La maggioranza non c’è, il question time salta

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Solo quattro interrogazioni discusse su quattordici iscritte all’ordine del giorno a causa dell’assenza del presidente Del Turco (giustificatosi con apposita nota) e di gran parte della giunta regionale (solo due presenti): è questo il bilancio della seduta di ieri del question time. Non è la prima volta che la maggioranza si sottrae ad uno dei momenti pubblici in cui il regolamento prevede risposte alle interrogazioni dei consiglieri. Poche settimane fa c’era stata una analoga polmica. Ma la storia si ripete.
Sulla vicenda è molto duro il commento del consigliere di An Fabrizio Di Stefano: «anche il question time è caduto sotto la scure dello spregio istituzionale che caratterizza l'attuale governo regionale, evidentemente poco interessato a discutere di sanità, turismo, commercio, agricoltura e quant'altro contenuto nelle interrogazioni presentate dai consiglieri e a cui non si è potuto dare risposta per la latitanza in aula di Del Turco e della quasi totalità della giunta».
«Forse al centro-sinistra sfugge – polemizza Di Stefano – che ogni seduta del consiglio regionale ha dei costi che gravano sulle tasche degli abruzzesi e che, in virtù di ciò, sarebbe il caso di garantire che questi soldi spesi siano utilizzati nel massimo rispetto dei cittadini e dell'ente regionale».
L'esponente di An conclude dicendo che «potremmo anche consolarci di queste assenze dei membri dell'esecutivo regionale se queste fossero determinate da impegni politici ed amministrativi di un certo rilievo ma – a giudicare dagli scarsi risultati che il governo-Del Turco ha raggiunto nei suoi primi due anni di vita – dobbiamo ritenere che, più che ad improrogabili obblighi istituzionali, forse siamo di fronte a fughe strategiche per evitare di dare conto al consiglio delle proprie incapacità».
«Anche oggi la maggioranza ha di fatto vanificato il significato di un'iniziativa improntata all'attualità e alla trasparenza ma è stato introdotto allo stesso tempo un meccanismo perverso che va corretto al più presto», ha detto il Capogruppo dell'Udc Mario Amicone all'inizio della seduta del “Question Time”.
«Se la seduta dedicata alle interrogazioni a risposta immediata - ha aggiunto Amicone - fa registrare l'assenza sistematica degli interlocutori di riferimento significa che il diritto del Consigliere viene limitato e rinviato al mese successivo. Se sullo stesso argomento si registra dopo sessanta giorni ancora l'assenza di chi deve fornire risposte precise allora vuol dire che non c'è volontà di esaltare questa occasione di confronto. Figurarsi poi se gli argomenti da discutere riguardano aspetti delicati e al centro del dibattito di queste settimane, come i costi della politica, il ruolo di alcuni manager chiamati ad assolvere a funzioni precise e delicate, i problemi della Sanità allora il sospetto che qualcuno eviti con alcuni espedienti di presentarsi in Aula diventa forte. Da qui la mia protesta e l'invito al Presidente del Consiglio regionale a promuovere un'attenta riflessione attorno a questi problemi per evitare che queste disfunzioni abbiano a ripetersi».

«La data del question time è nota con larghissimo anticipo - spiega Nazario Pagano (Fi)- e serve a tutti per trattare e approfondire argomenti di stringente attualità, per cui a poco valgono le giustificazioni - quando ci sono !- degli assenti. Oggi ad esempio - prosegue - non ho potuto chiedere all'Assessore Paolini o Ginoble (entrambi assenti, uno giustificato, l'altro no) a che punto siamo con lo stato di calamità in favore degli operatori della neve, che proprio in questi giorni denunciano perdite per 3 Ml di Euro e mille posti di lavoro a rischio. Se le cose devono andare avanti così - conclude Pagano - aboliamo il question time e risparmiamo i soldi delle riprese televisive e della stenografia. Dati i tempi...»

04/04/2007 9.35