Il bilancio di previsione non passa, il sindaco La Civita si dimette

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3631

SULMONA. E’ stato il voto sul bilancio di previsione a sancire la fine del mandato del sindaco di Sulmona Franco La Civita. La spaccatura in seno al Consiglio, che ha determinato le dimissioni del primo cittadino, è scaturita dal voto negativo congiunto, sull'addizionale Irpef, da parte dei consiglieri di minoranza, di quelli del gruppo misto e di un consigliere di maggioranza della Margherita. Un brutto colpo per la città peligna che ora dovrà fare i conti con il commissariamento. LE REAZIONI DOPO LE DIMISSIONI


SULMONA. E' stato il voto sul bilancio di previsione a sancire la fine del mandato del sindaco di Sulmona Franco La Civita. La spaccatura in seno al Consiglio, che ha determinato le dimissioni del primo cittadino, è scaturita dal voto negativo congiunto, sull'addizionale Irpef, da parte dei consiglieri di minoranza, di quelli del gruppo misto e di un consigliere di maggioranza della Margherita.
Un brutto colpo per la città peligna che ora dovrà fare i conti con il commissariamento.

LE REAZIONI DOPO LE DIMISSIONI

Alle 11.10 il sindaco Franco La Civita ha formalmente presentato le dimissioni.
A prendere le difese dell'ex primo cittadino è l'assessore alle politiche sociali del Comune, Diego Bucci, ricordando come possa essere sconveniente la caduta dell'amministrazione proprio all'indomani dell'incontro tenuto a Roma, presso il ministero dello Sviluppo Economico, per la costituzione del tavolo tecnico finalizzato ad individuare soluzioni immediatamente attuabili.
«E' incomprensibile che si sia proceduto a costringere il sindaco La Civita a doversi dimettere in un momento delicato che vede la Valle Peligna attraversare una forte crisi industriale ed occupazionale. La risposta che oggi è stata data in Consiglio - continua Bucci -, con gli 11 voti contrari all'approvazione dell'aumento sull'addizionale Irpef, ricade politicamente anche su tutti i lavoratori che attendono risposte concrete alle loro problematiche. Difficilmente, senza
un interlocutore che istituzionalmente rappresenta il Comune di Sulmona, potranno continuare le trattative con il Governo nazionale».
Su 21 consiglieri 10 hanno votato a favore e 11 contro. Quelli a favore: 5 della Margherita con Mario D'Eramo, Angelo Giannandrea, Fernando Gentile, Franco La Civita e Vito Lattanzio; 3 dei Ds con Salvatore Di Cesare, Maurizio Balassone e Oreste Tolone; 2 del movimento 'Una Citta' per tutti' con Domenico Carrozza e Alessio Evangelista.
Quelli che hanno votato contro: 3 di Fi con Lorenzo Fusco, Maria Luisa Fabiilli e Palmiero Susi; 1 della Dc con Gaetano Pagone; 1 di An con Fabio Federico; 1 del movimento 'Sulmona domani' con Davide De Deo; 4 del Gruppo misto con Giulio De Santis dell'Udeur, Angelo Amori e Dino Fasciani dello Sdi, Andrea Gerosolimo della Margherita; 1 della Margherita, staccato dalla maggioranza, Luigi Rapone.
A partire da domani cominceranno le consultazioni, con i vertici regionali dei partiti, per i chiarimenti politici relativi a quanto deciso in sede di votazione dai singoli consiglieri.

