Sanità. Piano di riordino, il giorno dopo delusi e contenti

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. E' stato approvato ieri pomeriggio a maggioranza il Piano di riordino della rete ospedaliera della Regione Abruzzo con 24 voti a favore, 6 contrari e due astenuti (Mario Amicone e Vito Domenici, Udc). Scontenti i sindacati («non siamo stati accontentati in niente») e la presidente di Provincia dell'Aquila Stefania Pezzopane («troppe ombre su questo piano), l'assessore Mazzocca ricorda che «abbiamo mantenuto gli accordi con Roma» e il consigliere lancianese Caporale rassicura il suo territorio «nessun taglio per noi». Intanto a Caste di Sangro si fronteggia l'emergenza per il reparto dialisi che rischia la chiusura. NUOVA POSTAZIONE 118 A SCAFA

ABRUZZO. E' stato approvato ieri pomeriggio a maggioranza il Piano di riordino della rete ospedaliera della Regione Abruzzo con 24 voti a favore, 6 contrari e due astenuti (Mario Amicone e Vito Domenici, Udc). Scontenti i sindacati («non siamo stati accontentati in niente») e la presidente di Provincia dell'Aquila Stefania Pezzopane («troppe ombre su questo piano), l'assessore Mazzocca ricorda che «abbiamo mantenuto gli accordi con Roma» e il consigliere lancianese Caporale rassicura il suo territorio «nessun taglio per noi». Intanto a Caste di Sangro si fronteggia l'emergenza per il reparto dialisi che rischia la chiusura.



NUOVA POSTAZIONE 118 A SCAFA
Nel dibattito, durato quasi otto ore,
si sono superate le riserve dei consiglieri di Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Italia dei Valori - che minacciavano l'astensione. A salvare capre e cavoli è stata l'approvazione di un ordine del giorno che «impegna il Consiglio regionale e la Giunta ad assegnare i posti letto di alta riabilitazione nel nuovo Piano Sanitario regionale sulla base di parametri e dati certi, fermo restando la prevalenza per il settore pubblico». Ordine del giorno presentato da Rc e passaggio imprescindibile per l'ok alla coalizione.
La soddisfazione più grande (un vero e proprio sospiro di sollievo) è stata quella dell'assessore alla Sanità Bernardo Mazzocca e del presidente Del Turco che credevano fortemente in questo piano di riordino. «Abbiamo rispettato l'impegno della Regione Abruzzo nei confronti del governo all'indomani della firma dell'accordo sul piano di rientro della spesa sanitaria», ha sottolineato Mazzocca. « Noi assumiamo impegni e li rispettiamo. La rete ospedaliera rappresenta l'ossatura, lo scheletro sul quale si fonda il piano di rientro, grazie al quale - ha concluso Mazzocca - l'Abruzzo ora riceve 350 milioni di euro dal Fondo speciale della sanità il cui decreto legge è stato emanato qualche giorno fa e dunque operativo»

I DUBBI DELLA CGIL

La promozione a maggioranza del Piano non convince però i sindacati che all'indomani dell'approvazione ribadiscono: «non si operano scelte di riforma della Sanità pubblica abruzzese, mentre restano inalterati i costi per la collettività (Irap, Irpef e bollo d'auto)».
Secondo il segretario regionale Leone il Consiglio «si è distinto in una battaglia tra amici di un gruppo sanitario contro un altro gruppo. Senza eccezioni» e i sindacati sarebbero anche rimasti fuori da tutte le consultazioni: «siamo stati presenti dalla I alla V Commissione Consiliare che però non hanno raccolto nessuna delle nostre indicazioni se non nelle parti generiche e generali. Sono state trascurate le richieste di maggiore drasticità e qualità nel taglio della spesa nella sanità privata con scelte chiare e sull'appropriatezza nelle prestazioni».

SCONTENTA ANCHE PEZZOPANE: «TROPPE OMBRE»

«Nonostante gli sforzi della V Commissione che ha intercettato alcune delle nostre istanze, dal Consiglio regionale ci saremmo aspettati un atto di maggiore coraggio», ha commentato la presidente della Provincia dell'Aquila Stefania Pezzopane, sul piano di riordino della rete ospedaliera, approvato dal Consiglio regionale.
«Apprezziamo la disponibilità della V Commissione- ha sottolineato la Presidente, che tra gli indirizzi per la stesura del prossimo Piano Sanitario Regionale ha accolto alcune delle nostre segnalazioni, come il potenziamento di Ematologia, di Chirurgia Senologica e di Neurofisiopatologia per la ASL dell'Aquila e il riconoscimento dei servizi di Radioterapia Oncologica e Ortodonzia per la ASL di Avezzano e Sulmona. Tuttavia ci chiediamo perché non agire con coraggio e inserire sin d'ora questa indicazioni nel piano di riordino della rete ospedaliera, per dare un segnale forte alle aree interne, anziché rinviare il tutto al prossimo Piano sanitario regionale».
«Resta il rammarico- prosegue la presidente- per il mancato accoglimento in Aula di molte nostre proposte, che avevano suscitato l'attenzione e l'interesse della Commissione, ma che alla prova dei fatti non si sono tradotte in emendamenti. Sul fronte della sanità privata ancora una volta i grandi interessi della costa riescono a vedersi garantiti un maggior numero di posti letto rispetto alle strutture delle zone interne».
Insoddisfacente, secondo la presidente di Provincia anche la soluzione adottata a Sulmona «per la riabilitazione sia nel pubblico che nel privato. Un piano di riordino - ha concluso la presidente – che privato di alcuni degli emendamenti più significativi lascia dietro di sè poche luci e molte ombre».

