Le polemiche offuscano la Madama Butterfly. Rendine:«solo falsità»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1154

CHIETI. La Madama Butterfly di Puccini sarà in scena da venerdì 23 marzo ed in replica domenica 25 e martedì 27 marzo prossimi. Ma le polemiche degli ultimi giorni sul Teatro Marrucino, la sua gestione e la possibilità di creare una fondazione che in qualche modo turbi gli equilibri attuali o mortifichi il palcoscenico teatino tolgono inevitabilmente luce al grosso evento.

CHIETI. La Madama Butterfly di Puccini sarà in scena da venerdì 23 marzo ed in replica domenica 25 e martedì 27 marzo prossimi.
Ma le polemiche degli ultimi giorni sul Teatro Marrucino, la sua gestione e la possibilità di creare una fondazione che in qualche modo turbi gli equilibri attuali o mortifichi il palcoscenico teatino tolgono inevitabilmente luce al grosso evento.

«L'attacco alla persona di Rendine è sconcertante», ha detto il direttore Francesco Di Vincenzo, «soprattutto inverosimile è stata la cifra sparata enormemente esagerata rispetto alla realtà. Torno sull'argomento – ribadisce Di Vincenzo – soprattutto per sottolineare la grande dote del M° Rendine di contenere i costi di produzione. A proposito della produzione della Butterfly, ad esempio, si è riusciti a diminuire il costo della produzione da centocinquemila euro fino a settantamila euro. Questo per dire che Rendine merita un'immagine contraria del dissennato sciupone che gli si vuole attribuire».
Le polemiche derivavano dai presunti alti costi per la messa in scena del Falstaff che secondo alcuni sarebbe costato anche 700mila euro.
«Ho lavorato sei anni a titolo gratuito ed ho persino staccato assegni per mandare avanti il Marrucino», ha detto il Maestro Rendine, «è stata detta una grossolana falsità per un attacco assolutamente gratuito e diffamatorio».
Rendine si è detto amareggiato per gli attacchi e difende a spada tratta orchestra, coro e tutti i dipendenti del Teatro che vanno avanti nonostante i gravi problemi economici.
«Non accettiamo – riprende - che si parli di gestioni allegre che significa, oltretutto, dare del ladro ad Aurelio Bigi persona rispettabilissima. Parlando ora dell'opera di Puccini vorrei soltanto sottolineare la produzione di grande eccellenza con cantanti di prim'ordine, a partire da Mina Tasca, Madama Butterfly per eccellenza ed Ignacio Encinas. Entrambi gli artisti hanno accettato di cantare nel nostro teatro ad un terzo del loro cachet abituale per il prestigio del nostro teatro e per riguardo alla mia persona».
Il Presidente Giancarlo Zappacosta, difendendo la stagione lirico-sinfonica ha dichiarato come invece «la distribuzione della prosa non ha portato a nessun posto di lavoro a differenza della produzione lirica. Sarebbe opportuno che la nostra Compagnia di prosa diretta da Sabatino Ciocca iniziasse a produrre spettacoli da poter esportare negli altri teatri così come accade che nel Marrucino in cui si ospitato spettacoli distribuiti in tutta Italia. Bisogna puntare sulla lirica e crescere come ente lirico cedendo alla prosa gli spazi che merita, ma producendo e non accettando passivamente una distribuzione rigida. Occorre cominciare ad avere questo scambio con gli altri teatri anche per dare lavoro agli attori che da anni recitano con la Compagnia di Prosa. Sarebbe ora di avere una stagione di prosa in house risparmiando moltissimo e destinando alla produzione di nostri spettacoli quello che avanza».
Ma il direttore Di Vincenzo ha dissentito su questo ultimo punto.

IL SINDACO RICCI «IL MARRUCINO VA DIFESO DA EGOISMI ED INDIVIDUALISMI»

«Gli ultimi interventi apparsi sulla stampa in relazione al Teatro Marrucino sollecitano l'Amministrazione Comunale ad una presa di posizione chiara , netta ed inequivocabile».
Ritorna ancora una volta sull'argomento il primo cittadino Francesco Ricci insieme all'assessore alla cultura Carmelina Di Cosmo.
«Consapevole che l'Istituzione Teatro è un bene della collettività e come tale va tutelato da egoismi ed individualismi , da ogni interesse personale e da qualsivoglia convenienza politica», hanno detto Ricci e Di Cosmo, « l'Amministrazione ritiene suo dovere imprescindibile risolvere una vicenda che si sta protraendo troppo nel tempo , creando nei cittadini confusione e minando la fiducia nella Politica e nella sua azione volta a promuovere fattivamente le Istituzioni culturali di Chieti . Pertanto , siamo convinti che con la collaborazione e con l'aiuto di coloro che lavorano ed operano nel Teatro si possa uscire dall'attuale crisi , fanno appello al senso di responsabilità di quanto ne hanno a cuore le sorti perché ognuno per la propria parte contribuisca a risolvere i complessi problemi economici e gestionali presenti , ridando credibilità alla Istituzione , sicurezza ai lavoratori , certezze ai cittadini. Tutto questo sarà possibile evitando , soprattutto , di fare esternazioni quotidiane ed avendo come regola comportamentale le azioni che derivano da due semplici parole : tacere e lavorare».


22/03/2007 9.01