Amministrative L’Aquila. L’intervista al candidato sindaco Angelo De Nicola

Alessandro Biancardi

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 L’INTERVISTA. L’AQUILA. Angelo De Nicola è il candidato sindaco per il Polo dei Moderati, del quale fanno parte il Movimento Civico “L’Aquila città Unita”, l’Italia di Mezzo e il Partito dei Liberali. Giornalista professionista dal 1991, ha iniziato a collaborare a 15 anni, nel 1980, con "Il Messaggero" nella cui redazione dell'Aquila ha svolto la sua più che ventennale esperienza, e dal 1996 riveste l’incarico di caposervizio. TUTTI I CANDIDATI DELL'AQUILA - TUTTI I CANDIDATI NEGLI ALTRI COMUNI ABRUZZESI
Per il Messaggero ha seguito alcuni tra i più importanti casi di cronaca nera e giudiziaria della provincia dell'Aquila ed in particolare le inchieste sulla Tangentopoli e la Clientopoli abruzzese negli anni Novanta.
Appassionato di sport, ha raggiunto significativi risultati in particolare, nel nuoto, nella pallanuoto, nel rugby, Penthatlon moderno.

L'Aquila sta vivendo in un momento storico di “emergenza”. Tra le cause di tale situazione c'è l'occupazione, in crisi dopo le vicende del Polo Elettronico che hanno lasciato senza lavoro centinaia di lavoratori. Ma anche per i giovani non è facile trovare il primo impiego.
Quali sono le azioni previste nel suo programma in merito a questa problematica?
«Il problema della disoccupazione è un problema congiunturale, che trova riscontro sia a livello nazionale che internazionale. Per quanto riguarda il nostro territorio la crisi occupazionale è più una crisi di idee, ci siamo seduti psicologicamente, senza fantasia. Dalla città non nascono idee nuove per nuove attività imprenditoriali. Il Comune non può essere erogatore di occupazione. Noi faremo in modo che sia erogatore di opportunità che la nostra terra ci offre, innanzitutto promuovendo l'autoimprenditorialità, tutelando i posti di lavoro esistenti e la lotta al precariato. Certamente, l'Amministrazione comunale non ha il potere di intervenire direttamente sulle scelte imprenditoriali, ma può proporre azioni rivolte alla creazione ed allo sviluppo di infrastrutture locali. Tra queste l'Ufficio Marketing Territoriale, che accompagnerà le imprese in tutte quelle attività che vorranno intraprendere per la creazione di rete, l'avvio di azioni consorziate e progetti di internazionalizzazione».

Crede che questa sia l'unica emergenza?
«Assolutamente no, al di là dell'occupazione tutto all'Aquila è un'emergenza, il tessuto collettivo si è sfilacciato, bisognerebbe staccare la corrente e creare uno shock, per azzerare tutto e trovare un nuovo modo di intendere la città e le opportunità che vogliamo darle. Per questo motivo sono sceso in campo, con una coalizione di moderati che si pone tra i due schieramenti di destra e sinistra, un modo per invertire la rotta. Sarei potuto rimanere un cittadino normale, con un buon lavoro, ma ho deciso di riappropriarmi della cosa pubblica, scendendo in campo con un programma politico, incrociandomi col percorso e le idee centriste di Giorgio De Matteis e dell'Italia di Mezzo, puntando ad una nuova classe di governo. Il centro destra esce da nove anni di governo disastrosi, e il centro sinistra doveva cucire addosso ad una donna o un uomo un programma per una città nuova, secondo noi non l'ha fatto. Hanno scelto un candidato sindaco, Massimo Cialente, che dice che farà sia il sindaco che il deputato, una cosa che una città in crisi come L'Aquila non può permettersi».

Passiamo alle incompiute: innanzitutto la metropolitana di superficie, poi l'impianto dei rifiuti, che secondo le affermazioni del sindaco uscente, Tempesta, era di imminente realizzazione. Gli aquilani pagano una tassa molto alta per conferire i rifiuti fuori Provincia. Quali potrebbero essere le soluzioni?
«La metropolitana è stata il frutto di errori politici e tecnici compiuti da chi ha amministrato la città negli ultimi anni. Su questo argomento bisogna valutare qual è il male minore, concludere i lavori o smantellare il tutto? Riteniamo quindi di dover istituire un tavolo tecnico, in collaborazione con l'Università, che valuterà le soluzioni più idonee. La metro è stata una di quelle scelte politiche compiute senza ascoltare cosa ne pensavano i cittadini, la partecipazione però è una delle condizioni essenziali per la vita di un governo. Il Polo dei Moderati ha svolto incontri con la cittadinanza per sei mesi, nel corso dei quali abbiamo ascoltato le loro istanze e le loro proposte.
La questione rifiuti è di particolare importanza, noi proponiamo di incentivare la raccolta differenziata porta a porta e la creazione di isole ecologiche. Il conferimento dei rifiuti a Lanciano ci costa 11.000 euro al giorno. Realizzare un impianto consentirebbe la riduzione dei costi, ma i risparmi devono venire anche da una corretta educazione all'ambiente: solo per pulire Piazza Duomo dai rifiuti che lasciano i commercianti costa 3.000 euro al giorno, impensabile».

