Il nuovo Statuto blinda i tesori dei consiglieri regionali

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1433

ABRUZZO.«Norme "capestro", che potrebbero seriamente ostacolare lo svolgimento di ogni e qualsiasi referendum abrogativo di indennità, vitalizi, diarie e finanziamenti pubblici dei Consiglieri, degli Assessori e degli organi degli enti strumentali, sono stati inseriti nel nuovo statuto regionale».

La denuncia arriva dal Comitato Referendum abrogativi, presieduto da Pio Rapagnà che spiega come, di fatto, sarà ben più difficile per i cittadini intervenire sulle scelte sgradite di chi comanda.
«Nel nuovo Statuto», spiega Rapagnà, «sono state inserite una serie di norme anti-referendarie, che modificano in corso d'opera quelle norme, ancora in vigore previste nella Legge Regionale 11 dicembre 1987, n. 86, tra le quali quella gravissima che aumenta il numero di firme da raccogliere in appena tre mesi che passerebbe da 15.000 ad un cinquantesimo degli elettori abruzzesi».
Tale aumento «esponenziale ed ingiustificato» mette sullo stesso piano la richiesta di referendum per una Legge Costituzionale, come lo Statuto della Regione Abruzzo, e quella per l'abrogazione di una legge ordinaria, mentre i soggetti autorizzati alla autentica delle firme sono «soltanto il Notaio, il cancelliere, il Giudice conciliatore ed il Segretario Comunale, in barba alla Legge n. 130 del 28 aprile 1998 in materia di autenticazione delle firme degli elettori».
Secondo il nuovo Statuto la richiesta di referendum abrogativo deve essere presentata inoltre al Collegio per le garanzie statutarie, non ancora istituito, che «valuta l'ammissibilità e la regolarità della richiesta e del procedimento, per cui la decisione finale resta nelle mani dell'Ufficio di Presidenza e dei Consiglieri Regionali».
Lo stesso Statuto ha, in ogni caso, «forse illegittimamente», sottolinea Rapagnà, stabilito che «le indennità del Consigliere sono stabilite con legge", inserendo "tutte le indennità" nel Titolo II non soggetto a referendum abrogativo, mentre il vecchio Statuto recitava: La legge regionale stabilisce l'entità e i titoli delle indennità ai Consiglieri regionali in relazione alle loro funzioni e attività».
Ma quali sono le "indennità" e le leggi vigenti che non si possono sottoporre a referendum abrogativo? E chi è che decide? Il Comitato promotore o il Consiglio Regionale direttamente interessato?
16/04/2007 11.04