CAPORALE (VERDI) RASSICURA LANCIANO- VASTO

«La Asl Lanciano-Vasto non avrà nessun taglio», rassicura il consigliere regionale lancianese dei Verdi, Walter Caporale. «Rimarrà con il 3,9 per mille di posti letto e non si ridurranno al 3,6 per mille come era stato previsto nelle bozze del Piano riordino posti letto. Un ulteriore elemento dalla parte della nostra Asl risiede nell'inserimento del "Riconoscimento/potenziamento del Servizio di Neurotraumatologia della Asl 3 Lanciano-Vasto»
«Nella ridefinizione delle reti cliniche », ha sottolineato ancora Caporale, «verrà posta una particolare attenzione all'Abruzzo di confine (in particolare alle aree interne delle Asl di Lanciano-Vasto e Avezzano-Sulmona e alla Asl di Teramo) al fine di qualificare l'offerta ospedaliera per recuperare la mobilità passiva e, se possibile, per generare flussi attivi verso la nostra Regione. Sono stati inoltre potenziati i servizi veterinari regionali».

E A CASTEL DI SANGRO IL REPARTO DIALISI RISCHIA LA CHIUSURA

A lanciare l'allarme è il presidente dell'Aned (Associazione nazionale Dializzati) Antonio Contestabile secondo il quale quello della chiusura del reparto del nosocomio di Castel di Sangro è una possibilità molto concreta. «All'interno del reparto – ha detto Contestabile – sono presenti solo due infermieri, due dei quali sono prossimi ad iniziare una vera e propria protesta per l'insufficienza di personale».
Proprio per questo resterebbe quindi un solo infermiere che da solo non è nelle possibilità di mandare avanti un reparto così importante come quello che vede coinvolti proprio i dializzati. «Se la situazione non dovesse sbloccarsi – ha aggiunto il presidente dell'Aned – il reparto sarà paralizzato e per questo i pazienti dovranno spostarsi a Sulmona per le prestazioni di questo tipo». Un'altra tegola dunque si abbatte sulla funzionalità della struttura di Castel di Sangro dove da tempo e da più parti arrivano richieste di attenzione e soprattutto di personale.
Daniela Stati, vice presidente del Consiglio regionale, ha presentato una interrogazione nel question time sull'argomento. Nell'interrogazione la vice presidente chiederà la fondatezza di questa allarmante notizia. La Stati chiederà inoltre «quale potrebbe essere il piano alternativo, nel caso di chiusura del reparto sangrino, per ovviare ai possibili disagi dei dializzati che quindi dovrebbero recarsi al nosocomio di Sulmona». Il consigliere azzurro ha anche avallato le preoccupazioni di Contestabile per i pazienti di Castel di Sangro, considerando «la situazione di insufficienza di personale nel reparto di dialisi dove sono presenti solo tre infermieri. Alcuni operatori, proprio per le condizioni critiche in cui sono costretti a lavorare, intenderebbero abbandonare questo delicato compito proprio con la conseguente paralisi del lavoro».

NUOVA POSTAZIONE SERVIZIO 118 A SCAFA

Questa mattina l'assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca, ha inaugurato la postazione del servizio di emergenza 118 a Scafa e le prime parole sono state per l'approvazione del piano sanitario di ieri:
«questa manifestazione di stamattina bene si coniuga con il risultato ottenuto ieri in Consiglio regionale».
L'assessore ha ribadito come «il riordino atteso da otto anni è orientato proprio in direzione di una sanità decentrata, più vicina ai cittadini che potrà trarre giovamento dal recupero di risorse».
La nuova postazione del servizio di emergenza, che si avvarrà della presenza di un medico, di un infermiere professionale, di un autista e di un barelliere, «è solo uno dei momenti di un percorso che prevede l'attivazione di altre postazioni di emergenza nei centri dell'Alta Val Pescara, così da favorire la diffusione sempre più consistente di servizi sanitari sul territorio, avvicinando questi servizi alla domanda di salute dei cittadini»

29/03/2007 11.29