Definiti i quesiti del referendum abrogativo sui costi della politica

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Sono stati definiti i quesiti relativi ai 3 Referendum Popolari per abrogare in tutto e in parte tre Leggi Regionali collegate alla questione «costi della politica, della democrazia e degli enti strumentali» della Regione Abruzzo.
Essi sono i seguenti:
● QUESITO N. 1 - «Volete Voi che sia abrogata la Legge Regionale “Determinazione delle indennità e relativi titoli a favore dei Consiglieri Regionali” n° 22, del 30 maggio 1973 e successive modificazioni e integrazioni?»;
● QUESITO N. 2 - «Volete Voi che sia abrogata la Legge Regionale “Nuove norme sulla previdenza e sul fondo di solidarietà a favore dei Consiglieri della Regione Abruzzo” n° 41, del 7 novembre 1973 e successive modificazioni ed integrazioni?»;
● QUESITO N. 3 - «Volete Voi che siano abrogati gli articoli dall'1 al 26 della Legge Regionale “Norme per il riordino degli Enti di edilizia residenziale pubblica” n° 44, del 21 luglio 1999 e successive modificazioni ed integrazioni?».

INDENNITA' CONSILIARE

Con il primo referendum si chiede l'abolizione della “indennità consiliare” mensile (che attualmente è pari al 65% della indennità parlamentare e corrisponde a 8.82,31 euro), percepita da tutti i Consiglieri Regionali, e la cancellazione della “indennità di funzione”, percepita in percentuale di quella parlamentare, dai Presidenti della Giunta e del Consiglio (pari al 30% e corrispondente a 3.730,30 euro), dagli Assessori e dai Vice Presidenti del Consiglio (pari al 20% e corrispondente a 2.486,86 euro), ai Presidenti Delle Commissioni, ai Capigruppo ed ai Segretari del Consiglio (pari al 15% e corrispondente a 1.865,15 euro), ai Vice Presidenti ed ai Segretari delle Commissioni (pari al 5% e corrispondente a 621,72 euro).
«La vittoria del referendum comporterà, di conseguenza», spiega Pio Rapagnà, presidente del comitato promotore, «l'automatico azzeramento di tutti i compensi percepiti dai Consiglieri di Amministrazione, e organismi a questi collegati, di tutti gli innumerevoli Enti strumentali della Regione, in quanto la determinazione dei suddetti compensi è stabilita in percentuale alla indennità stabilita per i Consiglieri Regionali».

ASSEGNO VITALIZIO

Con il secondo referendum si chiede l'abolizione del cosiddetto “assegno vitalizio” percepito da tutti i Consiglieri Regionali (calcolato sull'85% dell'indennità parlamentare) e corrispondente a 10.569,17 euro in base al quale vengono calcolate le percentuali che variano con il numero degli anni di contribuzione, da un minimo del 30% per 5 anni di contribuzione (pari a 3.170,75 euro mensili) ad un massimo del 63% per 16 anni ed oltre di contribuzione (pari a 6.658,58 euro mensili).

ABOLIZIONE PRESIDENTI ENTI STRUMENTALI

Con il terzo referendum si chiede “sostanzialmente” l'abolizione dei Presidenti, dei Vice Presidenti e dei Consigli di Amministrazione dell'ARET e delle 5 ATER (ex-IACP), che sono di nomina politica e del Consiglio Regionale, e l'azzeramento dei relativi costi (ad esempio: i Presidenti, i Vice Presidenti e gli altri componenti dei Consigli di Amministrazione percepiscono rispettivamente il 35%, il 30% e il 15% dell'indennità di carica dei Consiglieri Regionali. Ed è così, più o meno, per tutta la pletora di enti strumentali e Società partecipate della Regione, delle Province e dei Comuni. Si vuole con ciò dare “un esempio” di riforma e di riduzione del numero e dei costi degli enti strumentali, che la Giunta Regionale non ha il tempo nemmeno di proporre.
«La raccolta delle firme», ricorda rapagnà, «potrà avere inizio “soltanto” dopo che l'Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale avrà proceduto alla nomina del funzionario delegato alla vidimazione dei rispettivi moduli, distintamente per ognuno dei tre referendum, con l'auspicio che a ciò venga provveduto al più presto».

04/04/2007 15.40