Europei di Basket 2007: «qui scoppia "Parentopoli"»

Alessandro Biancardi

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Europei di Basket 2007: «qui scoppia "Parentopoli"»
CHIETI. Mancanza di trasparenza nell'organizzazione degli europei di Basket femminili: è questa la colpa che i consiglieri di minoranza Mauro Febbo (An), Claudio Orlandi, Manuele Mastrovecchio (Forza Italia), Nicola Mincone (Udc) e Antonio Tavani (An) muovono alla Provincia.
La minoranza chiede di conoscere nel dettaglio chi sono gli ottanta assunti nel comitato organizzatore dei Giochi (per il quale la Provincia ha stanziato 600 mila euro). «Come sono stati scelti?», si chiede Mauro Febbo. Il dubbio che aleggia ormai da molte settimane è che «la scelta sia stata fatta in base ad amicizie e parentele con amministratori» e la paura è quella che «scoppi una nuova Parentopoli»
Se i documenti non dovessero arrivare entro il termine di dieci giorni, lanciato ieri mattina dai consiglieri in conferenza stampa, «si ricorrerà alla magistratura», ha assicurato la Cdl compatta, «e ognuno a quel punto dovrà assumersi le proprie responsabilità».
L'ultimatum è arrivato dopo cinque mesi di scontri tra maggioranza e opposizione.
Quest'ultima ha chiesto più volte, e senza esiti positivi, di conoscere le modalità di assunzione, i rapporti di collaborazione e gli incarichi professionali, i conti consuntivi 2005 e 2006 e il bilancio di previsione 2007 dei prossimi Europei di basket femminili che si svolgeranno a Chieti nel 2007.
Dopo il rifiuto della Provincia il centrodestra ha chiesto con una mozione l'istituzione di una commissione di indagine e la revoca dell'incarico al vice presidente della Giunta provinciale e assessore allo sport Umberto Aimola «per comportamento omissivo e irrispettoso nei confronti del consiglio provinciale»
Nonostante il presidente Coletti avesse manifestato un atteggiamento di apertura, almeno così era sembrato, la maggioranza ha votato contro la mozione.
«Non vorremmo che scoppiasse "parentopoli"», ha chiuso Febbo. «Noi seguiremo il consiglio del sindaco Ricci che ci ha sfidato invitandoci a rivolgerci alla magistratura». Febbo ha poi ricordato che l'atteggiamento del sindaco, in qualità di assessore provinciale per l'occasione, «è lo stesso di un suo collega di partito, l'ex sindaco di Montesilvano che prima degli arresti sfidava la minoranza a denunciare le presunte malefatte alla magistratura».


05/05/2007 9.45