Sicurezza e sanità, il consiglio provinciale approva le linee guida

Alessandro Biancardi

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Sicurezza e sanità, il consiglio provinciale approva le linee guida
TERAMO. Il Consiglio Provinciale, questa mattina, ha affrontato due argomenti di notevole impatto sociale: gli infortuni sui luoghi di lavoro e la riorganizzazione della rete ospedaliera. Lo ha fatto licenziando due documenti che costituiscono una sorta di piattaforma programmatica. Per far fronte alla piaga degli infortuni sui luoghi di lavoro si andrà alla costituzione di un coordinamento provinciale con tutti i soggetti istituzionali e privati interessati. La minoranza si è dissociata ed ha bollato come "demagogici" i documenti approvati.
Il prossimo 15 marzo sarà inaugurato il nuovo Auditorium dell'Iti di Teramo, dove si è realizzato un cantiere-pilota sulla sicurezza, una esperienza che la Provincia vuole “trasferire” anche agli altri settori produttivi per migliorare la formazione e l'informazione; per semplificare e innovare le relazioni fra gli enti e, quindi, migliorare gli interventi di controllo e prevenzione; per utilizzare nella maniera più efficace le risorse finanziarie e professionali destinati a far crescere la cultura della sicurezza e della legalità.

RETE OSPEDALIERA: I 5 PUNTI

Nel caso della rete ospedaliera, le analisi e le richieste del Consiglio, saranno rappresentate ufficialmente alla Regione che sta redigendo il Piano di riorganizzazione regionale. Fra i passaggi chiave contenuti nel documento i cinque “punti” considerati essenziali: strutture d‘emergenza in ogni presidio ospedaliero; presenza, nei quattro ospedali teramani, delle discipline mediche di base; organizzazione di un dipartimento materno-infantile, articolato nei quattro presidi; realizzazione di un polo oncologico che realizzi tutta la filiera dalla radiologia alla medicina nucleare fino alla chirurgia plastica ricostruttiva; mantenimento dei quattro UTIC, fino alla rivisitazione dell'attuale configurazione organizzativa delle cardiologie e della rete dell'emergenza.
Nel documento si ricorda che la ASL teramana riceve 16 milioni di euro in meno rispetto alle altre Asl abruzzesi e che, quindi, c'è bisogno di un riequilibrio delle risorse e delle opportunità.

«Si tratta di un primo documento – ha spiegato il presidente Ernino D'Agostino – non esaustivo di tutte le questioni, che riguarda solo riorganizzazione della rete ospedaliera. Le proposte in esso contenute sono il frutto del lavoro della commissione sulla sanità costituita dalla Provincia (composto da operatori sanitari, da consiglieri provinciali e presieduto dall'assessore alla sanità, Mauro Sacco ndr) e dal confronto con i Comitati dei cittadini e con il Comitato ristretto dei Sindaci. Un primo lavoro che potrà essere migliorato e approfondito ma che, intanto, rappresenta un segnale forte, importante e ufficiale rispetto alle esigenze del nostro territorio, da trasmettere alla Regione perché ne tenga conto nella redazione del Piano». A questo proposito una delegazione rappresentativa di Giunta e Consiglio chiederà di essere ascoltata dalla competente commissione regionale. Sull'argomento sono intervenuti, fra gli altri, il consigliere Mauro Martino (Movimento Civico Territoriale), il quale ha proposto di approfondire le singole questioni perché “c'è davvero bisogno di restituire fiducia all'istituzione sanitaria pubblica per non aumentare il solco esistente con quella privata”. Per Arnaldo Di Rocco (ds) “C'è bisogno di dare un segnale forte a difesa dei quattro ospedali teramani”. “E' indispensabile recepire i segnali di disagio che arrivano dai cittadini – ha affermato Giuseppe Fagotti dello Sdi – che temono di essere privati dei servizi essenziali e bisogna riaffermare con forza il principio che la scelta di primari e operatori sanitari deve basarsi sul merito e non sull'appartenenza politica”.

