«L’aeroporto a Fossacesia? No, grazie»

Alessandro Biancardi

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FOSSACESIA (CH). Delocalizzare l’Aeroporto d’Abruzzo: dopo l’ipotesi di spostare lo scalo ad Ortona arriva adesso un’altra possibile soluzione, promossa dalla Regione, e si chiama Fossacesia. Ma il sindaco del Comune Enrico Di Giuseppantonio boccia categoricamente l’ipotesi.
«La pianura del Sangro è una zona densamente coltivata», ricorda il primo cittadino, «e creare oggi le condizioni per la costruzione di un aeroporto, causerebbe gravi danni alla nostra economia agricola».
Si parla in questi giorni anche di potenziamento delle infrastrutture di servizio e raccordo intermodale dei trasporti nella parte sud della Regione, «ma per quanto riguarda l'aeroporto localizzato nel cuore dell'area metropolitana più grande d'Abruzzo», insiste Di Giuseppantonio, «è impensabile procedere al decentramento. Piuttosto, personalmente, sono d'accordo con l'idea di potenziare lo scalo di Pescara».
Nel Documento Programmatico Preliminare del nuovo Piano Regolatore, peraltro, approvato di recente dal Consiglio comunale di Fossacesia la zona indicata dalla Regione per l'aeroporto tra il casello autostradale Val di Sangro e il litorale «è stata individuata tra le direttrici fondamentali di sviluppo della città di Fossacesia, per il potenziamento dei servizi turistici e commerciali».
«La posizione favorevole sicuramente rende appetibile il territorio», ne è convinto anche il primo cittadino che non ha intenzione di accettare una ipotesi del genere: «l'amministrazione comunale esclude totalmente la possibilità di realizzarvi l'aeroporto e al contrario intende valorizzare il patrimonio agricolo locale, tutelando le colture tipiche e incentivandone la produzione»
I punti fondamentali del Documento Programmatico Preliminare del nuovo Piano Regolatore sono infatti valorizzazione, qualità ambientale, tutela del patrimonio edilizio urbano ed extra-urbano e del paesaggio agricolo.
«Abbiamo scelto di sposare i principi di uno sviluppo del territorio che privilegi l'aspetto naturalistico», sottolinea ancora l'amministratore, «complemento indispensabile dell'offerta turistica, nel rispetto dei criteri di sostenibilità. Non possiamo vanificare tutti gli sforzi fatti in questi anni»


17/03/2007 11.20