Dionisio:«ma i giornali di quale Bit parlano? Io ho visto cose diverse»

Alessandro Biancardi

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Dionisio:«ma i giornali di quale Bit parlano? Io ho visto cose diverse»
AGGIORNAMENTO (18.55) LA POLEMICA. L’AQUILA. La settimana appena trascorsa è stata la più importante per mettere le basi del turismo che verrà poiché si è appena conclusa la Borsa internazionale del turismo alla quale partecipano tutti i maggiori operatori del settore. Come spesso accade l’Abruzzo partecipa con diverse iniziative ed i toni trionfali ed i dati consuntivi sono sempre stati esaltanti a sentire gli amministratori interessati a diverso titolo. Una voce decisamente fuori dal coro (mossa peraltro anche da una non poco recondita avversità politica) è quella dell’assessore al turismo di centrodestra del Comune dell’Aquila. «IL PRESIDENTE DELL’APTR SERVE O NO?»
«E', ormai, da una settimana che gli abruzzesi sentono parlare, e soprattutto leggono sulla stampa locale, della Borsa Internazionale del Turismo di Milano», ha detto oggi Maurizio Dionisio, «prima delle conferenze stampa per la presentazione dell'evento; dopo le conferenze, comunicati in corso d'opera. Il tutto condito da toni di enfasi e prospettazione di risultati prossimi al miracolo. Ebbene, io ci sono stato alla Bit, e ci sono stato da assessore al Turismo del Comune capoluogo di regione e confesso di aver faticato non poco per scrollarmi di dosso l'enorme battage pubblicitario dei giorni precedenti, perchè la realtà che si è oggettivamente presentata ai miei occhi era di gran lunga differente da quella imposta agli abruzzesi».
Secondo l'assessore aquilano si «notavano, infatti, errori grossolani sia di forma che di sostanza».
«Iniziando dalla forma, e partendo dal presupposto di aver visitato personalmente le ultime cinque edizioni», sostiene Dionisio, «credo di non aver mai visto uno stand della regione Abruzzo più brutto e disadorno: esiguo nella superficie e povero strutturalmente, soprattutto privo di una ratio d'insieme, come se i vari pezzi fossero stati assemblati seguendo il caso e non un preciso progetto. Ho personalmente raccolto lo sfogo di alcuni “addetti ai lavori” che lamentavano l'insufficienza degli spazi destinati agli operatori impegnati nell'opera di marketing. Lo stesso “orso marsicano” di croccante sembrava più “caricaturale” che rappresentativo di una caratteristica del territorio. Le immagini a corredo degli spazi espositivi erano visibilmente datate, se non “opache”, e prive della capacità di attirare l'attenzione in un contesto, quello generale del padiglione, caratterizzato da forti elementi di attrazione».
E poi ci sarebbero stati «errori di sostanza».
«Non c'è stato nessun riferimento al settore più in crisi della nostra regione, quello montano, e nessun tentativo di imporlo ai fini di una rivitalizzazione di un settore penalizzato dalle scarse precipitazioni nevose di quest'anno», ha concluso Dionisio, «solite coste con soliti ombrelloni (brutti, tra l'altro) con gli immancabili trabocchi a fare bella mostra di sè. Nessuna progettualità complessa che potesse coinvolgere i settori di ambiente e agricoltura, con l'interessamento dell'Arsa con la sua enoteca regionale, e dell'Arta per la comunicazione dei dati sulla qualità delle acque di balneazione o per le forme di turismo eco sostenibile. Di scarso rilievo, inoltre, se non per il dato strettamente “politico”, la presenza di un Rutelli che, dopo aver mangiato frettolosamente le ottime cose preparate dal grande chef del Reale di Rivisondoli, ha banalmente detto che in Abruzzo si mangia bene e c'è del buon vino: verità ovvia che, probabilmente, sarà stata ripetuta, nel corso del giro fieristico, anche nello stand campano, pugliese o lombardo………»

27/02/2007 12.09


«IL PRESIDENTE DELL'APTR SERVE O NO?»

Il 16 dicembre scorso il presidente dell'Agenzia per la promozione turistica della Regione Carlo Costantini (Idv) si è dimesso. «Ad oggi», ha annunciato il presidente del consiglio regionale Marino Roselli, «non sono ancora pervenute ufficilialmente le sue dimissioni».
E mentre si aspetta l'arrivo della lettera è ancora stallo per la nuova nomina e continua la lotta tra Margherita e Ds che si contendono la poltrona vacante. Perché il vice (che attualmente esplica le funzioni del presidente) è in quota Ds e dunque, si capisce, che i democratici di sinistra non hanno tanta voglia di fare un nuovo nome. La Margherita, d'altro canto, ambirebbe a quel posticino libero.

«L'Aptr è un organismo troppo importante», ha dichiarato questa mattina in consiglio comunale Teodoro, «per non avere ancora un suo presidente. Bisogna nominarlo nel più stretto tempo possibile per fare in modo che l'agenzia superi una fase di stallo in cui versa da tempo. La sua mancanza è un fatto molto grave».

E sulla questione è intervenuto anche il consigliere di Allenza Nazionale Fabrizio Di Stefano («vi assicuro che non volevo dire niente ma voi mi porgete la polemica sul piatto d'argento») che si interroga sulla presenza dell'Aptr alla Bit di Milano.
«Ci spiegate», ha chiesto Di Stefano alla maggioranza, «con chi ci siete andati a Milano? Se siete andati con l'ente di promozione turistica e con il vice presidente, e tutto è stato perfetto, allora non serve assegnare un'altra poltrona. Se siete andati alla Bit con l'Ente che non funziona, allora è un fatto molto grave e dovete assumervi le vostre responsabilità per una manifestazione importante per tutta la regione».

27/02/2007 13.56

COSTANTINI: «LE DIMISSIONI INVIATE PER RACCOMANDATA TRE MESI FA»

«Vorrei precisare», spiega il deputato Carlo Costantini (Idv), «che le mie dimissioni sono state rassegnate e formalmente inviate il giorno stesso della mia dichiarazione pubblica a mezzo fax e a mezzo raccomandata al Presidente del Consiglio Regionale, all'Assessore al Turismo e al Presidente della Giunta Regionale. Ove smarrite, le mie dimissioni potevano e possono essere acquisite direttamente dalla direzione generale dell'Ente. Tanto ritengo doveroso comunicare ad evitare che le difficoltà sorte in ordine all'opportunità di nominare o meno un nuovo Presidente ed alla persona da nominare possano essere strumentalizzate o motivate in ragione di tentennamenti od indecisioni che non appartengono al mio modo di intendere l'impegno politico. Le dimissioni, quindi, rassegnate ormai
da tre mesi, sono state formalizzate in tutti i modi previsti dalla legge, erano e restano irrevocabili e, conseguentemente, non costituiscono ostacolo alle decisioni che il Consiglio Regionale riterrà di dover assumere».

27/02/2007 19.04