L’Aquila. «Solo la propensione alle varianti urbanistiche non varia»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «E' proprio vero: la politica delle varianti urbanistiche non muore mai. Infatti il Piano regolatore ancora non c'è ma si propongono varianti generali che hanno sempre caratterizzato le Amministrazioni comunali di questi ultimi anni».
A criticare fortemente una pratica ormai consolidata anche nel capoluogo abruzzese sono i consiglieri comunali dell'Italia dei Valori Angelo Mancini e Pierluigi Pezzopane e quello di Rifondazione
Enrico Perilli.
Nonostante numerosi annunci di presentazione, l'Amministrazione Tempesta, alla conclusione del suo secondo mandato, non è stata in grado di licenziare il nuovo Prg ma l'interesse della Giunta alle vicende urbanistiche sembra essere sempre vivo. Infatti il 21 febbraio scorso ha proposto l'ultimo passo: «quello di rivisitare le aree edificabili non ancora edificate del vigente Prg; le aree destinate a verde pubblico ed a verde pubblico attrezzato; a viabilità; a parcheggi; a servizi pubblici anche con vincolo decaduto; quelle per attrezzature generali per le attività produttive nonché le aree libere della periferia urbana e quelle con destinazione agricola limitrofe per renderle edificabili» nell'ambito di un provvedimento definito “Programmi complessi”.
«A prima vista», spiegano i consiglieri, «potrebbe apparire come uno strumento utile per quei cittadini che attendono da anni di vedere rivisitate le aree da destinare all'edificazione privata. In realtà tali programmi consentono vantaggi solo a favore dei gruppi in grado di disporre di elevate risorse finanziarie ed opportuni appoggi. Invece i privati cittadini resteranno ancora una volta esclusi da tale operazione. E così invece di procedere sul fronte del completamento del Prg, la Giunta comunale, su proposta dell'ex assessore all'Urbanistica ed oggi Direttore generale e dirigente del settore, Franco Bonanni, si è affrettata ad approvare le linee guida per la predisposizione, esame e valutazione dei Programmi complessi».
«Ci chiediamo», concludono i consiglieri di opposizione, «cosa resterà del Piano operativo con l'introduzione di questi Programmi urbanistici che investono l'intero territorio comunale? Ci sembra di ricordare che l'ing. Bonanni, ed il suo partito di riferimento Alleanza nazionale, solo qualche tempo fa si sono opposti a provvedimenti simili allora proposti dall'assessore Francesco Carli reputandoli inopportuni in presenza di un Prg in via di completamento.
Siamo però sicuri che anche questa volta il Consiglio comunale vigilerà e non consentirà l'ennesimo sacco del territorio».

06/03/2007 12.18