Lo stato maggiore dell'Ulivo difende Pina Fasciani «linciata» da "W l’Italia"

Alessandro Biancardi

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AGGIORNAMENTO (14.06) IL CASO. ABRUZZO. Dopo la trasmissione televisiva "W l'Italia" i parlamentari abruzzesi esprimono la loro piena solidarietà alla collega "presa di mira" nell'inchiesta giornalistica. Non vengono risparmiate dure critiche a giornalista e programma e si interpella direttamente il presidente della Rai Petruccioli perchè prenda provvedimenti. Fa discutere ancora in Abruzzo la trasmissione di Rai Tre, andata in onda domenica sera, di Riccardo Iacona, che ha messo in luce attraverso una serie di interviste le conseguenze della attuale legge elettorale che di fatto demanda in capo alle direzioni dei partiti la decisione dei candidati da portare in Parlamento. Come esempio lampante di deputato "sconosciuto al territorio" è stato preso il caso della Ds Pina Fasciani. LA LETTERA. FASCIANI: «AMAREZZA PER LA PARZIALITA' DELLE INFORMAZIONI»




AGGIORNAMENTO (14.06)



IL CASO. ABRUZZO. Dopo la trasmissione televisiva "W l'Italia" i parlamentari abruzzesi esprimono la loro piena solidarietà alla collega "presa di mira" nell'inchiesta giornalistica. Non vengono risparmiate dure critiche a giornalista e programma e si interpella direttamente il presidente della Rai Petruccioli perchè prenda provvedimenti.
Fa discutere ancora in Abruzzo la trasmissione di Rai Tre, andata in onda domenica sera, di Riccardo Iacona, che ha messo in luce attraverso una serie di interviste le conseguenze della attuale legge elettorale che di fatto demanda in capo alle direzioni dei partiti la decisione dei candidati da portare in Parlamento. Come esempio lampante di deputato "sconosciuto al territorio" è stato preso il caso della Ds Pina Fasciani.



LA LETTERA. FASCIANI: «AMAREZZA PER LA PARZIALITA' DELLE INFORMAZIONI»



Così oggi praticamente tutti i parlamentari abruzzesi, fra deputati e senatori se ne contano 11, «intendono testimoniare la loro solidarietà alla collega ingiustamente presa come esempio nazionale degli effetti negativi prodotti da una brutta legge elettorale».
«La collega che abbiamo conosciuto e apprezzato per la serietà, l'impegno e la passione con cui svolge il proprio mandato saprà sicuramente meritare con il suo lavoro la fiducia dei cittadini abruzzesi», hanno detto i deputati abruzzesi.
D'altronde già nella trasmissione la stessa Fasciani aveva chiaramente detto di ritenersi un volto nuovo e di volere essere giudicata solo per il lavoro svolto, assicurando il massimo impegno da parte sua.
Oltre alla solidarietà, tuttavia, non si registrano fattivi impegni volti alla cancellazione della "brutta legge elettorale" che avrebbe contribuito e, tra l'altro, ad allontanare ancora di più i partiti dalla gente.
Cambiare la legge probabilmente potrebbe significare anche riconquistare fiducia da parte dell'elettorato. Ma per ora, nulla si muove.
Così il senatore Nevio Felicetti ha voluto fare di più e spingersi oltre inviando una lettera scritta di proprio pugno direttamente al direttore della Rai Claudio Petruccioli.
«Vorrei pregarti di visionare se ti fosse sfuggito quel servizio giornalistico» consiglia il senatore al dirigente Rai, «non tanto e non solo per deplorare con me la profondità della lacerazione che si è prodotta fra i Democratici di sinistra a Pescara che fa quasi disperare, quanto per esprimere un giudizio sulla tollerabilità del servizio di un giornalista Rai che ha fatto la scelta di schierarsi e di prestarsi ad una vergognosa azione di linciaggio contro un deputato in carica. Non ti pare che così si stia pericolosamente passando il limite del lecito e della decenza politica? Scusa lo sfogo un abbraccio affettuoso».
Ha voluto aggiungersi al coro anche il membro della commissione bicamerale di vigilanza dei servizi radiotelevisivi, Emilia De Biasi, anche lei ha scritto una lettera sdegnata al presidente della Rai.
«Mi chiedo se si possa annoverare fra i prodotti di qualità la trasmissione del signor Riccardo Iacona, visti i toni, la parzialità e la virulenza nel voler dimostrare una tesi», scrive l'onorevole De Biasi. «E' discutibile anche un pò qualunquista paragonare lo stipendio di un parlamentare con il salario di un operaio Fiat. Ha il sapore di altri tempi vuole dimostrare con le immagini che quella sì che è produzione. E infatti si vede un'automobile. E parlamentari, invece, che producono? Essi gravano come parassiti sulla comunità operosa. Giudizi soggettivi, presidente, fin qui le solite lamentele di categoria. E tuttavia spetta di poter vedere un confronto fra le retribuzioni di un operaio quelle di un giornalista Rai, che porrà sempre un'azienda pubblica».
Ma il membro della commissione di vigilanza continua il suo duro attacco contro il giornalista e il suo metodo di indagine; viene contestata l'intervista fuori i cancelli della patria e al mercato ortofrutticolo definendolo ironicamente un «metodo scientifico».
«Questo sì che è il giornalismo d'inchiesta, perbacco. Perché la tesi del signor Iacona è che l'onorevole Pina Fasciani è tale perché scelta non in base al curriculum o alle capacità ma sulla base di giochi di potere. La trasmissione prosegue con interviste di critica alla deputata senza contraddittorio. Su casi come questi la par condicio è un miraggio».
Viene infine criticata anche l'intervista alla stessa deputata, i temi trattati, il tempo concesso.

