Elezioni Montesilvano, Finocchio «l’uomo nuovo» dei Ds e Margherita

Alessandro Biancardi

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Elezioni Montesilvano, Finocchio «l’uomo nuovo» dei Ds e Margherita
MONTESILVANO. «Montesilvano esce da una fase critica. Il fatto che io oggi sia il candidato sindaco fa capire che le cose cambieranno». La presentazione avvenuta questa mattina in un bar della città dell’uomo nuovo del centrosinista (Margherita-Ds e Verdi) è stata tutta incentrata sul cambiamento e sulle facce nuove della “nuova Montesilvano”. CRISI NEI DS: «MASSIMO LUCIANI E IL VETO SUI CANDIDATI»
Eppure qualche vecchio residuo che si aggirava circospetto e sorridente non è mancato, come l'ex sindaco che ha preceduto Cantagallo, Renzo Gallerati, o l'ultimo ex vice sindaco, Marco Savini, che di recente ha ricevuto un avviso di garanzia per le indagine in corso sull'affaire Ciclone (e solo per questo non si è ricandidato). Presentato anche il candidato di Sfl Innovazione per Montesilvano. Intanto Cristian Odoardi (Rc) deve difendersi da «accuse senza fondamento» di una presunta chattata con una minorenne.
Rocco Finocchio è considerato da tutta la coalizione «l'uomo del rinnovamento» e ha già promesso che lavorerà per «avvicinarsi ai problemi dei cittadini». E' sicuro (o almeno dimostra di esserlo) di portare a casa la vittoria: «sono l'unico in grado di amministrare questa città», perché come ha spiegato «sono l'unico che non ha partecipato alla storia amministrativa recente di Montesilvano, né nella maggioranza né all'opposizione».
A presentare alla stampa il candidato è stata l'onorevole Ds Pina Fasciani che ha parlato di una persona «dall'alto profilo e di alte competenze». Assente invece Luciano D'Alfonso la cui presenza era stata annunciata e che doveva rappresentare La Margherita. Presente però il presidente della Provincia di Pescara Giuseppe De Dominicis.
«Montesilvano ha bisogno di segnali forti», ha sostenuto la Fasciani, «e si deve recuperare la fiducia proponendo una buona amministrazione. Solo così la città potrà diventare un simbolo di cambiamento».
«Bisogna valorizzare il rapporto con i cittadini», ha dichiarato subito Finocchio. Il candidato è consapevole che in caso di vittoria erediterà una difficile situazione: «non è possibile uno sviluppo senza qualità», ha spiegato, «e bisognerà cambiare un po' di cose, con coraggio e determinazione».
Finocchio ha mostrato anche di riconoscere gli errori che sono stati fatti dai suoi predecessori («si stava andando in una direzione sbagliata») e che nel caso venisse eletto darà una sterzata con una «democrazia partecipata». Un ruolo importante la faranno anche i partiti che dovranno rappresentare «la buona politica».
Tra i problemi prioritari da risolvere quello del traffico: «dobbiamo rendere più facile l'attraversamento della città con scelte coraggiose e forti investimenti». Per la filovia c'è il sì di Finocchio (al contrario di Cantagallo che aveva bocciato il progetto) che consentirà alla città «di far vivere i cittadini con qualità».


IL CANDIDATO DI SFL


Anche la lista Sfl – Innovazione per Montesilvano, ha annunciato ufficialmente la propria scesa in campo per le prossime elezioni amministrative del 27-28 con il proprio candidato sindaco, Alberto Gradin, classe 1950, ex dipendente Telecom, in pensione.
Capolista è Marco Forconi, classe 1975, commerciante e presidente di varie associazioni culturali, nonché coordinatore per la provincia di Pescara di Innovazione Europea. Quella di concorrere alla carica di sindaco con un proprio uomo è una scelta «fisiologica» dovuta e voluta dalla base del movimento «per evidenziare in modo netto il contrasto fra un vecchio “modus operandi” plutopartitico ed un concetto, il nostro, di ammodernamento ed innovazione amministrativa».
Il movimento SFL – Innovazione Europea, legittimato dalla sua espansione in tutto il territorio nazionale (sedi a Milano, Roma) è la diretta espressione del Semper Fidelis Luci (da qui l'acronimo SFL), lista che ebbe il suo battesimo elettorale alle comunali di Pescara del 2003 con il proprio candidato sindaco Lorenzo Valloreja (segretario nazionale del movimento).