03/04/2007 17.30

LA CIVITA: «DIMISSIONI IRREVOCABILI»

L'ex sindaco ha assicurato che le sue dimissioni sono «irrevocabili» e che indietro non si torna.
«Ero stanco», ha annunciato La Civita, «di tamponare da due anni e mezzo le posizioni del tutto personali dell'uno e dell'altro. Mi sono stancato di amministrare personalismi e per il bene
della città ho deciso di rassegnare le dimissioni, che sono irrevocabili - ha spiegato ai giornalisti -. Mi dispiace perché davanti c'é un periodo commissariale molto lungo, in un momento in cui il territorio sta affrontando una crisi economica senza precedenti».
La Civita aveva già rassegnato le dimissioni due anni fa, ma in quella circostanza il suo gesto era stato «provocatorio» e rivolto alla Regione Abruzzo, in quanto protestava perché nella Giunta non era stato inserito alcun assessore proveniente dalla Valle Peligna. Le dimissioni furono ritirate dopo una visita del Presidente della Regione, Ottaviano del Turco, il quale promise al sindaco alcuni interventi a favore del territorio.
La Civita fu eletto sindaco in seguito a elezioni convocate perché il precedente sindaco, Pietro Centofanti (centrodestra) era decaduto su richiesta di undici consiglieri comunali tra cui alcuni della sua stessa maggioranza.

DS, «SCIAGURATA DECISIONE DI RAPONE»

Per il segretario cittadino e consigliere comunale dei Democratici di Sinistra a Sulmona, Oreste Tolone, è «una decisione sciagurata e gravissima quella presa da Rapone e dai quattro consiglieri del Gruppo misto, tra i quali figuravano due esponenti dello Sdi». In particolare, Tolone si riferisce ai «due socialisti che hanno votato contro un provvedimento preparato e sottoscritto da un rappresentante del loro partito. Una scelta sciagurata per la città, perché beghe personali hanno avuto la meglio sui gravi problemi economici e occupazionali che affliggono il territorio».

SOLIDARIETA' DA SDI ABRUZZO

La segreteria regionale dello Sdi ha espresso «tutta la sua solidarietà» al sindaco e alla coalizione di centrosinistra di Sulmona (L'Aquila), in una nota a firma del segretario regionale del partito, Raffaele Modestini.
«L'aver voluto perseguire le dimissioni del sindaco La Civita è un errore politico e amministrativo, in un momento particolarmente difficile per la situazione socioeconomica di Sulmona e del suo comprensorio», scrive Modestini, secondo il quale si rischia così di vanificare «tutte quelle iniziative intraprese con l'aiuto delle istituzioni regionali» per favorire «un'inversione di tendenza».
«La segreteria regionale non può condividere la posizione assunta dai due consiglieri comunali del Gruppo Misto, iscritti allo Sdi, ispirata più a posizioni di tipo personalistico che politico. E' convinzione della segreteria dello Sdi - dichiara ancora Modestini - che l'iniziativa intrapresa con equilibrio nelle ultime settimane, alla ricerca di un senso di solidarietà per il rilancio e il rafforzamento della coalizione di centrosinistra a Sulmona, è stata vanificata da preconcetti e
da rigidità incomprensibili».

RAPONE, «NO A RICATTO POLITICO»

«Non ho voluto cedere ad un "ricatto" politico», ha spiegato così il suo voto contrrio il comunale della Margherita, Luigi Rapone, che ha difeso la propria decisione di votare contro il regolamento comunale che prevedeva l'aumento dell'addizionale Irpef dallo 0,1 allo 0,4 per cento innescando così le dimissioni del sindaco di Sulmona, Franco La Civita.
«Avevo detto anticipatamente - ha dichiarato Rapone - che avrei votato contro l'aumento dell'addizionale Irpef e non capisco l'ostinatezza del sindaco nel voler andare avanti a
testa bassa quando sapeva benissimo che non aveva i numeri per far passare il provvedimento. Sarebbe stato più opportuno chiedere un rinvio per studiare eventuali soluzioni che non prevedessero l'aumento delle tasse - ha aggiunto - L'aver deciso di annunciare le proprie dimissioni nel caso non fosse passato il bilancio di previsione e quindi di evitare un confronto democratico sullo strumento amministrativo mi è sembrato una sorta di ricatto politico al quale non ha voluto sottostare».
«E' troppo facile, ora - ha dichiarato ancora il consigliere
comunale - puntare l'indice contro di me per responsabilità che
invece vanno ricercate da tutt'altra parte».

04/04/2007 8.19