Rifiuti Vasto, «un problema che non si risolve con un progetto pilota»

Alessandro Biancardi

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VASTO.«Pensare di risolvere il problema della raccolta differenziata a Vasto, con un progetto pilota che riguarderà solo il 15% della popolazione residente è una assurdità». Così Claudio Zimarino e Antonino Spinnato del coordinamento Un voto pulito per Vasto commentano il nuovo progetto dell'assessore all'ambiente Lina Marchesani.
L'ultimo progetto pilota in città, ricordano i due «risale al Gennaio 2005, l'assessore all'Ambiente dell'epoca, Nicola Traino, affermava che dal 3 Gennaio di quell'anno i residenti dei quartieri di San Michele e Sant'Antonio Abate (circa 4.000 persone) avrebbero trovato i cassonetti di colore marrone per la raccolta dei rifiuti organici. Di quei cassonetti, di dimensioni ridicole rispetto ai cassonetti per la raccolta indifferenziata, nel quartiere di Sant'Antonio Abate non si è ancora vista traccia, mentre in altri quartieri la gente ancora oggi si chiede a cosa servono».
Ora l'Assessore all'Ambiente tenta la strada della raccolta domiciliare, probabilmente più efficace, con un impegno finanziario dell'amministrazione Comunale di 65 mila euro .
«La raccolta differenziata nella nostra città», ricordano i due, «langue ad un misero 9% contro il 35% previsto dalla Legge e si colloca al di sotto della media regionale». Zimarino e Spinnato contestano poi il fatto che non si sa «se e quando» il progetto partirà. Ci stupisce», proseguono, «come si possa pensare di raccogliere la frazione organica dei rifiuti ogni 3 giorni, forse si pensa di fare solo una raccolta invernale?»
«Non dimentichiamo», sottolinea Zimarino, «che il costante flusso di rifiuti indifferenziato proveniente da Vasto ha ormai esaurito la capacità ricettiva della discarica di Capello, con la conseguenza che i costi di smaltimento lieviteranno sempre di più, non solo per la cosiddetta ecotassa dovuta allo scarso livello di raccolta, ma anche per i maggiori costi di smaltimento in altre discariche. L'impianto di compostaggio di Valle Cena, che si vorrebbe rilanciare con cospicui investimenti, richiede di essere adeguatamente alimentato con la raccolta differenziata dei rifiuti organici, praticamente inesistente a Vasto».


18/04/2007 13.29