«UNA CHAT OSE' PER SCREDITARMI»

Una lettera anonima, come Montesilvano ormai è abituato da tempo a ricevere. Una chattata dal gusto un po' osè che sarebbe avvenuta tra il candidato sindaco Cristian Odoardi ed una sedicente minorenne. Il tutto è stato inviato anonimamente alla redazione del quotidiano Il Messaggero.
Odoardi però si dice tranquillo: «è semplicemente un tentativo di spostare il discorso politico e condurlo altrove», spiega a PrimaDaNoi.it.
«Alle lettere anonime non abbiamo mai dato peso. Io sono sicuro di quello che faccio e fortunatamente ho il sostegno e il pieno appoggio della mia famiglia e del partito».
I deputati Maurizio Acerbo e Carlo Costantini (Idv) hanno riconfermato, infatti, piena fiducia al loro candidato.
«Non mi rimprovero nulla», ha dichiarato ancora Odoardi. «Uso la chat e Skype come la usano tutti per motivi di lavoro, come mezzo di comunicazione e per fare delle telefonate». Al momento Odoardi dice di non avere nessuna idea su chi possa aver spedito la lettera anonima né tanto meno ricorda una chattata di quel genere.

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=9529]GLI ALTRI CANDIDATI[/url]
A.L.

26/04/2007 15.12

CRISI NEI DS: «MASSIMO LUCIANI E IL VETO SUI CANDIDATI»

Un veto posto ad un esponente dei Ds (Ugo Di Silvestre) da un diessino (Massimo Luciani) per il solo fatto di non aver votato la mozione di maggioranza al congresso del partito.
Nella riunione che ha deciso il candidato sindaco di Montesilvano di una parte del centro sinistra, Massimo Luciani avrebbe posto il veto sull'avvocato. La mozione Mussi ha i suoi strascichi anche in Abruzzo e a meno di ventiquattro ore dalla presentazione ufficiale del candidato Rocco Finocchio, salta fuori la polemica.
Secondo la sinistra Ds (simpatizzanti della mozione Mussi) «nel corso dell'ultima riunione del partito, Luciani ha posto il suo veto dicendo che "i Ds non possono accettare la candidatura dell'avvocato Di Silvestre (voluto dai Comunisti italiani) in quanto aderente alla Mozione Mussi e perciò dopo la candidatura a L'Aquila di Massimo Cialente un altro scissionista non è tollerabile"». In un primo giro di pareri gli esponenti di tutti i partiti presenti alla riunione, (Margherita, Sdi, Verdi, Pdci, rappresentati ai massimi livelli regionali), si erano detti favorevoli sul nome dell'avvocato diessino.
««Questa è una politica arrogante», sostengono dopo la vittoria di Luciani, «che non tiene conto delle capacità e della qualità intrinseca delle persone ma che pone al centro di tutto l'obbedienza ai leaders padroni. È una politica questa lontana dai problemi e dai bisogni dei cittadini».
Ma sembrano anche altri i punti che hanno spezzato in due i Democratici di sinistra: «Noi della sinistra Ds avevamo già denunciato la mancanza assoluta di una discussione franca per approfondire le ragioni che hanno portato a quello che noi consideriamo il più grave scandalo della politica abruzzese» e avevano chiesto, senza risultati, «un pieno coinvolgimento della cittadinanza di Montesilvano, anche attraverso lo strumento delle primarie, per la scelta del candidato sindaco».

27/04/2007 10.49