Antonio Falconio e Ferdinando Di Orio gli onorevoli abruzzesi che hanno fatto 13

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Ci sono anche gli abruzzesi Antonio Falconio e Ferdinando Di Orio tra i «Re Mida italiani» dell'inchiesta dell'Espresso "L'Onorevole ha fatto 13" dello scorso 15 febbraio. La lista è lunga, lunghissima di ministri, manager, avvocati, vertici Rai, consiglieri del Csm, professori, medici che nel corso delle loro carriere riescono ad accumulare un numero incredibile di cariche e garantirsi così vitalizi che spuntano da ogni parte.
Falconio viene addirittura definito sulle pagine del settimanale «un maestro del cumulo»: «ex deputato dc», si legge, «ed ex governatore dell'Abruzzo. Al vitalizio parlamentare (3.108 euro) e a quello regionale (altri 4 mila euro) Falconio cumula circa 5 mila euro al mese di un incarico presso l'ente regionale agricolo (Arssa) e altri 3 mila euro netti di pensione come giornalista Rai. Un maestro del cumulo, insomma, anche se tra le penne onorevoli non è il solo a fare scuola».
Di Orio viene invece presentato tra «i privilegiati dell'università», e si legge ancora: «In testa alla lista Ferdinando Di Orio, ex senatore Ds. Due mandati parlamentari, 59 anni, Di Orio è docente universitario di Igiene e Rettore dell'Università de L'Aquila. Come ex parlamentare riscuote un vitalizio di 4.725 euro lordi. Come professore e rettore altri 5 mila euro netti, che cumula al vitalizio».
Uno dei casi più eclatanti sarebbe secondo l'inchiesta del settimanale quella di Giuseppe Gambale, definito «il baby-pensionato più giovane d'Italia».
Gambale ha lasciato Montecitorio nel 2006 e «con quattro legislature alle spalle e 20 anni di contributi versati», oggi «a soli 42 anni e grazie al trattamento di favore che in materia previdenziale i parlamentari si sono riservati, riscuote un vitalizio di 8.455 euro lordi al mese».
Ma a questi si devono aggiungere altri 4 mila euro: «esponente della Margherita a Napoli, è stato arruolato dal sindaco Rosa Russo Jervolino come assessore alla Scuola e legalità».
E ci sono oltre ai casi di viceministri e sottosegretari, (20 casi) anche
giornalisti che possono cumulare a tutti i vitalizi anche la pensione maturata nel loro campo o magistrati. Ma come si accede al vitalizio? Il settimanale lo spiega dettagliatamente e parla di «regole di sfacciato favore rispetto ai comuni cittadini dall'età anagrafica (anche sotto i 50 anni) all'anzianità lavorativa (bastano due anni e mezzo di presenza in Parlamento) al metodo di calcolo (retributivo per tutti)». E a tutto questo si deve aggiungere «la possibilità di cumulare la pensione con qualsiasi altro reddito, un vantaggio
che i comuni pensionati possono solo sognare».

LEGGI L'INCHIESTA DELL'ESPRESSO
 
LE POLEMICHE PER LA NOMINA DI FALCONIO
 

LE ALTRE SPESE DELL'ARSSA
 

12/03/2007 12.39