta le cose non sono certo migliorate.
Anche in giunta spesso ci sono dissensi e distinguo.
E la novità può essere proprio questa: mentre prima tutto si poteva bollare come “isterismi della minoranza” adesso le cose sono diverse e l'opposizione (un tantino più vera) la si fa dall'interno (altro effetto della cura D'Alfonso).
Per quanto riguarda la maggioranza la spaccatura è netta anche se virtuale.
Netta perché ormai Rifondazione e Idv vanno sempre più per conto loro ed è ormai chiaro che pensano ad un futuro insieme dopo l'esperimento di Montesilvano (anche se Acerbo ha negato velleità scissioniste «non avrete mai quel comunicato stampa» aggiungendo che «non è sempre vero che il centrosinistra vince senza Rifondazione e altre forze»).
Tutto questo genera ulteriori malumori e attacchi da chi magari non ti aspetti.
Una situazione politica ingarbugliata che sembra peggiorare giorno dopo giorno verso quel punto di non ritorno…
Anche nell'ultimo consiglio comunale gli scontri si sono consumati in maniera veemente e tutti interni al centrosinistra con un Maurizio Acerbo che si è scagliato contro sindaco e assessore (Massimo Luciani) perché «sempre più spesso si calpesta la democrazia» e sempre più spesso si «guarda con fastidio a chi invece svolge soltanto il proprio dovere di controllo».
Anche Carlo Costantini non ha risparmiato attacchi alternando i colpi diretti a metafore e sottintesi molto più ermetici. Anche se le allusioni erano molto chiare…
Così l'esponente di Idv ha parlato di un «sistema Pescara molto più fumoso rispetto al sistema Montesilvano nel quale almeno si sapeva il guadagno della comunità», appena poche ore prima che la squadra mobile arrivasse in comune a sequestrare le carte sulla assegnazione dei lavori per 52 milioni di euro per l'area di risulta.
Il sistema Montesilvano prevede tangenti, lo ha stabilito l'inchiesta ancora in corso che molte vittime ha fatto e altre ne farà molto presto; di Pescara tuttavia non sappiamo nulla.
A chiedersi cosa volesse dire il deputato e consigliere dell'Idv è Alfredo Castiglione (An).
«Si tratta di una boutade sfuggita ad un dibattito sopra le righe o il collega – che stimo come persona seria ed esponente di spicco di un partito che fa del rispetto della legalità e della moralità in politica due capisaldi – ha inteso fare una denuncia precisa riguardo ad una gestione della cosa pubblica che noi per primi abbiamo sempre sottolineato essere ben poco trasparente? Le questioni poste da Costantini vanno prese sul serio, chiedono risposte tempestive e circostanziate che non possono essere liquidate con supponenti alzate di spalle. E' vero che D'Alfonso, tra le sue innumerevoli attività, negli ultimi tempi predilige l'insegnamento universitario alla noiosa routine amministrativa e ad una politica che gli ha riservato soprattutto frustrazioni, ma farebbe bene a non rivolgersi ai consiglieri comunali come a degli allievi indisciplinati, bensì con il maggiore rispetto che è dovuto loro dal ruolo istituzionale che sono stati chiamati a svolgere dai cittadini pescaresi».
«Non crederà – il sindaco –», ha aggiunto Castiglione, «che davvero il consiglio si accontenti di vaghe assicurazioni circa i benefici che gruppi imprenditoriali importanti sembra vogliano regalare alla città. Le attività private imprenditoriali, cui va tutta la mia sincera considerazione, non sono enti di beneficenza ma rispondono a legittime logiche di profitto. D'Alfonso non può pensare di stringere accordi senza aver prima – dettagliatamente – spiegato nelle sedi istituzionali quale utilità ne trae l'amministrazione e soprattutto quale vantaggio ne traggono gli imprenditori, in un quadro di trasparenza che è a garanzia di tutti».
Il segnale che qualcosa si stia rompendo in maniera irreparabile sembra esserci tutto. D'altronde la macchina è in movimento e corre veloce e certo non può fermarsi proprio ora.

D'AMBROSIO:«MAI COMPIERE LA SCORRETTEZZA DI RIVOLGERSI AL TRIBUNALE...»

