Sanità, incontro con il governo: «lunedì si risolva o Mazzocca torni a casa»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Se dal prossimo tavolo tecnico con il ministero, previsto per lunedì, il piano regionale di risanamento dovesse subire l’ennesimo ritardo, all’assessore Mazzocca non rimarrà che trarre le conclusioni di una politica certificata come fallimentare e assumersene le responsabilità, dimettendosi». A chiedere le dimissioni dell’assessore regionale alla sanità è il consigliere segretario della Regione Abruzzo Fabrizio Di Stefano.
Dopo due slittamenti lunedì potrebbe essere la giornata buona per chiudere positivamente l'incontro con il Ministero. La questione da sciogliere è sempre la stessa e si chiama deficit sanitario.
Da Alleanza Nazione arriva oggi l'ultimatum, o ad inizio settimana si sbroglia la matassa o è meglio che l'assessore competente si dimetta.
«Il governo centrale», spiega Di Stefano, «non ha fatto altro, in queste settimane, che contestare quanto noi andiamo da tempo sostenendo, ovvero l'uso improprio dei maggiori introiti raccolti con l'aumento delle addizionali Irap e Irpef. 139 milioni di euro prelevati direttamente dalle tasche dei cittadini che -piuttosto che essere destinati a fronteggiare i debiti della sanità - sono stati utilizzati per presunti investimenti di cui non si vede traccia, di contro ad un debito sanitario che nel frattempo è peggiorato in maniera esponenziale».
«Qualcuno», continua l'esponente di Alleanza Nazionale, «dovrà pure assumersi la responsabilità di una manovra economica disastrosa che ha costretto persino un governo nazionale ‘amico' a chiedere continue correzioni e spiegazioni ad una giunta regionale di dilettanti allo sbaraglio che si improvvisano grandi strateghi».
«Le manovre economiche sono competenza dell'assessore alla sanità o di quello al bilancio?>, si domanda l'esponente di AN. «Apprendiamo ora di un'operazione di cartolarizzazione di 101 milioni di euro. Da dove hanno preso questi fondi e come pensano di usarli?»

03/03/2007 13.20