In Consiglio si parla di Asl ma il clima è avvelenato dal cementificio

Alessandro Biancardi

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PESCARA – Crisi della sanità abruzzese o della maggioranza comunale? Forse, di tutti e due. A conferma di ciò c'è una bella votazione che ha messo a dura prova i 'modelli strategici' del sindaco D'Alfonso, il quale sperava di cavarsela di nuovo e di evitare, almeno per il momento, la discussione relativa al cementificio e al protocollo d'intesa tra comune e la società 'Lafarge'. Nulla di fatto e, a scatenare il putiferio è stato il consigliere Glauco Torlontano (Ds) il quale, di fronte alla richiesta di Carlo Costantini (Iv) di affrontare, prima di ogni altra cosa, la questione della delocalizzazione del cementificio-inceneritore dall'area urbana di Pescara, ha attivato una serie di interventi accesi, i quali sono degenerati in rischi «embolo collettivo» di una parte del centro sinistra.
«Questa assemblea – ha dichiarato Torlontano – fa finta di non vedere la situazione drammatica che sta vivendo in questi mesi l'ospedale di Pescara. Un'azienda sanitaria con più di 500 precari e incapace addirittura di gestire gli interventi urgenti e le degenze ospedaliere. Rimandare per l'ennesima volta quest'ordine del giorno significa venire meno ai nostri doveri di rappresentanti dell'intera cittadinanza. A questo punto – ha esclamato il consigliere – mi dimetto perché sento di non appartenere più a questo consiglio».
Alle affermazioni cariche di amarezza di Glauco Torlontano sono seguite quelle di Paola Marchegiani (Margherita) la quale ha dichiarato: «E' molto grave quello che si sta compiendo; sicuramente la questione cementificio deve essere affrontata in tempi brevi, ma adesso ha priorità assoluta la sanità pescarese».
Risponde con una vera e propria 'pugnalata' la consiglierà Viola Arcuri (Sinistra Europea): «Evidentemente i consiglieri che sono contrari alla discussione sul cementificio abitano tutti in centro e non capiscono cosa significa abitare respirando quotidianamente aria impura».
Le frasi della Arcuri hanno riscaldato ulteriormente l'aula portando il consiglio a decidere di votare la priorità di entrambe i punti sull'ordine dei lavori. Contrario all'idea di discutere la questione cementificio il primo cittadino, il quale ha accettato di votare, convinto che sarebbe passata solo la 'priorità sanità'.
Su 36 presenti l'ordine presentato da Torlontano è passato con 30 voti favorevoli e incredibilmente anche quello di Carlo Costantini è riuscito ad averla vinta con 18 si e 17 no. Caos in aula e responso che dichiara una maggioranza sempre più fievole e, forse, non più esistente.
Ripristinata la situazione è iniziata la discussione sulla crisi sanitaria vedendo Glauco Torlontano di nuovo al microfono: «L'ospedale di Pescara è allo sfascio! Scarsa prevenzione e una cittadinanza che vede scomparire un importante punto di riferimento come la sanità pubblica. Considerato che la Asl di Pescara nel suo ambito ha cercato di eliminare una causa fondamentale della crisi finanziaria abruzzese con la trasformazione di tre dei suoi sei ospedali in strutture territoriali, mentre nulla di ciò è avvenuto a Chieti e a L'Aquila e considerato l'assurdità dell'attuale strategia sanitaria regionale, la quale vorrebbe correggere il deficit finanziario facendo pagare lo scotto all'ospedale adriatico, si chiede al sindaco e alla giunta di intervenire su chi di dovere. L'assessorato regionale alla sanità – ha proseguito Torlontano – non può pensare di penalizzare solo la Asl di Pescara, la quale si trova ad avere centinaia di precari (da molto tempo si aspettano regolari concorsi), pur trattandosi del massimo nosocomio della regione sede peraltro di strutture di rilevanza non soltanto nazionale». Con 32 voti favorevoli su 33 presenti, il consiglio comunale ha approvato l'ordine del giorno di Glauco Torlontano sottoscritto da esponenti di maggioranza e opposizione, in difesa della Asl pescarese.

Ivan D'Alberto 15/05/2007 9.16