LA SPACCATURA SULLA SICUREZZA AL LAVORO

Più articolato e controverso il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Rando Angelini e Carlo Taraschi della Federazione della Casa delle libertà hanno votato contro il documento proposto dall'assessore al lavoro, Francesco Zoila, perché “demagogico e privo di conseguenze pratiche”. Si sono astenuti Mauro Martino e Antonio Francioni del Movimento Civico Territoriale. Non ha partecipato al voto Abramo Micozzi dell'Udc.
«Gli ultimi tragici episodi legati agli infortuni sul lavoro, per i quali l'Abruzzo e Teramo fanno registrare dati preoccupanti – ha detto l'assessore Zoila - impongono un'attenta riflessione ed un'approfondita analisi sulla messa a punto di sempre più mirati meccanismi di prevenzione e di controllo. La Provincia è l'attore istituzionale che può promuovere forme di collaborazione fra i vari soggetti che si occupano di prevenzione e sicurezza e realizzare un raccordo fra questi e l'impresa e il lavoratore. In particolare, il nostro ente, attraverso i servizi per l'impiego e la formazione professionale, in coordinamento con gli altri soggetti, promuoverà azioni tese alla verifica del rispetto degli obblighi contrattuali, all'analisi delle dinamiche del mercato del lavoro, al riconoscimento delle situazioni di rischio, al controllo dell'attuazione delle norme in materia di comunicazioni obbligatorie, alla formazione degli imprenditori e dei lavoratori sulle disposizioni e gli strumenti antinfortunistici, all'utilizzo di strumenti di comunicazione anche informatica con l'Inail, l'Inps, la Direzione del Lavoro, la ASL e la Camera di Commercio di Teramo».

RETE DI DATI E DIALOGO FACILE E PIU' FREQUENTE TRA ENTI

Fra le azioni individuate nel documento vi sono la costituzione di una rete informatica fra gli enti per mettere in comune i dati relativi ad aziende e lavoratori e combattere meglio il lavoro nero, sommerso e irregolare, fra le principali cause degli incidenti; la formazione alle imprese e ai lavoratori; l'istituzione di un servizio informativo per i rappresentanti dei lavoratori; un osservatorio permanente sugli infortuni; la realizzazione di campagne informative, così come accaduto con l'iniziativa “Cantieri sicuri”, per far crescere una cultura della sicurezza.
Numerosi gli interventi, dal consigliere Raimondo Sfrattoni di Rifondazione: «ricordiamo tutte le vittime del lavoro per non farle dimenticare una volta terminato il clamore dell'incidente» ad Abramo Micozzi dell'UDC che ha sottolineato il «dilagante fenomeno del lavoro nero e irregolare in Val Vibrata imputabile a imprenditori immigrati che non rispettano le regole del nostro Paese e fanno concorrenza sleale alle nostre aziende».
Gabriele Di Simone della Margherita si è soffermato sulla necessità di sensibilizzare imprese e imprenditori sul problema della sicurezza.
Luigi Puca, dei Comunisti Italiani: «Le cifre sembrano quelle di una guerra per vittime e costi sociali».
Per Arnaldo Di Rocco, dei Ds, il coordinamento provinciale è «un segnale forte anche contro il lavoro nero e irregolare».
Del tutto opposto il parere del consigliere di AN, Carlo Taraschi per il quale, le iniziative assunte dalla Province sarebbero «del tutto inutili in quanto l'ente non ha funzioni e compiti in materia. Il documento è un libro dei sogni, bisogna, invece, fare un progetto serio per creare una cultura della sicurezza soprattutto fra i lavoratori».
Rando Angelini di Forza Italia, infine, ha bollato il documento della Provincia come «demagogico e non risolutivo». Secondo Angelini conterebbe un approccio «repressivo» nei confronti degli imprenditori che «sono quelli che danno lavoro».


23/02/2007 15.37