Tre torri. Pezzopane:«Una scelta che deve essere rivista per tante ragioni»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «Mi sento mossa più da complicità territoriale che da solidarietà politica nella storia delle tre torri di Pescara. Non è battaglia di campanile quanto difesa di ruoli e diritti, acquisiti storicamente dal capoluogo di regione ed ineludibili.
Non si può pretendere che L'Aquila resti a guardare una duplicazione immotivata di sedi ed uffici, caso pressoché inedito in Italia, nella già squilibrata situazione di sviluppo e di programmazione».
E' ancora il duplice tema della nuova sede pescarese della regione con la costruzione delle “tre torri” e dell'acquisto del palazzo di piazza Unione dove invece andranno a finire le segreterie dei consiglieri regionali molto prima.
Interviene ancora una volta la presidente della Provincia Stefania Pezzopane in questo dibattito-polemica trasversale ai partiti ma in linea con i campanili.
«Una scelta che appesantisce, a ragione o a torto, il clima civile di sospetto cronicizzato dello scippo e non aiuta il dialogo tra le due città, che da una politica di scambio pacifico e di reciproco riconoscimento di identità e di peso, avrebbero molto da guadagnare», ha detto oggi Pezzopane, «ho già chiesto al Presidente Roselli di ricevere me e il Sindaco dell'Aquila Tempesta, per un confronto sull'argomento. Ma il progetto va avanti e gli incontri fissati vengono regolarmente rinviati. E' tempo di usare toni più incisivi dunque per farsi ascoltare. Non è accettabile che proprio mentre si chiedono sacrifici ai cittadini per il risanamento delle casse regionali, si sperperi denaro per doppioni non necessari. I consiglieri regionali, in più di 30 anni di vita istituzionale, hanno svolto la loro attività negli spazi esistenti. E' singolare che solo in Abruzzo, proprio nell'era dei collegamenti telematici, si senta la necessità di moltiplicare sedi ed uffici, in spregio alle spese che questo comporta, e all'offesa che si arreca al capoluogo istituzionale e alla sua popolazione, già umiliata da un depauperamento senza precedenti nella storia di questa città».
Pezzopane aggiunge poi che la scelta deve essere rivista «per ragioni economiche, sociali e politiche».
27/03/2007 16.11