Ops! «Ennesima spartizione di poltrone»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Cosa intende fare il presidente Coletti della Ops spa? Vuole sostituire di nuovo il Consiglio di amministrazione, così come richiesto da Cgil e Ugl? I consiglieri di Alleanza Nazionale si domandano quale sarà il futuro dell'ente strumentale della Provincia di Chieti, costituito sotto forma di società mista a capitale maggioritario pubblico.
Qualche anno fu lo stesso Coletti ad annunciare un progetto che interessava l'ente al quale stava lavorando un professionista (incaricato dallo stesso presidente di Provincia) per realizzare tramite la stessa Ops una società per la stabilizzazione dei lavoratori interinali. «Che fine ha fatto quel progetto», chiede il capogruppo di An Mauro Febbo. «Non ritiene Coletti», continua l'esponente di centrodestra, «che la Ops avrebbe potuto, e potrebbe ancora, essere utilizzata dal Comune di Chieti, che è socio di minoranza, per esternalizzare alcuni servizi e quindi risolvere i problemi dei lavoratori interinali di cui tanto si parla in questi giorni?» Il Comune, in questo caso, troverebbe una società già costituita, dotata di una sede e di un patrimonio e dunque non dovrebbe affrontare alcun costo.
La vicenda è finita in una interrogazione che prende spunto a sua volta dalla lettera aperta che il segretario provinciale della Fiom Cgil Marco Di Rocco ha inviato nei giorni scorsi a tutti i lavoratori della Ops, al Consiglio di amministrazione ed a Coletti. Alla lettera si è associata anche l'Ugl, «per lamentare una serie di difficoltà nella gestione della Ops che riguardano gli aumenti dei livelli di inquadramento, la risoluzione dei problemi avanzati dai verificatori, una nuova ed equa ridistribuzione dei carichi di lavoro».
«Purtroppo - spiega Febbo - lo sconsiderato spoyl sistem inaugurato dall'amministrazione Coletti mette a repentaglio la vita della Società alla cui presidenza io preferii lasciare un uomo dei Ds, l'ingegner Oreste Ciavatta, persona preparata, capace e di grande progettualità, così come l'intero Cda. Oggi - aggiunge Febbo - a distanza di tre anni
- non c'è più traccia di importanti progetti quali il Catasto Prg e il Catasto Comuni e la Ops appare una società allo sbando, impossibilitata a far valere il proprio patrimonio tecnico e di professionalità che aveva acquisito in questi anni e che invece è stato sacrificato in nome della mera spartizione delle poltrone».


27/04/2007 10.33