«Il sindaco Ricci non ha più la maggioranza per governare»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. «Incapace di reggere il confronto con la opposizione e con i dipendenti comunali che hanno assistito ai lavori del Consiglio comunale di ieri in un rispettoso ma assordante silenzio». L'opposizione è compatta e chiede un atto di sfiducia del primo cittadino.
La maggioranza di centrosinistra, secondo la ricostruzione che ne fa il vice presidente del consiglio Comunale Umberto Di Primio, «ieri pomeriggio è scappata dall'aula facendo mancare il numero legale dopo aver votato la delibera relativa al trasferimento delle reti idriche».
La delibera è stata approvata con soli 20 voti grazie alla indecisione di due consiglieri di maggioranza che pur non votandola sono rimasti in aula, «grazie ad un cavillo regolamentare», sostiene Di Primio, «alla compiacenza del presidente del Consiglio e dello stesso Segretario comunale che hanno tenuto aperta la votazione per qualche minuto così da consentire ad un consigliere della maggioranza di rientrare ed evitare che la Giunta Ricci "affogasse nel sistema idrico integrato"».
« E' ormai evidente, che il sindaco Ricci non ha più una maggioranza su cui poter contare, ma un gruppo di persone strenuamente attaccate alle seggiole del Consiglio e della Giunta con la speranza, i consiglieri di andare a fare gli assessori, visto che si parla di rimpasto di Giunta, e gli assessori di non perdere il la poltrona».

«CRISI DI PROGRAMMA E DI IDEE»

Dimostrazione dello stato di crisi, secondo Di Primio è anche il fatto che «ieri, nel corso della trattazione di delibere che interessavano principalmente il personale comunale, l'assessore con delega al personale, ovvero il vice Sindaco Catena, non s'è neppure visto. Mentre il sindaco, con la coda tra le gambe, prima è intervenuto all'inizio della seduta sulla vicenda Teate Servizi per comunicare la marcia indietro della Giunta sul trasferimento obbligatorio del personale comunale di ruolo alla Società, dando così ragione alla opposizione che da mesi sostiene tale posizione».
Poi il sindaco si sarebbe di nuovo dileguato «per l'intero dibattito sul trasferimento del personale comunale all'Aca disinteressandosi della discussione ed è tornato in aula solo per il voto così dimostrando, non solo mancanza di rispetto nei confronti del Consiglio, ma anche nei confronti dei dipendenti che, giustamente interessati al proprio futuro, hanno assistito alla discussione in aula».

ANCHE DC E FI CONTRO RICCI

Anche il capogruppo della Democrazia Cristiana alla Regione Abruzzo, Bruno Di Paolo, a fine consiglio ha espresso sconcerto. «Per l'ennesima volta i cittadini di Chieti sono costretti ad assistere inermi ed increduli alle deliberazioni assunte dal Consiglio Comunale che ha di fatto obbligato dei dipendenti comunali a trasferirsi ad una società privata». A breve infatti i lavoratori del settore acquedotto che a breve transiteranno dai quadri pubblici del comune a quelli privati dell'Aca attraverso l'Ato. «La pronta replica dei dipendenti», sostiene Di Paolo, «non disposti ad accettare una simile decisione, ha comunque lasciato indifferente il primo cittadino che ha portato avanti il progetto di esternalizzazione del servizio acquedotto. Ma non era proprio il Sindaco Ricci che nel suo programma elettorale prevedeva la non - esternalizzazione dei servizi comunali?»
«In questi due anni», incalza Emila De Matteo (Forza Italia), «poco o niente del pur nutrito programma elettorale del sindaco Ricci è stato avviato. Un esempio per tutti ? Che fine ha fatto il tanto reclamizzato Bilancio Partecipato? A distanza di due anni , bisogna avere l'onestà intellettuale di riconoscere che l'amministrazione Ricci , troppo impegnata a macerarsi su problematiche di bottega, non ha tempo per intervenire sulla quotidianità» .

13/04/2007 15.19