Consiglio Regionale, crisi della Valle Peligna: «faremo, faremo....»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA.«La Regione, nella sua unità, deve essere in grado di dare una risposta univoca ai sindaci qui convenuti». Con questa esortazione, il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, ha aperto ieri mattina i lavori della seduta straordinaria del Consiglio, dedicata alla crisi industriale e occupazionale della Valle Peligna e dell'Alto Sangro. Presenti alla seduta numerosi sindaci e tra questi anche il primo cittadino dimissionario di Sulmona, Franco La Civita, più volte tirato in ballo nei discorsi dei consiglieri comunali e dello stesso presidente Del Turco.

L'AQUILA.«La Regione, nella sua unità, deve essere in grado di dare una risposta univoca ai sindaci qui convenuti». Con questa esortazione, il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, ha aperto ieri mattina i lavori della seduta straordinaria del Consiglio, dedicata alla crisi industriale e occupazionale della Valle Peligna e dell'Alto Sangro. Presenti alla seduta numerosi sindaci e tra questi anche il primo cittadino dimissionario di Sulmona, Franco La Civita, più volte tirato in ballo nei discorsi dei consiglieri comunali e dello stesso presidente Del Turco.


Il Consiglio regionale non e' riuscito a trovare l'accordo per unificare i due documenti presentati dalla maggioranza e dall'opposizione, ma li ha approvati entrambi all'unanimità.
«Questa crisi - ha detto il governatore Del Turco - ha delle caratteristiche specifiche. Per la prima volta, in questa zona, sono venuti a mancare tutti i punti di riferimento in settori diversi, dalle acque minerali, al prodotto siderurgico». Il presidente della Regione ha anche criticato chi difende le specificità di una sola area, con chiaro riferimento alla Sevel. «Questa cultura della esclusività di un territorio la trovo assurda - ha ribadito - Io lavoro per l'intera regione, per l'occupazione di tutti. E così continuerò a fare, per portare le zone più deboli allo stesso livello di quelle economicamente più forti». Del Turco ha anche polemizzato sulla scelta del sindaco di Sulmona di dimettersi dall'incarico: «quando ci sono in ballo interessi di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie, le aspirazioni personali devono essere messe da parte».
La minoranza di centrodestra ha parlato apertamente di: «disinteresse criminale di questa giunta per la Valle Peligna». Il consigliere Alfredo Castiglione (An), nel suo intervento ha sottolineato «la necessità di investire con maggiore convinzione in un'area strategicamente importante e vitale, un territorio che conserva importanti potenzialità inespresse malgrado le infinite vertenze che si è trovata ad affrontare negli ultimi anni».
Per Castiglione le istituzioni da sole non possono fare tutto ed è «ingeneroso scaricare tutte le responsabilità sull'amministrazione comunale di Sulmona, come ha fatto Del Turco. Semmai», ha proseguito l'esponente di Alleanza Nazionale, «è proprio il Governo regionale che dovrebbe cercare con maggiore incisività il sostegno del Governo centrale».
Già da tempo, ha continuato il consigliere, la Regione Abruzzo «avrebbe dovuto farsi promotrice di un patto tra istituzioni ma si è preferito regalare 2 milioni di euro alla Comunità Montana F, che non comprende Sulmona, piuttosto che beneficiarne – ad esempio – il Consorzio Industriale di Sulmona. Scelte cervellotiche, condizionate da valutazioni politiche e clientelari. A tal riguardo vorrei sapere – si domanda Castiglione – dov'è il tecnico Vincentelli? Sinora questo signore è costato all'Abruzzo circa 300.000 euro, avrebbe dovuto fornirci tutte le risposte, almeno così Del Turco aveva giustificato una consulenza così dispendiosa».
« La minaccia di secessione e lo sciopero dell'intero comprensorio», ha fatto eco Mario Amicone (Udc), «sono un campanello d'allarme del disagio del territorio alle prese con una deindustrializzazione senza precedenti» .
All'esterno del palazzo dell'Emiciclo, mentre proseguiva la discussione, ha stazionato per protesta anche un gruppo di lavoratori della Campari di Sulmona.

I DUE DOCUMENTI APPROVATI ALL'UNANIMITA'

Nonostante l'invito del presidente della Giunta Del Turco a riunificare i due documenti presentati dalla maggioranza e dall'opposizione al termine non e' stato possibile raggiungere un accordo in questo senso. Ma entrambi sono passati all'unanimità.
Il documento della maggioranza ripercorre le fasi della crisi economica ed occupazionale che «ha raggiunto negli ultimi tempi l'aspetto di una vera e propria emergenza sociale». Il Consiglio impegna ad indicare gli strumenti politici e programmatici e gli interventi infrastrutturali che creino le condizioni per una ripresa dell'attività economica della Valle Peligna e dell'Alto Sangro «che oggi si pone al centro di una discussione regionale ma anche nazionale, con l'apertura di un tavolo
tecnico-politico governativo».
Il documento dell'opposizione impegna il Consiglio «attraverso una commissione competente a
predisporre un confronto aperto sul territorio, con gli enti locali e le parti sociali per acquisire proposte da trasferire in iniziative legislative e amministrative».

18/04/2007 9.28