Costa teatina. Caramanico chiarisce i dubbi sulla "fascia di protezione"

Alessandro Biancardi

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CHIETI. L'assessore all'Ambiente, Franco Caramanico, ha chiarito la questione relativa alla fascia di protezione di 150 metri, inviando una nota ai sindaci di Fossacesia, Torino di Sangro, Rocca San Giovanni e San Vito Chietino.
La definizione del perimetro di protezione, infatti, è stata nei giorni scorsi oggetto di polemica da parte dei sindaci della costa teatina, secondo cui nel testo di legge non si sono considerate sufficientemente le differenze evidenti tra una zona e l'altra della costa, dal momento che la fascia di protezione comprenderebbe anche aree urbanizzate o di potenziale sviluppo.
Di qui la richiesta di revisione del testo approvato in Consiglio regionale.
Nella circolare inviata questa mattina, l'assessorato all'Ambiente chiarisce che «la previsione della fascia di protezione di 150 metri a monte e a valle dell'ex tracciato ferroviario non comporta di per sé il divieto di edificabilità e di trasformazione dei suoli, imponendo invece esclusivamente l'obbligo di disciplinare gli interventi al suo interno, compatibilmente con gli insediamenti esistenti e tenendo conto delle concrete esigenze di tutela».
La circolare chiarisce inoltre che il Piano di Assetto naturalistico costituisce «lo strumento attraverso il quale viene regolamentata in concreto la fascia di protezione esterna alla riserva; ragion per cui le previsioni inserite nel Piano, pur sempre nel rispetto delle esigenze di tutela e salvaguardia, possono non incidere affatto sulle previsioni urbanistiche vigenti».
«Voglio inoltre sottolineare - osserva l'assessore Caramanico - che ai Comuni compete l'elaborazione e l'adozione del Piano di assetto naturalistico, il che significa che, coerentemente con le condizioni di sviluppo delle realtà territoriali locali, gli stessi comuni potranno dare indicazioni diverse rispetto alle esigenze di salvaguardia».

22/02/2007 14.08