L’Aquila. «Dai candidati chiarezza sul futuro degli ipermercati in città»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. «Un secco no alla realizzazione del colosso Coop in località S.Antonio». E’ quanto affermano Carla Mannetti, Presidente del circolo di Alleanza Nazionale Progetto L’Aquila, e Antonio Scarsella, consigliere della VII circoscrizione e componente del direttivo del circolo. «Si continua ad umiliare il ruolo della nostra città, capoluogo di Regione, che di certo non può essere considerata la città degli ipermercati», dicono, «si trascurano vocazioni importanti, quali il turismo, per concentrare l’attività politico amministrativa su iniziative che di certo non vanno a risolvere i problemi importanti della città di L’Aquila. Si continua a mortificare la piccola impresa che sicuramente costituisce una risorsa per l’economia del territorio cittadino». IL CENTROSINISTRA:"TROPPA FRAMMENTAZIONE, TROPPI 800 CANDIDATI"
Ma il sospetto che decisioni elettorali possano “drogare” la competizione è forte o quanto meno inopportuno.
«Oramai siamo in piena campagna elettorale e non appare opportuno prendere decisioni che per di più vanno a stravolgere ulteriormente la viabilità della zona ovest della città. Basta con le fughe in avanti da parte di tutti », dicono gli esponenti di An.
«I candidati alla carica di Sindaco dovranno chiarire alla cittadinanza le loro intenzioni sull'argomento – concludono Carla Mannetti e Antonio Scarsella- perché gli aquilani hanno il diritto di sapere come si intende programmare il futuro della città, che tanto amiamo e per la quale ci battiamo giorno dopo giorno. Anche per questo chiediamo a tutte le forze politiche della Casa delle Libertà di adoperarsi al più presto per delineare i punti cardine del programma elettorale, di cui ancora oggi non se ne conosce il benchè minimo contenuto».

800 CANDIDATI

E in città si comincia a fare i conti con la frammentazione da record. Secondo Tullio Buzzelli, Partito dei Comunisti Italiani, ed Enrico Perilli, Rifondazione Comunista, è prevedibile che le liste che si presenteranno alle elezioni comunali dell'Aquila si aggiri intorno al numero di venti.
Così moltiplicando il numero delle liste per i candidati di ognuna (quaranta), il numero dei candidati è attualmente stimabile sugli ottocento. In pratica, il pacchetto medio di voti disponibile –stando così le cose- sarebbe per ogni candidato di poco superiore ai cinquanta, senza contare gli astenuti e le schede nulle o bianche.
«E' evidente che in queste condizioni», dicono gli esponenti del centrosinistra, «la valenza politica delle elezioni risulterebbe assolutamente frustrata, riducendosi la questione ad una gara per stabilire chi ha più clienti, più amici, più familiari. E ancora, rischierebbe di diventare una competizione tra bandierine partitiche o piccoli gruppi di interesse, in cui programmi e progetti rimarrebbero lasciati totalmente ai margini. E' evidente che ogni bandierina dovrebbe infine ricorrere ad un certo numero di “riempilista”, persone di buonissima volontà pronte a sacrificarsi contando i propri voti sulle dita di una mano, quando sarebbe invece auspicabile una reale partecipazione, non elettorale, occasionale e dettata dall'esigenza di certificare una (fittizia) vitalità politica».
Sarebbe dunque interesse della città e di tutti che si restituisse invece un valore diverso e più alto alle elezioni, e di conseguenza a tutta la politica locale.
«Per questo ci rivolgiamo a tutti i candidati sindaci, tutti, ma anche a chi in queste ore si sta affrettando per completare liste di ogni colore e dimensione, per concordarne una moratoria sul numero, stabilendo di comune accordo e pubblicamente, nelle prossime ore, un numero massimo. Sarebbe un segnale di grande maturità politica, lanciato per il bene di tutti».

28/03/2007 8.41