La rivolta dei Comuni contro il taglio dei fondi della Finanziaria

Alessandro Biancardi

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La rivolta dei Comuni contro il taglio dei fondi della Finanziaria
ABRUZZO. Ancora un no dei piccoli comuni abruzzesi alla Finanziaria che «penalizza maggiormente le piccole amministrazioni». Si sono ritrovati ieri mattina al Comune di Lanciano in una conferenza stampa il Presidente dell’ANCI Abruzzo, Antonio Centi, il sindaco di Fossacesia e componente dell’Ufficio di Presidenza dell’ANCI, Enrico Di Giuseppantonio, e i sindaci abruzzesi componenti del Consiglio Nazionale ANCI, Emilio Nasuti (Castel Frentano), Filippo Paolini (Lanciano).    
Nello specifico i sindaci hanno illustrato il documento approvato in proposito dal Consiglio Nazionale ANCI e hanno ribadito le enormi difficoltà che incontrano nella quadratura dei bilanci comunali. Infatti, la nuova norma finanziaria impone dei blocchi importanti agli investimenti in opere pubbliche e continua a diminuire i trasferimenti dallo Stato agli Enti Locali, penalizzando paradossalmente i Comuni più virtuosi.
«In questo modo non riusciremo a chiudere i bilanci – ha detto Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia, «perché non possiamo tagliare ancora i servizi ai cittadini. Ma soprattutto abbiamo entrambe le mani legate per qualunque opera pubblica o investimento per lo sviluppo, visto che ci hanno bloccato la possibilità di contrarre mutui. Una contraddizione in termini della Legge Finanziaria, che invece si pone l'obbiettivo di stimolare la ripresa economica e la crescita del Paese».
Inoltre è stata evidenziata la totale assenza della Regione Abruzzo a sostegno delle difficoltà economiche dei Comuni abruzzesi.
Coro unanime dei sindaci contro il trasferimento di funzioni dalla Regione ai Comuni a cui non fa seguito il trasferimento di risorse.
«Senza soldi, né personale, come possiamo garantire anche i servizi delegati, oltre a quelli che sono già di nostra competenza?» ha tuonato a proposito il sindaco di Castel Frentano, Emilio Nasuti.
«L'ANCI chiede al Governo di rivedere i meccanismi inseriti nella Finanziaria che bloccano la finanza locale e costringono i sindaci a chiedere soldi ai cittadini, aumentando ad esempio l'addizionale IRPEF – ha detto il Presidente dell'ANCI Abruzzo, Antonio Centi – Il Governo centrale emana provvedimenti restrittivi parlando di razionalizzazione della spesa pubblica ed invece mette in seria difficoltà gli enti locali. L'idea della razionalità infatti non coinvolge i maggiori centri della spesa pubblica, perché questi non sono nei Comuni ma risiedono invece nell'organizzazione centrale dello Stato».
«I Comuni partecipano solo per il 4% al deficit pubblico dell'Italia, a fronte di un 70% di buco finanziario riconducibile allo Stato – gli ha fatto eco il sindaco di Lanciano, Filippo Paolini – E, sebbene i Comuni siano il presidio democratico del Paese, l'ente che sta più vicino ai cittadini, vengono considerati una controparte al tavolo del Governo, quasi fossero cosa diversa dallo Stato centrale. Invece, come ha anche ribadito il Presidente nazionale ANCI e sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, i Comuni sono lo Stato e devono partecipare attivamente alle azioni di indirizzo per la redazione della Legge Finanziaria».

24/03/2007 8.43