Osservazioni al Piano servizi sì, ma con marca da bollo annessa

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Se i cittadini hanno voluto dire la loro, l’hanno dovuto fare a pagamento. Una decisione, quella del Comune, aspramente contestata da Cristiano Vignali, responsabile giovanile della Fiamma Tricolore che ha parlato di «tentativo strumentale dell’ assessore De Cesare, di scoraggiare il numero delle osservazioni dei cittadini, pur di arginare le critiche che piovono sull’inerte amministrazione di centrosinistra, sempre più incapace di amministrare la città».
Eppure di osservazioni ne sono arrivate 1500 e il Comune ha beneficiato così di entrate pari a circa 22 mila euro. «E' sotto gli occhi di tutti», ha continuato Vignali, «che il “Piano Servizi” presenti errori dimensionali, grafici e di previsione di nuovi comprati edili».

«Ormai è ora di dire basta a questo modo scorretto di procedere», ha osservato l'esponente della Fiamma Tricolore, «basta illudere i cittadini inermi che attendono lo sblocco del proprio terreno per poter ingrandire la propria abitazione o quella dei genitori ; basta ad illudere chi attende da tempo di poter sopraelevare, ristrutturare, od ampliare la casetta preesistente di sua proprietà»
Ad oggi il prg in corso della città è ancora quello Tintori del 1970 – 1974, « dimensionato già da allora per più di 80 mila abitanti. Le dinamiche insediative nel nostro comune in questi 33 anni ( dal
1974 al 2007 )», ha continuato Vignali, «si sono attestate ad una popolazione residente di gran lunga inferiore alle originarie previsioni che a tutt'oggi è fissa a circa 57.000 abitanti, come si può verificare nell'ufficio anagrafe. Sarebbe interessante conoscere i motivi per i quali a fronte di
questo “ trend ” stagnante di crescita demografica il previsto “ Piano dei Servizi ” prende oggi in considerazione una popolazione residente di 88.000 abitanti che è, addirittura, più numerosa di quella prevista nel vecchio P.R.G. del Prof. Tintori ».

E questo sarebbe solo l'ennesimo passo falso di una giunta «che riesce solo a disfare». Esempi? «Lo stellario e l'anfiteatro hanno definitivamente chiuso i battenti, la festa di San Giustino 2006 è stata di tono minore rispetto agli anni precedenti, il “Settembre scalino” è stato ridicolo con artisti di serie B”», poi ancora «gli addobbi “funerari” del Natale, un concerto di capodanno improvvisato, il presepe vivente decurtato, il teatro marrucino sull'orlo del fallimento».

19/02/2007 10.47