Ugl: «la Regione fa finta di niente ma serve il progetto anticriminalità»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La Ugl rilancia l'appello a tutte le Istituzioni perchè, alla luce degli innumerevoli fenomeni malavitosi e soprattutto del diffondersi dello spaccio e del consumo di droga, si organizzi un "Progetto Anticriminalità". TRIFUOGGI:«MALAFFARE DILAGANTE» -  L’ECOMAFIA IN ABRUZZO -  FRANCESCO FORGIONE:«IN ABRUZZO LA MAFIA C’E’ MA NON SI VEDE»
«Neppure le allarmanti parole del Presidente dell'Antimafia sono servite per sollecitare interventi ed attenzione, anzi la classe politica abruzzese ha preferito parlar d'altro». Comincia così la lettera aperta che l'Ugl ha indirizzato al presidente della giunta regionale Ottaviano Del Turco, ai parlamentari abruzzesi, presidenti delle Province, sindaci e prefetti di L'Aquila, Pescara, Chieti, Teramo, ai comandi di Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza e segreterie regionali di Cgil, Cisl, Uil.
«In questi giorni», continua l'Ugl, «è stato un succedersi di brillanti operazioni delle forze dell'ordine, che testimoniano però quanto diffuso e crescente sia il fenomeno del delinquere nella nostra Regione. Continuare a far finta di nulla sarebbe irresponsabile e questo non lo tolleriamo e non lo consentiremo».
«Il tollerare che l'Abruzzo sia crocevia obbligato dello spaccio di droga tra Nord e Sud», si legge ancora, «il tollerare il crescente numero di nostri ragazzi che cadono in questa tragedia, il tollerare che in tanti, in troppi, possano arricchirsi di questo fenomeno non è solo una colpa, è un delitto».
Da qui, quindi, l'Ugl invita alla istituzione di un "Progetto Anticriminalità" «per rassicurare la nostra gente, per non lasciarla sola, per costruire il lavoro che si difende anche con la sicurezza del vivere civile e per dire a chi delinque che l'Abruzzo ha capacità, voglia e uomini per reagire».


15/05/2007 10.29