La Cisl:«Il nuovo piano di riordino sanitario rischia di abbassare la qualità»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il disegno di legge, predisposto dalla Giunta Regionale ed all’esame della 5° Commissione, in materia di norme regionali in materia di autorizzazione, accreditamento istituzionale e accordi contrattuali delle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private, attende la definitiva approvazione dal consiglio regionale. Intanto continua la concertazione su un argomento non certo agevole.
Oggi interviene sull'argomento la Cisl che reputa positivo l'attuale impianto della legge che «rappresenta un ulteriore atto positivo per il riordino del sistema sanitario regionale, dopo l'approvazione dell'accordo Regione-Governo sul piano di rientro dal deficit e di riorganizzazione della rete ospedaliera pubblica e privata».
Tuttavia secondo il sindacato il disegno sarebbe ancora suscettibile di miglioramenti.
«La legge», dice il segretario generale Fnp-Cisl Lucio de Mattheis,«deve prevedere espressamente ed in maniera vincolante l'equiparazione degli standard di personale del settore privato a quelli del pubblico. Non trova giustificazione la situazione di disparità attualmente in vigore e non è condivisibile il rinvio della norma ai successivi atti amministrativi che non hanno lo stesso valore vincolante della legge».
«Inoltre», aggiunge Biagio Celi, segretario Fps-Cisl, «il vincolo del rispetto delle regole, ivi comprese quelle contrattuali di lavoro, quelle della sicurezza sui posti di lavoro, l'obbligo del DURC, per evitare il disordine attuale a scapito dei lavoratori, specie delle strutture private, della trasparenza della gestione, della qualità dei servizi».
Nel rimarcare, comunque, l'esigenza e l'urgenza dell'approvazione della legge, la CISL Abruzzo esprime grande preoccupazione per lo stato di attuazione del piano di riordino che sta causando disservizi per i cittadini.
«Riteniamo urgente», ha concluso il segretario regionale Maurizio Spina, «la predisposizione ed approvazione, anche prima del nuovo Piano Sanitario, del riordino ed attivazione dei Distretti socio-sanitari e della loro coincidenza con gli ambiti sociali, al fine di costruire da subito una reale politica integrata socio-sanitaria ed una rete capillare di servizi sul territorio alternativi alla ospedalizzazione inappropriata.
L'accordo sottoscritto fra Governo e Regione sul piano di rientro dal debito, così come articolato, rischia di abbassare la qualità delle prestazioni e rendere non applicati tutti i LEA. I vincoli sul personale, che nelle ASL abruzzesi presenta molti lavoratori precari delle diverse tipologie, impegnati in attività essenziali, se gestiti in modo rigido determinano i disservizi denunciati e creano elementi di conflittualità nelle singole ASL.
Nel rispetto dei tetti di spesa complessivi previsti dal piano di rientro, è necessario flessibilizzare i vincoli per le singole voci e stabilizzare i lavoratori precari nei servizi nei quali sono indispensabili».

03/05/2007 11.22