Sanità:«Il centrosinistra si fa ostruzionismo da solo tra interessi e campanili»

Alessandro Biancardi

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Sanità:«Il centrosinistra si fa ostruzionismo da solo tra interessi e campanili»
L’AQUILA. Continua l’opposizione dei gruppi di centrodestra in Consiglio regionale nei confronti del piano di riordino della rete ospedaliera varato dalla giunta, bloccato da alcuni giorni in commissione in attesa di essere approvato. Sono 129 infatti gli emendamenti presentati al piano, di cui 83 proposti dalla stessa maggioranza. A denunciare questa situazione di stallo sono ancora una volta i consiglieri di opposizione, Fabrizio Di Stefano (An), Giorgio De Matteis (Idm), Alfredo Castiglione (An), Claudio Di Bartolomeo (Idm) e Bruno Di Paolo (Dc), che hanno bollato come «carente ed incongruente» il piano di riordino della rete ospedaliera.
«La sinistra – afferma Di Stefano – è impantanata nelle sue logiche di campanile, per non dire peggio, che di fatto stanno paralizzando i lavori della commissione, caratterizzati da continui rinvii e intervallati da convulse riunioni interne della maggioranza. Del Turco ha paventato l'ipotesi di ostruzionismo da parte nostra, non lo faremo, ci stanno già pensando da soli».
Di Stefano ha poi giudicato «non veritiera» la manovra di bilancio di 101 milioni di euro che servirà a sanare il debito della sanità, «lo confermano – ha detto – le dimissioni del direttore Costanzi che non ha voluto assumersi la responsabilità di un tale atto».
Nel piano, secondo il consigliere di Alleanza Nazionale, «non si fa alcun cenno al processo di aziendalizzazione cui andranno incontro gli ospedali di Chieti e L'Aquila che, una volta definito, renderà carta straccia il piano di Del Turco».
Nello specifico Di Stefano ha posto l'accento sulla ulteriore penalizzazione delle zone disagiate, con i piccoli ospedali relegati al rango di poliambulatori: «la medicina del territorio, con questo piano, subisce un durissimo attacco e, a fronte dei grandi sacrifici imposti, non si registra un risparmio apprezzabile nei budget di spesa della sanità regionale».
Anche De Matteis ha sottolineato la divisione della maggioranza nella redazione del piano sanitario: «l'assessore Mazzocca ha riconosciuto che il centro-sinistra è dilaniato dalle guerre fratricide che si stanno consumando sulle questioni della sanità abruzzese – ha detto – non c'è stata programmazione e logica nella redazione del piano. Non si capisce quale siano le motivazioni alla base dell'attivazione o meno di alcuni servizi, dell'attribuzione o meno dei posti letto, dello spostamento di reparti in alcune zone a discapito di altre».
Il capogruppo di An Castiglione ha rincarato la dose bollando il provvedimento come «una spartizione di materassi».
La commissione è stata poi rinviata a venerdì.
«La maggioranza di centrosinistra ha deciso di aggiungere altri emendamenti che emendano quelli già presentati dandosi tempo fino a venerdì», ha commentato Giuseppe Tagliente, Consigliere regionale di Forza Italia e componente della Commissione Sanità, «La verità - prosegue Tagliente - è che, al di là delle dichiarazioni di facciata, la Giunta e l´intera maggioranza cercano di non toccare delicati equilibri all´interno del settore, dopo essersi accorti di aver dato pericolosamente fuoco all'acqua... A questo punto - conclude Tagliente - se questo piano di riordino ha un senso, non può che partire dall'ultima cartolarizzazione di aprile 2006 per 327 milioni relativa al disavanzo 2005/06, per cui chiedo che vengano portati in Commissione i dati sulla base dei quali sono state pagate le prestazioni alle cliniche private».

Mara Iovannone 22/03/2007 7.45

SINDCATI:«IL CONSIGLIO FACCIA IN FRETTA CON IL PIANO»

I segretari generali di Cgil, Cisl, Uil Abruzzo hanno rivolto un pubblico appello al Consiglio Regionale, supremo organo legislativo d'Abruzzo, «affinché venga assicurata l'approvazione tempestiva del Piano di riordino della rete ospedaliera, elemento portante del piano di risanamento della Sanità negoziato dalla Giunta Regionale con il Governo».
«Un Piano non concertato con il Sindacato», hanno detto i responsabili regionali, «che solleva preoccupazioni legittime, e tuttavia un atto da tempo dovuto, tassello ineludibile dell'improrogabile opera di risanamento, razionalizzazione e riforma del sistema sanitario regionale. Il mondo della sanità abruzzese, nessuna componente esclusa, è chiamato a rinunce, regolazioni, riconversioni e riqualificazioni impegnative, un passaggio obbligato per trasformare un sistema insostenibile in direzione di un servizio più decentrato, orientato alla prevenzione e medicina sul territorio, meno ospedalizzato e dai costi controllati e sostenibili».
Secondo Cgil, Cisl e Uil l'approvazione del Piano non chiuderebbe ma aprirebbe la discussone sulla realizzazione compiuta del cambiamento della Sanità in Abruzzo.
«Superata la tappa dell'approvazione del piano di riordino della rete ospedaliera e onorato l'accordo con il Governo», hanno concluso i sindacati, «sarà possibile aprire una fase nuova, che veda le Istituzioni regionali e le Parti Sociali concordare le linee per inaugurare una stagione di riforme, politiche regionali di sviluppo, riequilibrio territoriale e piena valorizzazione del ciclo 2007-2013 dei Fondi Strutturali e del Fondo per le Aree Sottoutilizzate, la cancellazione dei ticket e una strategia di riduzione dell'Irpef regionale e dell'Irap, il rilancio della Vertenza Abruzzo, con la costruzione di un confronto con il Governo e i diversi interlocutori nazionali per inserire l'Abruzzo nelle politiche nazionali di crescita e recupero competitivo, innescare una controtendenza rispetto al devastante disinvestimento operato nei confronti dell'Abruzzo dai grandi gruppi ex-pubblici e affrontare il problema della scarsità strutturale di risorse proprie che affligge la nostra regione».

22/03/2007 15.25