Parco Costa Teatina, «la perimetrazione deve essere discussa con i Comuni»

Alessandro Biancardi

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Parco Costa Teatina, «la perimetrazione deve essere discussa con i Comuni»
FOSSACESIA. Gli amministratori e i tecnici dei Comuni di Fossacesia, Rocca San Giovanni, San Vito Chietino, Torino di Sangro e Casalbordino, si sono incontrati questa mattina a Fossacesia per una valutazione congiunta della legge regionale avente ad oggetto Disposizioni urgenti per la tutela e la valorizzazione della Costa Teatina ed in particolare per discutere delle conseguenze della norma, che all’art. 6 comma 6 prevede una fascia di protezione di 150 metri a monte e a valle dell’ex tracciato ferroviario.
«In alcune zone del nostro territorio i 150 metri sono del tutto irragionevoli. Non si può pianificare sulla carta senza tener conto delle differenze evidenti tra una zona e un'altra della costa – hanno commentato i Sindaci al termine della riunione – Questa mattina abbiamo verificato insieme ai tecnici che la fascia di protezione imposta dalla Regione comprende inspiegabilmente aree urbanizzate o di potenziale sviluppo. Non siamo contrari alla previsione di una zona di tutela, ma la perimetrazione doveva essere discussa con i Comuni».
Come è accaduto per San Giovanni in Venere, allo stesso modo, la norma che riguarda i 150 metri di protezione è stata infatti elaborata senza concordare nulla con i Comuni, violando le norme e le comuni regole di convivenza civile tra Istituzioni.
Nel documento redatto al termine della riunione i Sindaci di Fossacesia, Rocca San Giovanni, San Vito Chietino, Torino di Sangro e Casalbordino, chiedono un incontro urgente con l'Assessore Franco Caramanico e con i Consiglieri regionali della provincia di Chieti per concordare i tempi di una revisione della legge.
«Chiediamo che il Consiglio regionale riesamini la legge alla luce delle nostre osservazioni e ci coinvolga nella definizione del perimetro di protezione – hanno concluso i Sindaci nel documento - Del resto apprezziamo i contenuti della legge nel suo complesso. Ma quella che era una buona legge è stata modificata inserendo una fascia di protezione di 150 metri sic et simpliciter senza interpellare i Comuni, che invece avrebbero potuto indicare in modo più esatto i confini».
Oltre alle difficoltà interpretative riscontrate, dai sindaci e dai tecnici riuniti questa mattina a Fossacesia, da un attento esame delle procedure seguite dalla Regione Abruzzo sono emersi addirittura dubbi di incostituzionalità del provvedimento legislativo, in quanto il Titolo V della Costituzione assegna pari dignità ai Comuni e alla Regione, e in questo caso non è stato rispettato il meccanismo della concertazione previsto dalle leggi ordinarie.

19/02/2007 14.58