«Le Province con Emergency per la salvezza degli afgani Hanefi e Nashkbandi»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «Sostegno alle richieste di Gino Strada e dell'organizzazione umanitaria da lui fondata, Emergency, per la liberazione di Rahmatullah Hanefi e Adjmal Nashkbandi, legati al sequestro dell'inviato di Repubblica Daniele Mastrogiacomo. Supporto in questo particolare momento di necessità per un ingrato ed inopportuno comportamento del governo italiano».
E' la richiesta avanzata da Nino D'Annunzio, capogruppo dei Democratici di sinistra in consiglio provinciale, ai sindaci dei Comuni del Pescarese e ai presidenti dei consigli provinciali italiani attraverso l'inserimento di un ordine del giorno in una seduta straordinaraia dei consigli comunali e provinciali da convocare con urgenza.
Ecco, di seguito, l'appello di Strada da cui prende le mosse la sollecitazione dell'esponente Ds: «Siamo angosciati per la sorte di Rahmatullah Hanefi. Il responsabile afgano dell'ospedale di Emergency a Lashkargah è stato prelevato all'alba di martedì 20 marzo dai servizi di sicurezza afgani. Da allora nessuno ha potuto vederlo o parlargli, nemmeno i suoi famigliari. Non è stata formulata nessuna accusa, non esiste alcun documento che comprovi la sua detenzione. Alcuni afgani, che lavorano nel posto in cui Rahmatullah Hanefi è rinchiuso, ci hanno detto però che lo stanno interrogando e torturando “con i cavi elettrici”. Rahmatullah Hanefi è stato determinante nella liberazione di Daniele Mastrogiacomo, semplicemente facendo tutto e solo ciò che il governo italiano, attraverso Emergency, gli chiedeva di fare. Il suo aiuto potrebbe essere determinante anche per la sorte di Adjmal Nashkbandi, l'interprete di Mastrogiacomo, che non è ancora tornato dalla sua famiglia. Domenica 25 marzo, il ministro della sanità afgano ci ha informato che in un “alto meeting sulla sicurezza nazionale” presieduto da Hamid Karzai, è stato deciso di non rilasciare Rahmatullah Hanefi. Ci hanno fatto capire che non ci sono accuse contro di lui, ma che sono pronti a fabbricare false prove. Non è accettabile che il prezzo della liberazione del cittadino italiano Mastrogiacomo venga pagato da un coraggioso afgano e da Emergency. Abbiamo ripetutamente chiesto al governo italiano, negli ultimi giorni, di impegnarsi per l'immediato rilascio di Rahmatullah Hanefi e ci ha assicurato che l'avrebbe fatto. Chiediamo con forza di rispettare la parola data».

03/04/2007