Filovia, Cdl:«dimissioni di Ginoble e Gtm commissariata»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Ragioni di strettissima politica locale». Sarebbe questo il motivo della mancata firma del contratto di appalto per il primo lotto della filovia Pescara-Montesilvano tra la Gtm e la "Balfour beatty rail" che dovrebbe costruire l’opera. Oggi in una conferenza stampa la casa delle libertà è tornata a parlare dell’”eurofiguraccia” che porterà non poche conseguenze di ordine legale e politico. ACERBO «SIAMO STATI I PRIMI E PER MOLTO TEMPO GLI UNICI AD OPPORCI»
L'impressione è che vi siano pressioni di vario genere dietro il paravento dell'appalto che vede coinvolte alcune forze del centrosinistra. E che vi siano interessi molteplici, magari celati dietro le “ragioni ufficiali”, è stato chiaro anche stamattina quando i consiglieri di centrodestra parlando in maniera generica è parso sapessero molto più di quanto hanno poi effettivamente detto.
Così la richiesta politica è stata la “testa” dell'assessore regionale Tommaso Ginoble o l'immediato
commissariamento del consiglio di amministrazione della stessa società di Gestione trasporti metropolitani.
Quello che è chiaro è che Rifondazione comunista si è opposta al progetto mettendosi nella stessa posizione dell'ex sindaco Cantagallo.
«Il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, e Ginoble dovranno dare una spiegazione pubblica - ha detto il vice coordinatore regionale di Forza Italia, Giuliano Grossi - poiché non è credibile che Renzetti abbia agito di propria iniziativa, sfidando la Regione, socio unico della Gtm».
Renzetti, sostiene il centrodestra, non poteva rifiutarsi di firmare il contratto con la società che si è aggiudicata l'appalto: «La firma era un atto dovuto e non discrezionale - secondo Grossi -, in quanto arrivava al termine di un iter procedurale concluso».
Non era quindi necessaria la delega del Cda al suo presidente.
Tale motivazione addotta allora «é una scusa banale», per il consigliere regionale Mario Amicone (Udc).
Nell'accordo di programma tra Stato e Regione come titolare del progetto è indicata la Regione
Abruzzo, che già da un anno ha in cassa 36 milioni di euro per l'opera. Mentre la Gtm è la stazione appaltante, delegata a completare l'iter operativo del progetto.
«Da questa vicenda - ha detto il consigliere regionale Nazario Pagano (Fi) - emerge il provincialismo di una classe dirigente inadeguata ai tempi che viviamo». La filovia per Pagano «serve ad attrezzare un mezzo di trasporto veloce per depotenziare il trasporto privato».
«Con la gestione Del Turco», ha detto Castiglione (An), «siamo ormai rassegnati a vedere la nostra Regione esposta alle brutte figure, ma la mancata firma per la realizzazione della filovia Pescara-Montesilvano le supera tutte, esponendoci al ludibrio europeo. Il risentimento della società appaltatrice, la Balfour Beattj Rail è legittimo, così come quello dei cittadini che aspettano ormai da tempo quest'importantissima opera per la quale, lo ricordiamo, si è battuto a lungo l'On. Nino Sospiri affinché avesse il via libera dal Ministero per le Infrastrutture».
11/05/2007 13.35

ACERBO «SIAMO STATI I PRIMI E PER MOLTO TEMPO GLI UNICI AD OPPORCI»


«Rifondazione non si è messa sulle posizioni di Cantagallo, casomai Cantagallo assunse una posizione simile alla nostra. Siamo stati gli unici ad opporci al sindaco di Montesilvano quando la corte era affollata.
La nostra posizione è maturata prima che qualsiasi altra forza politica esprimesse riserve sul progetto».
La precisazione è del deputato di Rc, Maurizio Acerbo che ricorda come fin dalla prim'ora il suo partito subodorò i lati negativi del progetto.
«Il progetto della rete filoviaria», si leggeva infatti nel programma elettorale già nel 2003, «riveste un'importanza fondamentale per fornire un'alternativa competitiva al trasporto privato. Tuttavia sulla filovia c'è una differenza forte tra Rifondazione e tutti gli altri partiti: noi pensiamo che vada riconsiderata la scelta di farla passare sull'ex-tracciato, o almeno che il tema meriti un approfondimento che non c'è mai stato. Ci sembra auspicabile che la mobilità pubblica ecologica si sviluppi togliendo spazio alle automobili ( come propone per alcuni tratti la GTM), come in tutta Europa, e non sopprimendo l'unico percorso ciclabile e pedonale della città. Con il completamento della sistemazione dell'ex-tracciato avremo una “strada parco”, ciclabile e pedonale, che attraversa tutta la città e interi quartieri dove non c'è un metro quadro per passeggiare e socializzare lontano dallo smog e i rumori. Prima di sacrificare questa opportunità bisogna riflettere seriamente, coinvolgendo i cittadini».
«Da allora», ha aggiunto Acerbo, «il nostro giudizio sul progetto è probabilmente diventato ancora più drastico. Ci ha fatto piacere che successivamente sia il sindaco d'Alfonso che il presidente Del Turco abbiano espresso contrarietà nei confronti del progetto. Non comprendiamo perchè il progetto debba andare avanti per inerzia se non convince. Non comprendiamo perchè agli impegni assunti con i cittadini non seguono atti conseguenti».

12/05/2007 8.55