Così arriva con qualche ritardo anche il monito del coordinatore regionale della Margherita, Giorgio D'Ambrosio, deputato e sindaco di Pianella, nonché presidente dell'Ato pescarese, invito a non far trascendere la politica in tribunale. Lo spunto è offerto dalla querelle (e querela) del senatore Andrea Pastore (Fi) al sindaco D'Alfonso per una frase ritenuta offensiva pronunciata in consiglio comunale.
«Innanzitutto – ha affermato l'onorevole D'Ambrosio – ritengo deplorevole che la discussione cominciata durante una seduta del Consiglio comunale sia sfociata in denunce e atti giudiziari. Ritengo che, talvolta, la naturale dialettica politica nelle aule consiliari possa sfiorare toni accesi, l'importante è che poi le parti contrapposte, pur rimanendo ciascuna sulle proprie posizioni, sappiano lasciare sugli scranni l'astio e il rancore. Correttezza vuole che tutto finisca nelle aule del Consiglio e non si trasformi in una questione personale».
Poi D'Ambrosio ha voluto precisare ancora una volta che tutta la procedura sull'area di risulta è a posto.
«Il centrodestra ha violentemente contestato il ricorso al privato, accusando il sindaco D'Alfonso di voler ‘svendere' la città a un imprenditore – ha detto D'Ambrosio -, accuse assolutamente aleatorie e prive di concretezza. Il centro-destra sa infatti bene che, in un momento in cui la finanza pubblica ha bisogno di stringere la cinghia, è giusto e corretto per un Ente locale ricorrere alla finanza privata per realizzare grandi opere per la città, si tratta di accordi di programma e indicazioni ideati a livello europeo, comunitario e nazionale. Le aree di risulta rappresentano per Pescara un problema da oltre trent'anni, un problema che né le amministrazioni passate né tantomeno l'ex giunta Pace (al governo per ben nove anni!) è riuscita a risolvere, né con i soldi pubblici né con quelli privati, che pure aveva cercato, tentando di coinvolgere (senza riuscirci) vari imprenditori locali».

«… PERO' CHI SA DEVE ANDARE A DENUNCIARE »

E c'è dell'altro. Da troppo tempo ormai girano troppe voci, si parla a mezza bocca, tutti sanno ma nessuno ha il coraggio di parlare. Insinuazioni ritenute diffamatorie e che sono giunte evidentemente anche alle orecchie dell'onorevole.
«Ritengo infine deprecabili le insinuazioni con le quali il senatore Pastore sta solo cercando di avvelenare il clima politico, suggerendo strani e illeciti intrecci politici tra il sindaco stesso e i privati in questione – ha proseguito l'onorevole D'Ambrosio -: se il senatore Pastore, che tra l'altro è stato anche membro della Prima Commissione Affari Costituzionali, ha delle prove o dei sospetti, la smetta di insinuare e, piuttosto, vada in Procura a denunciare ufficialmente quanto afferma, assumendosene le responsabilità. La realtà, sino a questo momento, è che il Governo D'Alfonso, contrariamente al passato, si è rivelato efficace, efficiente e capace di trasformare Pescara in appena 4 anni di attività. Le opere realizzate parlano da sole. Al contrario – ha aggiunto l'onorevole D'Ambrosio – mi spiace constatare che il senatore Pastore, nei suoi (ormai) lunghi anni di attività in qualità di Parlamentare, sia stato sicuramente molto proficuo e prodigo nella produzione di interrogazioni che, però, non hanno prodotto alcun effetto positivo per la sua città, sino ad oggi».
Qualcuno però deve aver preso in parola D'Ambrosio e deve essere andato davvero in procura se un esposto ha doto il via ad una nuova inchiesta che pesa come un macigno sul Comune di Pescara.

DAL PSI APPOGGIO INCONDIZIONATO ALL'IDV MA «BISOGNA ANDARE IN PARLAMENTO».

«All'onorevole Costantini, il Psi conferma il suo incondizionato appoggio, ma deve avere il coraggio di andare fino in fondo e di portare la vicenda anche nelle aule parlamentari», ha detto il segretario provinciale Antonio Gentile.
«Il cementificio va fermato immediatamente, non in quanto industria del cemento, ma per quello che svolge attualmente, e cioè: inceneritore di rifiuti di ogni genere, con conseguenze devastanti per la città ed in particolare per i cittadini che vivono a ridosso della struttura e per gli stessi lavoratori.
Sappiamo tutti che questo sindaco è considerato punto di riferimento dei cosiddetti poteri forti locali. Essi lo aiutano a “narcotizzare” la città con pseudo atti di mecenatismo peloso che fanno supporre grossi rientri. Ma, il nostro, non deve esagerare. Passino i voli verso la Croazia con aerei privati, passi la elefantiaca segreteria personale, passi l'uso della macchina con autista per usi non istituzionali( il Presidente della Provincia di Messina Buzzanca, dopo aver usato una sola volta l'auto blu a fini personali, fu costretto a dimettersi), passi l'eccessiva spesa per manifesti autocelebrativi, passino tante altre cose... ma svendere la città ad un gruppetto di affaristi, no! Questo non dovrà passare».

16/05/2007 7.37