Prodi dice no alle nuove Province. A rischio Sulmona, Avezzano e Frentania

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1248

ABRUZZO. «Basta con la moltiplicazione delle province». Il secco stop è arrivato ieri dal presidente del consiglio Romano Prodi che ha spiegato come si sia messo «sempre di traverso sulla creazione di nuove province e sulla moltiplicazione degli enti locali». Il presidente ha anche annunciato che tra poche settimane «saranno chiusi diversi uffici periferici inutili».
Inevitabile un fiume di reazioni dall'Abruzzo che aspetta la creazione di tre nuove provincie, Avezzano, Sulmona e Lanciano-Ortona- Vasto.
«Assurdo il no di Prodi», per il segretario regionale abruzzese della Democrazia cristiana per le Autonomie, Giampiero Catone. Il deputato ha ricordato che il suo partito ha depositato dall'inizio legislatura sia al Senato sia alla Camera «non solo proposte di legge sulle nuove province di: Avezzano, Sulmona, Bassano del Grappa, Sibaritide Pollino, Melfi, Aversa e Venezia Orientale, ma anche una proposta che ne elimini i costi istitutivi sopprimendo gli enti intermedi». Catone ha annunciato che chiederà ufficialmente al Governo «quale sia la posizione ufficiale sulle nuove province considerando le affermazioni che solo scorso mese il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta, ha espresso per la nuova provincia di Monza».
Anche la deputata Paola Pelino di Forza Italia ha criticato la contrarietà ribadita dal presidente Prodi e ha prospettato "proteste"
a Roma qualora l'iter che riguarda Avezzano e Sulmona venga interrotto. «Le affermazioni del presidente sono avvilenti», ha commentato Pelino, «da deputata abruzzese rassicuro tutti i cittadini di Sulmona e Avezzano affermando con convinzione che continuerò la mia battaglia iniziata con la presentazione di una proposta di legge. Mi auguro che il Parlamento sovrano ed indipendente mantenga una linea diversa da quella espressa dal presidente del consiglio altrimenti ricorreremo ad una legittima protesta sotto le finestre di Palazzo Chigi» A favore della risposta di Prodi è Lanfranco Tenaglia, responsabile nazionale Giustizia della Margherita: «la strada giusta è quella intrapresa dalla Provincia di Chieti con l'apertura nelle città più grandi di uffici decentrati».


09/05/2007 12.59