Le Frazioni reclamano una maggiore attenzione da parte dell'Amministrazione comunale. I cittadini e i Comitati di Quartiere si lamentano di essere stati lasciati nel completo abbandono ed auspicano che l'Amministrazione si occupi non solo dell'Aquila città, ma dell'intero territorio comunale. Quali sono le politiche da attuare per dare la giusta valorizzazione a tutto il territorio, ed in questo senso come si pone il ruolo delle Circoscrizioni?
«Crediamo nella città territorio - questa la frase che racchiude l'idea di De Nicola sull'intero territorio comunale dell'Aquila - La prima cosa che faremo sarà istituire un Assessorato alle Frazioni che faccia da tramite tra il centro e le periferie, e poi proseguiremo con la riforma alle Circoscrizioni, che secondo noi devono avere un peso maggiore. Questo vuol dire più fondi da spendere per la manutenzione, che secondo il candidato del Polo dei Moderati saranno ottenuti tagliando le spese per gli assessorati e per le indennità dei consiglieri».

L'Aquila e l'isolamento regionale e nazionale.
Da tempo si discute su quali possano essere le azioni da intraprendere per ridare la giusta voce al capoluogo di regione, messa in discussione anche dopo la decisione della Regione di realizzare le cosiddette Tre Torri a Pescara.
«Se Pescara ci declassa dobbiamo trovare una soluzione con il suo sindaco dobbiamo pensare in grande, puntare sulla politica estera e recuperare l'orgoglio di capoluogo di regione senza fare barricate, perché perderemmo».

Il ruolo dell'Università per il territorio aquilano è quello di una preziosa risorsa sia per la ricerca che per le imprese.
Come tutelare l'Ateneo e quali sono le strategie per costruire una rete al servizio della città?
«La politica comunale deve assecondare lo sviluppo dell'Università attivandosi su tre piani: favorire la realizzazione di infrastrutture e il consolidamento dei poli esistenti; accogliere adeguatamente gli studenti fuori sede; realizzare una Convenzione quadro con l'Ateneo per studi e ricerche finalizzate allo sviluppo del territorio».

Le politiche giovanili e culturali sono state spesso trascurate. All'Aquila mancano spazi adeguati per grandi iniziative culturali ma anche per concerti.
Quali sono le azioni politiche in merito?

«Attuare un sistema integrato dell'offerta culturale, creare un nuovo modo di gestire le istituzioni culturali, attraverso un unico ente teatrale, favorire la nascita di nuovi spazi di aggregazione giovanile. Fondamentale la formazione dei giovani in ambito sportivo, tra le iniziative previste ci sono la creazione di una cittadella dello sport a Centi Coltella, il rifacimento di Piazza d'Armi, la costituzione di un'Accademia del Rugby e di uno Ski College. Per quanto riguarda le politiche giovanili l'obiettivo del Polo è quello di realizzare dei Cantieri culturali, uno spazio che offre più servizi. Saranno introdotte agevolazioni nei confronti degli studenti per la mobilità urbana e convenzioni con esercizi commerciali».

L'Aquila come città di cultura e centro storico di notevole pregio, si trova anche in una posizione ideale, vicino ai Parchi e alle stazioni sciistiche.
Come valorizzare questa importante risorsa che è la montagna, e per quanto riguarda la città, come incentivare il turismo, anche quello religioso?
«L'Aquila non ha un'identità, per questo intendiamo creare un Marchio del territorio, per impostare una politica del turismo colto. Obiettivo principale è far entrare la città nel progetto dei grandi eventi di Roma. Per il rilancio occorre puntare anche sul turismo montano e religioso».

Le cinque priorità del suo programma.
«La priorità del Polo dei Moderati è quella di ricostruire la fiducia tra i cittadini e gli amministratori, attraverso la definizione di un piano strategico in cui il Comune è chiamato a promuovere lo sviluppo della città. Bisogna intervenire subito anche sull'Ateneo, l'occupazione, il turismo, la cultura e le politiche giovanili».

Mara Iovannone 07/05/2007 9.52