Parole molto dure scatenate contro il lavoro di un giornalista -che per fortuna è sotto gli occhi di tutti-, parole che probabilmente fanno trasparire una malattia tutta abruzzese (o italiana?) che è quella di una certa insofferenza di una classe politica ed imprenditoriale allergica alla libertà stampa, la quale solo raramente si traduce in giornalismo d'inchiesta.
20/03/2007 18.25

FASCIANI: «AMAREZZA PER LA PARZIALITA' DELLE INFORMAZIONI»

A due giorni dalla messa in onda della trasmissione l'onorevole Pina Fasciani ha inviato una lettera (pubblicata oggi dal quotidiano L'Unità) a Riccardo Iacona, giornalista di Rai 3, realizzatore dell inchieste di "W l'Italia"
«Ho seguito con attenzione la tua trasmissione», scrive Fasciani, dalla prima puntata fino a domenica scorsa (il reportage sul mondo della politica era infatti diviso in 3 puntate, ndr) nel viaggio dalla Calabria a Roma, passando per l'Abruzzo. Hai raccontato della politica, dei suoi difetti, delle sue degenerazioni e di ciò che ha prodotto la legge elettorale per l'elezione del Parlamento. Una legge voluta dal centrodestra che ha creato una profonda separazione tra elettori ed eletti, come da te denunciato, su cui sono pienamente d'accordo».
«La tua inchiesta mi ha coinvolto, sono stata una dei protagonisti dell'ultima puntata», ricorda l'onorevole al giornalista. «Non ti nascondo la mia amarezza per la parzialità delle informazioni da te trasmesse circa il percorso seguito dai Ds, il mio partito, per candidarmi. Ti avevo raccontato», sottolinea la politica abruzzese, «che si erano riunite tutte le sezioni dei Ds della provincia di Pescara le quali, a maggioranza, avevano proposto il mio nome. La decisione era stata successivamente approvata e ufficializzata dal direttivo provinciale con 75 voti a favore su 110».
«Perché questo non lo hai detto e ti sei limitato a mostrare i risultati del voto di una sola sezione anziché quelli di tutte?», domanda amareggiata la Fasciani, «perché pur avendo intervistato la segretaria regionale dei Ds, Stefania Misticoni, il segretario provinciale di federazione, Massimo Sfamurri, e altre persone che mi conoscono e mi hanno sostenuta, hai mandato in onda solo le interviste a coloro che non lo hanno fatto? Perché pur avendomi accompagnata per due giorni (1 e 2 febbraio 2007) per conoscere il mio impegno sul territorio ( la regione Abruzzo) hai evitato di parlare delle iniziative che hai filmato? »
«Eri presente», sostiene ancora la deputata nella lettera inviata al giornalista Iacona, «quando ho incontrato il Comitato di Civita D'Antino per discutere l'installazione di un impianto eolico», oppure quando «ho incontrato tutti i Sindaci della Valle Roveto», «quando ho visitato un centro disabili di Pescara per conoscere più da vicino le iniziative del centro stesso» e anche quando «ho incontrato il manager della Asl di Pescara, per trovare possibili e concrete soluzioni per la stabilizzazione dei precari». Già, ma niente di questo è stato mandato in onda.
«Tu c'eri eppure non l'hai raccontato», sostiene la Fasciani. «Ti ho parlato del mio impegno per l'aeroporto di Pescara e di altro ancora, tutte iniziative riscontrabili, come ti ho detto, sul mio sito e su quello della Camera dei Deputati. Perché questo vuoto? Perché pur avendo vissuto tu in prima persona "la verità" non l'hai raccontata? Da qui l'amarezza, l'amarezza di scoprire che il tuo obiettivo non è stato quello di raccontare ciò che hai visto, ma quello che volevi vedere. Qualcosa che ha a che fare con il Congresso dei Ds? Forse».
«Mi chiedo», continua la Fasciani, «se non sono i giornalisti come te a raccontare " il vero" chi lo dovrebbe fare? E ancora se i giornalisti come te non aiutano i cittadini, attraverso un racconto imparziale a distinguere chi fa politica con serietà e impegno, al servizio della comunità, da chi invece usa la politica per propri personali tornaconti, questi stessi giornalisti contribuiscono al rinnovamento della politica o producono l'effetto contrario?» E a fine lettera l'onorevole chiude con un aneddoto: a fine trasmissione «un compagno mi ha telefonato, come del resto molti, per commentare la tua trasmissione e a proposito degli operai della Fater e delle casalinghe al mercato di Pescara che dicevano di non conoscermi mi ha detto una cosa che mi ha colpito: «chi non ti conosce non sa quello che perde». L'ho ringraziato di cuore».
21/03/2007 14.15



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