Fuoco incrociato su Angelucci:«A Francavilla arrivi un governo tecnico»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2105

FRANCAVILLA AL MARE (CH) Toni aspri e accesi ieri al consiglio comunale di Francavilla. Nel corso della seduta è arrivata anche la contestazione dell'opposizione. A prendere la parola il consigliere Carlo De Felice, (la Margherita) che ha chiesto alla giunta Angelucci di tornare a casa e istituire un nuovo governo tecnico. E il partito dei Comunisti Lavoratori chiede al sindaco una inversione di tendenza: «viviamo in una città completamente spaccata in due»
«Le interpellanze, le interrogazioni e le mozioni presentate oggi», ha spiegato De Felice, «mettono a nudo l'illegittimità di alcuni procedimenti amministrativi dell'attuale governo cittadino». De Felice ha poi parlato di un «delirante momento amministrativo» e della speranza che i diretti interessati comprendano «l'esistenza di una chiara ingovernabilità che sta paralizzando la nostra città».
Il consigliere di minoranza ha così chiesto le dimissioni del sindaco «o quanto meno l'azzeramento
della giunta».

Le accuse mosse della minoranza sono partite dopo le critiche mosse da parte di consiglieri di maggioranza (Franco Di Muzio, capogruppo consiliare dell'Udc e Giuseppe Casoraro) che hanno messo in discussione la delibera di approvazione del progetto del porto di Francavilla, l'affidamento della gestione del servizio di segreteria unificata, e i ritardi nell'attivazione della zona turistico-
ricettiva.

PLC: «FRANCAVILLA, UNA CITTÀ DIVISA IN DUE»

E di un Comune allo sbando parla anche il partito Comunista dei Lavoratori. «La città è spaccata in due: da un lato si porta avanti con grande efficienza e tempismo la costruzione di palazzi e "porti" a danno della programmazione territoriale e dell'ambiente, dall'altro lato si lascia lo stato sociale a livelli organizzativi bassissimi».
Il partito Comunista dei Lavoratori non lascia spazio a dubbi: «è sotto gli occhi di tutti il degrado culturale, sociale e civile della città» e la prima barriera sociale che a Francavilla una famiglia incontra «è quella delle rette altissime degli asili nido alle quali vanno aggiunti i costi dei pasti: per una famiglia al di sotto della soglia di autosufficienza (3.000 euro l'anno) si parla di sborsare 600 euro all'anno solo per la retta. Per le altre scuole si pagano i pasti e il trasporto comunale, senza distinzione di reddito, chi non guadagna paga come chi è più che benestante; e asili e scuole sono quasi tutte da ristrutturare».
Questo, secondo il partito Comunista dei Lavoratori sarebbe solo il primo di una serie di ostacoli «che dividono la popolazione residente della città in classi sociali totalmente isolate».
A questo si devono poi aggiungere «affitti altissimi, in casi normali si pagano 500 euro al mese per un appartamento di 50 mq. La scarsa gestione delle case popolari, la mancanza di fondi per il rimborso degli affitti per le famiglie senza reddito, l'assenza di un'efficace intervento dell'assistenza sociale nelle famiglie bisognose e meno organizzate. Molti giardini pubblici sono incolti e non gestiti con giochi per bambini, fuori uso e arrugginiti, ma non per questo resi inaccessibili».
E il grande contrasto, secondo il partito, sarebbe un'altra parte della città «dove ci sono palazzi in costruzione anche al di fuori delle norme per una crescita sostenibile degli spazi cittadini. Se ci si mette su una carrozzella per diversamente abili ci si accorge di avere ben poche possibilità di superare i tre o quattro metri di distanza.
L'Amministrazione è stata particolarmente abile», continua il coordinamento, «a reperire fondi nazionali per cominciare a costruire un porto a forte impatto ambientale i cui costi di gestione graveranno innanzitutto sulla comunità dei pescatori e dei balneatori, ma poi, quando cominceranno i lavori annuali di ripascimento della costa erosa da questa ingente costruzione imposti dalla Regione, le tasse di ogni cittadino aumenteranno e i bilanci esigui del Comune verranno prosciugati a sfavore ancora una volta di una organizzazione sociale minimamente accettabile».
Il gruppo del PCL chiede «un'inversione di tendenza negli investimenti comunali, e una ripartizione equa dei costi dei servizi essenziali che dovrebbero essere totalmente gratuiti almeno per le famiglie povere e per quelle monoreddito». Tra le richieste avanzate anche il potenziamento dei consultori familiari e l'utilizzo di tutte le strutture comunali inutilizzate per l'accoglienza delle famiglie e delle persone non autosufficienti, la momentanea requisizione delle case sfitte per scopi di abitazione popolare e uno stop alle costruzioni messe in programma per il futuro.

17/04/2007 13.52