Chiodi contesta le indicazioni contrarie all'ampliamento della discarica

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Il sindaco Gianni Chiodi ha inviato una lettera al presidente della Giunta Regionale Ottaviano Del Turco, e ad alcuni funzionari regionali. Oggetto della missiva l'ampliamento della discarica, o meglio la soppressione della parola "ampliamento" dall'art. 16 della normativa relativa al Pai.
Lo spunto per l'iniziativa del sindaco è stato offerto dalla nuova riunione del Comitato Tecnico, prevista per i prossimi giorni, in occasione della quale il primo cittadino vorrà avere un bel po' di risposte. «Molti piani di assetto idrogeologico delle Regioni Italiane consentono l'ampliamento in zone cosiddette Pai». Anche «l'ampliamento della discarica La Torre di Teramo è prevista dal Piano provinciale dei rifiuti ed è recepita nel Piano regionale».
Ma il Comitato istituzionale, come emerge dal verbale del 30 novembre 2005, ha previsto la soppressione della parola "ampliamento" a seguito della delibera del Comitato Tecnico. «Quest'ultima», spiega il sindaco, «convocata con diverso ordine del giorno, ha introdotto la soppressione dell'ampliamento senza porre a base di tale modifica sostanziale alcuna motivazione. Ne deriva una assenza totale di motivazione che rende ingiustificata ed illegittima la deliberazione. Dal verbale, inoltre, non risulta chi, tra i soggetti presenti, ha proposto la modifica mentre dalla documentazione allegata si evince che nessun soggetto aveva proposto la necessità di una modifica che, si ribadisce, costituisce un unicum nel panorama dei piani di assetto idrogeologici italiani».
Sempre dal verbale del Comitato Tecnico il sindaco ha dedotto «che il segretario Caputi ha precisato, all'inizio della riunione stessa, che il Comitato non si prefiggeva alcuna modifica all'impianto normativo. In modo contraddittorio, quindi, nella stessa seduta del Comitato Istituzionale mentre si nega la possibilità di ampliamento in zona frane, viene prevista la possibilità di realizzare (e non solo di ampliare) opere o infrastrutture pubbliche in zona a rischio di alluvione (sempre che previste nei piani urbanistici attuativi vigenti)».
04/04/2007 9.23