L'Aquila: «troppe concessioni edilizie in aree non edificabili»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «L'urbanistica a L'Aquila è sempre più nel caos e nel degrado. Adesso la situazione non è più tollerabile». E' quanto sostengono i consiglieri comunali di minoranza Angelo Mancini (Italia dei Valori) ed Enrico Perilli (Rifondazione Comunista) che parlano di una città «prigioniera del cemento» e di un Comune «che deve porre un freno ad inaccettabili speculazioni ai danni dell'ambiente, della qualità della vita e del decoro urbano».
«Le numerose concessioni edilizie elargite a privati dal Comune per aree non edificabili, a condizione che gli stessi costruttori realizzassero a loro spese servizi, strade ed aree verdi in favore della città, hanno portato alla cementificazione di moltissime zone - osservano i due esponenti politici - senza che gli impegni assunti dagli imprenditori siano stati rispettati».

L'esempio più eclatante secondo i due consiglieri, («solo l'ennesimo esempio, insieme con decine di altre segnalazioni»), sarebbe la zona antica di Roio Poggio. «Vicino alle costruzioni medievali », hanno chiarito Perilli e Mancini, «è stato realizzato un complesso residenziale di fattura ultramoderna, con impatto visivo notevolissimo. Naturalmente – hanno osservato i due - la concessione edilizia non sarebbe stata possibile se il privato non si fosse impegnato con il Comune a realizzare servizi in favore della comunità».
E in questo caso era previsto un campo di calcetto e attrezzature sportive «che non sono mai stati realizzati», assicurano i due.
«Non solo. Nell'area dove sarebbero dovute sorgere queste strutture c'e' ora una discarica di amianto, recentemente posta sotto sequestro dalla forestale».